Il Margine Visibile: fotografia partecipativa e MSNA a Bologna

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Fotografia partecipativa e inclusione sociale nei percorsi di accoglienza

Le persone minori straniere non accompagnate coinvolte hanno lavorato su di sé, utilizzando oggetti personali e materiali scenografici per trasformare gli spazi della quotidianità in ambienti di racconto e scoperta. Il laboratorio, strutturato come una scuola di fotografia si è sviluppato in più fasi: lettura, mediazione culturale, messa in scena, allestimento del set e scatto. Attraverso la fotografia, hanno costruito e condiviso il proprio punto di vista, generando narrazioni sull’identità, sulla città e al percorso di integrazione.

Il progetto è un laboratorio di fotografia partecipativa realizzato a Bologna con Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) accolti nel progetto SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione) del Comune di Bologna, coordinato da ASP Città di Bologna e gestito da Arca di Noè del Consorzio l’Arcolaio. L’iniziativa si inserisce nei percorsi di accoglienza e inclusione sociale promossi sul territorio, raccontati a partire dalle esperienze dirette delle persone coinvolte.

L’evento inaugura Roadmap to Inclusion, la rassegna culturale estiva di Arca di Noè: un percorso di eventi, incontri e storie che raccontano servizi, progetti di inclusione sociale e Terzo Settore attraverso prospettive e linguaggi che vanno oltre i luoghi comuni, promuovendo spazi di incontro e relazione per tutta la cittadinanza.

Il laboratorio partecipativo per superare i luoghi comuni

Il percorso è stato condotto dalla fotografa e curatrice Chiara Pirra, che ha accompagnato i partecipanti nell’esplorazione della fotografia come linguaggio espressivo.

Durante gli incontri si sono alternate esperienze di apprendimento come visite guidate a esposizioni fotografiche, momenti teorici dedicati al fotolibro e attività laboratoriali sull’utilizzo della macchina fotografica, accompagnate da scambi informali con operatori e operatrici dell’accoglienza. Un insieme di elementi che ha favorito coesione, coinvolgimento e partecipazione attiva.

Nel racconto pubblico delle migrazioni, le immagini contribuiscono spesso a rafforzare stereotipi e semplificazioni. Il laboratorio ha lavorato invece sull’autorappresentazione visuale, restituendo agli studenti la possibilità di costruire e condividere il proprio punto di vista.

Le fotografie realizzate raccontano storie, quotidianità e prospettive diverse, contribuendo a una narrazione più autentica e complessa dei Minori con Background migratorio e del loro quotidiano.

Come racconta Chiara:

La sfida è stata costruire qualcosa che resti, senza perdere di vista il processo e le persone coinvolte: la fotografia diventa così una pratica collettiva, in cui ciascuno può riconoscersi, raccontarsi e mettersi in relazione. L’immagine non è solo un contenuto visivo, ma uno spazio di dialogo capace di restituire emozioni e percorsi condivisi.

È proprio da qui che nasce il titolo del progetto fotografico Io sono Nessuno:

Una citazione ad Ulisse che grazie ad un uso consapevole del linguaggio riesce a sfuggire dalla grotta di Polifemo in cui è intrappolato con i compagni, l’astuzia e il linguaggio usati come strumento per portare al centro ciò che spesso resta ai margini, rendendo visibili storie, identità e vissuti che raramente trovano spazio di espressione.

Continua Chiara:

Un esempio di come l’autorappresentazione visuale possa diventare uno strumento concreto nei percorsi di inclusione sociale, capace di generare nuove narrazioni sulle migrazioni, senza perdere di vista la valorizzare delle esperienze individuali.

Il Margine Visibile: Un appuntamento all’Ex Dynamo

L’esito del laboratorio prende forma in una fanzine: una pubblicazione indipendente e autoprodotta che intreccia immagini e testi in un formato libero e accessibile. Realizzata e rilegata direttamente dalle persone partecipanti, diventa parte integrante del processo creativo.

Mercoledì 27 maggio la fanzine sarà distribuita gratuitamente in 50 copie durante l’evento presso l’Ex Dynamo, la velostazione di Bologna riaperta nel 2025 come spazio dedicato alla mobilità sostenibile.

Oggi si configura come un punto di incontro tra mobilità, comunità e innovazione urbana: un luogo rigenerato che vive attraverso le persone che lo attraversano. In questo contesto, anche le immagini diventano spazio di rigenerazione. La restituzione pubblica coinvolge la fotografa e curatrice Chiara Pirra insieme alle persone accolte nei progetti di accoglienza che hanno preso parte al laboratorio, protagoniste del percorso.

Attraverso la fotografia, esperienze e vissuti prendono forma in narrazioni autentiche: uno sguardo che non si limita a raccontare, ma restituisce voce, identità e possibilità. L’appuntamento è mercoledì 27 maggio alle ore 18 alla Velostazione Ex Dynamo di Bologna.

Recapiti
Michele Cattani