20 Aprile 2026
È stata inaugurata la mostra “Tracce resistenti: dalla Resistenza alla Costituente nella collezione dell’Assemblea Legislativa”. Tra gli appuntamenti annunciati: il “Fiore del partigiano” degli scalpellini di Montovolo, il film su donne e la Resistenza e l’esibizione del Coro Selvatico e Popolare di Reggio Emilia
Quattro giorni per celebrare l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e tenere viva la memoria della Resistenza con mostre, proiezioni, concerti. E l’arte secolare degli scalpellini dell’Appennino bolognese che levigando la pietra di Montovolo realizzeranno il “Fiore del partigiano” all’interno di un progetto che vede protagonisti gli studenti del Liceo Laura Bassi di Bologna. Dal 20 al 23 aprile l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha organizzato nei propri locali a Bologna una serie di appuntamenti organizzati in collaborazione con l’ANCI Bologna e dedicati ai valori che stanno alla base della Repubblica italiana di cui, proprio quest’anno, si festeggiano i primi 80 anni di vita. Previste la proiezione del film e “Ragazze per sempre. Storie di donne nella Resistenza ravennate” e l’esibizione del Coro Selvatico e Popolare di Reggio Emilia.
Il calendario è stato illustrato oggi in conferenza stampa dal presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri e dal presidente dell’Associazione “Fulvio Ciancabilla” Stefano Vannini.
Con l’occasione è stato inaugurato il primo degli eventi, Tracce resistenti: dalla Resistenza alla Costituente nella collezione dell’Assemblea Legislativa, il percorso artistico tra le opere della Collezione d’arte dell’Assemblea legislativa dedicate alla Resistenza ed esposte in viale Aldo Moro.
Le dichiarazioni
“Trovo significativo che l’Assemblea legislativa celebri la festa della Liberazione coinvolgendo i più giovani. Renderli protagonisti di queste iniziative è il modo migliore per trasmettere i valori democratici della Costituzione che nascono dalla lotta di liberazione” ha commentato il presidente dell’Assemblea Maurizio Fabbri. “Oltre tutto quest’anno, oltre a canali a loro più consueti come la musica corale e il cinema, li abbiamo coinvolti nella trasmissione di un sapere antico, quello della scultura, con il progetto “Arenaria resistente”. Per la Regione è fondamentale che queste competenze non si perdano ma vengano tramandate alle nuove generazioni”.
“Con l’Assemblea legislativa e il liceo Laura Bassi di Bologna è nata l’idea di realizzare in diretta un’opera in arenaria che unisce i temi dell’anniversario della Liberazione con la valorizzazione dell’antico mestiere dello scalpellino. Un legame che assume particolare significato anche perché i territori dove la nostra arenaria veniva estratta sono stati anche teatro della lotta di liberazione e di alcuni dei più tragici eventi ad essa collegati” ha spiegato Stefano Vannini. “Per la Bottega degli scalpellini e per i suoi maestri è una esperienza impegnativa, ma che ci gratifica e ci proietta in ambito regionale e ci consente di promuovere e presentare ad una platea estesa l’antico mestiere della lavorazione della pietra nei suoi aspetti propositivi, ma anche con i problemi che frenano la piena diffusione di questa esperienza di recupero. Speriamo che quella di oggi possa essere la prima di una serie di appuntamenti per favorire la diffusione di questo antico mestiere presente in Appennino da oltre un millennio eppure ancora affascinante per i giovani di oggi”.
Il percorso espositivo
Il percorso parte dall’“Ilario Rossi ritrovato”, i pannelli realizzati dall’artista bolognese per ricordare i martiri dell’eccidio nazista di Marzabotto sono esposti in Assemblea legislativa dal 2016, si continua con il “Presidio di Memoria-Il museo delle Ogr in Assemblea legislativa” dedicato ai lavoratori delle Officine grandi riparazioni di Bologna e alla memoria delle vittime dell’amianto. Durante i mesi della Resistenza, infatti, le Ogr non solo furono uno dei più attivi centri dell’attività sindacale, politica e partigiana, ma furono più volte bombardate, tanto che, come si vede nelle gigantografie di foto dell’epoca esposto nel Presidio di Memoria, agli operai fu permesso di tenere vicino ai banchi da lavoro le biciclette per poter fuggire in caso di attacco aereo.
Il percorso prosegue con la Mappa tessile, un grande ricamo all’uncinetto che ripercorre i luoghi di Bologna dove le donne furono attive durante la Resistenza per la stampa di giornali e volantini che invitavano alla lotta partigiana, per poi dipanarsi all’interno di quadri e opere di artisti di pregio come Biangini, Mattioli, Manzù, Fornaciari e concludersi in una mostra fotografica dedicata a Nilde Iotti e Alice Gotelli, le due costituenti elette in Emilia-Romagna il 2 giugno 1946, e al legame tra l’Emilia-Romagna e Sandro Pertini, il presidente della Repubblica partigiano di cui quest’anno ricorre il 130° anniversario della nascita.
Il Fiore del partigiano con gli scalpellini di Montovolo
Il 21 aprile l’Assemblea legislativa sarà impegnata nelle cerimonie di commemorazione dell’81° anniversario della Liberazione di Bologna. il 22 aprile alle ore 10 in viale Aldo Morro gli scalpellini di Montovolo realizzeranno in diretta il “Fiore del partigiano” insieme agli studenti. La scultura in arenaria sarà portata a Marzabotto il 25 aprile e poi donata all’Assemblea legislativa affinché venga esposta insieme alle altre opere già collocate in viale Aldo Moro e sempre opere degli scalpellini bolognesi. Il “Fiore del partigiano” è realizzato nell’ambito del progetto Concittadini dell’Assemblea legislativa.
Cinema e musica
Cinema e musica, invece, saranno protagoniste del 23 aprile: nei locali della biblioteca in viale Aldo Moro 46, alle ore 11 e alle ore 16 verrà proiettato “Ragazze per sempre. Storie di donne nella Resistenza ravennate”, prodotto dall’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in Ravenna e provincia, con introduzione del direttore dell’Istituto Giuseppe Massetti e della regista dello Studio Biroke Shilan Shamil. Alla proiezione parteciperanno gli studenti e le studentesse del Liceo Copernico di Bologna. L’opera è un racconto corale e antiretorico costruito sulle voci delle ragazze del tempo di guerra, registrate vent’anni fa per testimoniare con lucidi ricordi le loro esperienze, i sentimenti e le paure vissute durante l’attività clandestina, a sostegno della lotta partigiana. Scelte coraggiose di donne che si misero in gioco, sfidando il controllo dei nemici, il timore delle armi e i pregiudizi del tempo.
A termine di ciascuna proiezione è prevista l’esibizione del Coro Selvatico e Popolare di Reggio Emilia. Diretto dal Maestro Tiziano Bellelli, insegnante di musica e cantautore, sin dalla sua creazione che risale al 2012, il coro è composto da una quarantina di persone di diverse età, determinate a “rilanciare e mantenere viva la memoria della Resistenza, dell’antifascismo e dell’impegno sociale” come recita la nota biografica, attraverso la ricerca, lo studio e l’interpretazione di materiali testuali e musicali, per lo più reggiani, tratti da biblioteche pubbliche e private, archivi, eredità familiari, ricordi infantili e scolastici.
Assemblea
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