Balconi sulla Storia | Rizzoli Education

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

Definire che cosa sia Storia e che cosa non lo sia è un esercizio sul quale si potrebbe investire molto tempo, argomentando e costruendo ragionamenti. Senza il rischio di allontanarci troppo da un riconoscimento diffuso, assegniamo il titolo di occasioni storiche a cinque passaggi novecenteschi: la Grande Guerra, le vicende politiche che hanno segnato i primissimi anni del Ventennio fascista, la Seconda Guerra Mondiale, la caduta del Muro di Berlino e un fenomeno che in realtà travalica secolo e millennio e tutt’oggi ci riguarda: la migrazione. In questi ambiti si snodano e inciampano le storie di quattro romanzi e di un diario di bordo a fumetti, che partono da luoghi marginali. Durante la lettura è come se ci affacciassimo su un balcone e divenissimo per un tempo dilatato spettatori di qualcosa di più grande.

Alla Grande Guerra guardiamo attraverso la narrazione di Chiara Carminati. L’autrice, in Nella tua pelle, intreccia le storie di Giovanna, di Caterina e di Vittorio, tre bambini che si conoscono in Istituto: «Alla fine della guerra ci sono gli orfani dei morti e ci sono i figli dei vivi. E poi ci sono gli orfani dei vivi». Loro appartengono a questa terza categoria. Della Storia in questo romanzo percepiamo le conseguenze che escludono, tagliano, emarginano, vediamo i legami recisi e assieme a questo buio scorgiamo come un lumicino l’attaccamento alla vita e al bene, mai del tutto soffocato. La Grande Guerra è alle spalle, restano le storie, gli archivi. E Chiara Carminati trae la materia da lì, adoperando parte della cassetta degli attrezzi dello storico, lavorando sulle fonti, sui fascicoli e sulle fotografie, alcune delle quali sono riportate al fondo del volume edito da Bompiani. Il lettore cammina e corre e da Portogruaro, dove l’Istituto ha sede, raccoglie immagini e abitudini distanti ormai cent’anni.

Il secondo romanzo è ambientato negli stessi anni del primo, ma a Roma. L’immagine iniziale, anticipatoria rispetto allo svolgersi cronologico della storia di Augusto, un giovane garzone, è quella dell’assassinio di Giacomo Matteotti: il 10 giugno del 1924 alcuni uomini lo rapiscono e brutalmente lo uccidono. La Storia corre parallela rispetto alla vicenda del giovane protagonista, ma a tratti fa capolino: Augusto è un giovane, è attratto dalla sfrontatezza delle milizie fasciste a cui si aggrega, canta con loro, arriva a sfilare «davanti ai carabinieri dopo aver fatto quello che andava fatto». In questo panorama la figura di Matteotti si staglia in controluce, appare sulla scena perché Augusto porta il pane nella sua casa e attraverso una serie di incontri ha modo di affacciarsi fugacemente, ma non senza conseguenze, sulla vita di questo personaggio importante e austero, estremamente generoso. Gli adulti di questo romanzo sono emblematici e Augusto alla fine può scegliere perché ha messo a confronto due mondi. La Storia sicuramente piega le storie, a volte con la forza, a volte per attrazione: in Tempesta Matteotti Luisa Mattia costruisce un incastro tra violenza e gentilezza e ci accompagna a leggere la morte di Matteotti non come culmine, ma come motore di un impegno personale e collettivo.

Il terzo romanzo, La cicatrice, pubblicato quest’anno da Pension Lepic, nasce invece da un’occasione e ci parla di fantasmi: capita al giovane Olivier di dover seguire i genitori in un paesino sperduto in Francia a causa del lavoro del padre. Lasciare tutto, seppure temporaneamente – un anno durerà l’assenza – è doloroso e difficile per lui, che ha appena scoperto cosa vuol dire baciare una ragazza. Eppure non c’è nulla che possa fare. Arrivato nel villaggio di La Goupil, non tarderà molto a scoprire il fantasma di un cane e di una bambina. Lo stratagemma letterario che fa crescere la tensione e desta la nostra curiosità, diventa una finestra sul tempo atroce della Seconda Guerra Mondiale, sul fenomeno disumano della delazione. Il lettore scoprirà i motivi delle apparizioni proseguendo nella storia che inciampa nella Storia e col protagonista alla fine penserà a quegli anni con queste parole: «Oggi, ripensando a quanto è accaduto, non è il ricordo degli orrori vissuti a farmi più male. È la nostalgia di quella felicità pura e semplice che avevamo conosciuto prima, quell’innocenza». E ogni studente, a cui la tragedia della guerra e dello sterminio si palesi nel suo orrore e vuoto, attraverserà un tempo in cui farà sua la domanda che ancora ci accompagna: quale poesia, quale gioco, quale vita è possibile dopo l’abominio?

Con Sangue dal naso e altre avventure di Topipittori ci avviciniamo alla fine del Novecento, quando nel cuore d’Europa c’è un Muro che taglia in due una città, una nazione, il mondo. Dal lato povero di quel Muro sono raccolti gli appunti autobiografici di Nadia Budde, che ce li porge con un fumetto ironico, poetico e crudo, fatto di minuzie. La Storia si scioglie negli aneddoti, ma si intravede l’ombra del Muro che ha tenuto distanti palazzi limitrofi. Anche nella leggerezza di questo lavoro non mancano spunti dai quali partire per interrogare archivi, giornali e libri che definiscano la cornice storica e assieme alla bambina che ci prende per mano rientrare in un mondo che non c’è più, ma che ancora parla al nostro presente.

A concludere il percorso, fino a scavallare nel nostro millennio, c’è un romanzo illustrato a due voci: Maria Attanasio è autrice delle parole, Francesco Chiacchio è autore delle illustrazioni nelle diverse gradazioni di bianco e nero. Il suo titolo è Dall’Atlante agli Appennini e centra il cuore di una storia antica e contemporanea: la migrazione degli uomini e delle donne. I tocchi netti della scrittura e delle immagini vanno scolpendo la storia di Youssef. «La vita è raglio d’asino senza il cunto che la fa conoscenza»: è piccolo Youssef e parte e viaggia, cerca, immagina, ascolta, si trasforma andando alla ricerca della madre.

In fondo sappiamo che la somma di tutte le storie non darà mai come risultato la Storia. La letteratura ha valore di per sé, non è tanto mezzo di conoscenza quanto di condivisione. La letteratura ci porta, ci accompagna e si fa «cunto», ci porta in tempi remoti, ma è davvero preziosa perché non spiega e non disvela e con buona pace di tutti ci convince che la Storia forse non è altro che una storia, tra le tante possibili: una storia di prove, di numeri e di documenti, ma che ha a che fare soprattutto con ciò che eravamo, siamo e saremo in quanto uomini e donne.

Bibliografia

  • Chiara Carminati, Nella tua pelle, Bompiani, 2024
  • Jean-Claude Mourlevat, La cicatrice, Pension Lepic, 2026 (prima edizione francese 1998)
  • Luisa Mattia, Tempesta Matteotti, Lapis, 2024
  • Maria Attanasio, Francesco Chiacchio, Dall’Atlante agli Appennini, orecchio acerbo, 2008
  • Nadia Budde, Sangue dal naso e altre avventure, Topipittori, 2017 (prima edizione tedesca 2010)
Recapiti
Andrea Padovan