Cura anziani non autosufficienti, i pensionati di Verona: "No a scudi amministrativi" - SPI CGIL Veneto

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L’invito di Spi Cgil, Cisl Fnp e Uil Uilp di Verona: “Si affronti il problema con equità, coraggio e condivisione

Verona, 10 aprile 2026. Il tema delle case di riposo è soltanto la punta dell’iceberg del grande ed epocale tema della non autosufficienza: a fronte di 5.424 posti letto autorizzati nel veronese (5.398 quelli accreditati) si stimano esserci sul territorio dai 45 mila ai 60 mila anziani non autosufficienti, a seconda del criterio di calcolo. Quelli seguiti dai servizi di assistenza domiciliare comunali (Sad, con natura di sostengo sociale non sanitario) sono circa 3 mila, di cui un migliaio nel capoluogo, mentre per quanto riguarda l’assistenza sanitaria Adi, l’Ulss 9 per il 2024 ha dichiarato di aver seguito  38.625 persone, in aumento del +19% sul 2023, per la stragrande maggioranza anziane, ma per “soli” 382.390 accessi complessivi, praticamente invariati (+2%) rispetto al 2023, compresi quelli dei palliativisti.

Con questi numeri è evidente l’assoluto bisogno di potenziare i servizi a partire da quelli domiciliari, dal momento che tutti gli anziani che sono in casa di riposo restano quasi interamente sulle spalle delle rispettive famiglie costrette ad arrangiarsi con assistenti famigliari, spesa sanitaria out of pocket, ritiro dal mercato del lavoro, strategie per ritardare il ricorso all’istituzionalizzazione.

Comprendiamo perfettamente il punto di vista dei Comuni, allarmati a seguito delle ormai numerose sentenze a loro avverse dei Tar e del Consiglio di Stato, dalla prospettiva di doversi accollare i costi della quota alberghiera delle case di riposo. Ma non serve invocare scudi amministrativi: tali sentenze non creano il problema, lo rendono soltanto più evidente, supplendo in qualche modo alla mancanza di politiche negli ultimi anni.

Serve invece una presa di coscienza che porti ad affrontare il problema con una visione complessiva e una risposta strutturale. Tale risposta non può prescindere da un intervento a livello nazionale con un investimento serio sulla domiciliarità, sul potenziamento i servizi territoriali, sulla riforma delle IPAB e del sistema delle RSA e su una legge che riconosca e sostenga il ruolo dei caregiver familiari, garantendo risorse adeguate agli stessi Comuni.

Anche il livello territoriale deve fare di più: proprio in forza delle citate sentenze, oggi si pone il tema della riforma del regolamento del Comune di Verona, in primis, per il pagamento delle rette nelle case di riposo. La giurisprudenza concorda nell’individuare l’Isee socio-sanitario come unico strumento valido a determinare la capacità contributiva della persona. Si tratta di un chiarimento importante, che conferma quanto il sindacato sostiene da tempo: servono regole uguali per tutti, trasparenti e fondate sull’effettiva capacità economica delle persone. Come organizzazioni sindacali seguiamo infatti il percorso di revisione, tuttavia non basta intervenire su un solo Comune. È necessario verificare e adeguare anche i regolamenti degli altri Comuni della provincia, per evitare che persistano disuguaglianze tra cittadini che vivono nello stesso territorio ma sono soggetti a regole diverse.

Un altro pezzo della soluzione è in mano alle Ulss e alla Regione. E’ semplicemente imbarazzante che da tali livelli non riescano ad avere nemmeno le dimensioni del fenomeno e la composizione delle liste d’attesa. Ad oggi non ci sono cifre ufficiali di quante siano le impegnative di residenzialità, le liste di attesa nelle rsa, perfino il numero di posti letto effettivamente attivati e funzionanti, per non parlare dei non autosufficienti curati a casa. Un buco nero di informazione nel quale ognuno tira l’acqua al suo mulino impedendo l’avvio di qualsiasi politica efficace.

Come Sindacato diciamo che la non autosufficienza deve essere riconosciuta come una priorità pubblica. La cura delle persone anziane e fragili non può dipendere dal Comune in cui si vive, né dalla capacità economica delle famiglie. Deve essere garantita da un sistema equo, uniforme e solidale, che è tutto da costruire con la partecipazione di tutti.

Adriano Filice, segretario generale Spi Cgil Verona
Viviana Fraccaroli, segretaria generale Fnp Cisl
Gianluigi Meggiolaro, segretario generale Uilp Uil

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SPI Ufficio Stampa