L’Unione Europea è al centro di crescenti critiche a causa del ritardo nella risposta all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) Fur Free Europe, che chiede il divieto di allevamento di animali da pelliccia e della commercializzazione di prodotti di pellicceria sul mercato dell’UE.
Sostenuta da oltre 1,5 milioni di firme convalidate, Fur Free Europe riflette una richiesta chiara e crescente in tutto il continente per porre fine a pratiche che causano sofferenze inenarrabili agli animali, che infine sono barbaramente uccisi.
La misura, attesa da tempo, avrebbe dovuto raggiungere una fase decisiva entro marzo 2026; tuttavia, a oggi, non è stata adottata alcuna decisione concreta.
Tali ritardi non sono puramente procedurali, ma hanno conseguenze dirette per milioni di animali che continuano a essere detenuti e uccisi negli allevamenti da pelliccia in tutta Europa.
Volpi, visioni e tante altre specie animali vivono reclusi in piccole gabbie metalliche, che limitano gravemente la loro capacità di esprimere comportamenti naturali, portando a stress, lesioni e malattie. Le agghiaccianti condizioni di allevamento degli animali sono state ampiamente documentate e criticate da scienziati, società civile e diversi Stati membri.
Insieme a una vasta coalizione di organizzazioni per la protezione degli animali in tutta Europa, OIPA International sostiene questa iniziativa fin dal suo lancio, riaffermando la sua posizione storica contro lo sfruttamento degli animali per la produzione di pellicce.
Il ritardo sulla questione delle pellicce non può essere considerato un caso isolato.
Preoccupazioni simili sono emerse in relazione ad altri impegni chiave per il benessere animale, tra cui la promessa eliminazione graduale delle gabbie negli allevamenti prevista dall’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”.
Sostenuta da oltre 1,4 milioni di firme convalidate, questa iniziativa dimostra ulteriormente l’entità della richiesta pubblica per protezioni più forti del benessere animale nell’Unione Europea. Insieme, queste iniziative rappresentano quasi 3 milioni di cittadini europei che chiedono politiche più umane.
OIPA chiede un’azione immediata e concreta ed esorta la Commissione Europea e le istituzioni dell’UE a fornire senza ulteriori indugi una risposta chiara e trasparente all’iniziativa Fur Free Europe.
In un momento in cui la richiesta pubblica di standard più elevati di benessere animale è più forte che mai, ulteriori ritardi rischiano di inviare un segnale chiaro e preoccupante: che gli impegni presi a livello UE non vengono tradotti in azioni concrete.