Tazenda: il Primo Maggio continua il Campo Unificato Tour

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La musica come la fisica e la fisica come la musica. Nuova tappa per il Campo Unificato Tour dei Tazenda che il 1 maggio alle ore 22:00 sarà a Piazza San Giuseppe di Biasi (OT) con il supporto del pieno scenario dei ledwall disegnati per questo nuovo progetto da Gaetano Garau. Il titolo, lo ricordiamo, prende ispirazione dalla fisica teorica e diventa una metafora della musica e della performance stessa: un luogo di connessione totale dove artisti, pubblico, effetti grafici e vibrazioni sonore si fondono in un’unica coscienza. E i ledwall, come di consueto, non sono semplici elementi scenografici, ma veri protagonisti dell’esperienza visiva ed emotiva dello spettacolo. Attraverso immagini dinamiche, giochi di luce e contenuti grafici immersivi i ledwall amplificano il dialogo tra musica e fisica, trasformando ogni brano in un viaggio sensoriale totalizzante. La loro presenza scenica contribuisce a creare un ambiente avvolgente e spettacolare, in cui suono e visione si fondono perfettamente, rendendo tangibile il concetto di “campo unificato”. Il pubblico non assiste soltanto a un concerto, ma viene letteralmente immerso in un universo visivo pulsante, dove i ledwall diventano il punto di connessione tra artisti, emozioni e tecnologia, elevando lo show a un livello di straordinaria intensità.

Sul palco, i Tazenda nella loro nuova formazione: Gigi Camedda (voce e pianoforte), Gino Marielli (chitarra e voce) e Serena Carta Mantilla (voce e tastiere), nuova voce ufficiale del gruppo: interprete sensibile, intensa, capace di coniugare delicatezza e potenza, che sa proiettare il progetto verso nuove traiettorie. La sua presenza segna una nuova fase del percorso artistico del gruppo, in continuità con la loro storia e aperta al futuro. Con i suoi colori vocali sta permettendo ai Tazenda di tornare a certe sonorità quasi sopranili che erano di Parodi.

Ad accompagnarli l’inseparabile e ormai storico Massimo Cossu (chitarre), Massimo Canu (basso) e due new entry: Federico Canu alla batteria e Andrea C. Pinna al violino e tastiere.

In questo Campo Unificato Tour il palco diventa un’agorà moderna dove tra le canzoni aleggia la spiritualità e la meccanica quantistica. Riflessioni in cui la fisica quantistica, ben lontano da essere materia accademica, diventa chiave poetica per interpretare la spiritualità e le connessioni umane — un campo non manifesto dove risiedono possibilità infinite, l’origine di tutta la creatività e dell’intelligenza. Parallelamente, i visual del tour, realizzati come già per gli anni precedenti da Gaetano Garau, attingeranno agli studi di Einstein, Heisenberg e Schrödinger, rendendo l’immagine – come tradizione per gli spettacoli dei Tazenda – parte integrante della partitura musicale: scenografie immersive, ledwall ad alta definizione, dove contenuti video originali traducono visivamente i concetti di energia e particella. Nuovi meccanismi scenografici meccanici creeranno movimenti di scena sul palco, consentendo al tempo stesso spettacoli a ridotto impatto ambientale. Alle spalle il lavoro di un consolidato gruppo di manager, musicisti, disegnatori di luci, laser e giovani creativi videomaker.

Il repertorio

Quest’anno, i Tazenda getteranno il proprio sguardo sui grandi temi a loro ben cari, camminando in mezzo alla paura delle faide fratricide tra le stupidità della vanagloria (Mamoiada); tra i diseredati che cercano cibo negli immondezzai (Disamparados); nello sguardo della luna che indica una fioca luce nella tenebra di certa umanità (Spunta la luna dal Monte); nelle denunce dei poeti di tutti i paesi del mondo (Bonas noas).

“Ci ricorderemo — raccontano — che ci piacevano gli U2, che ci nutrivamo di musicassette della tradizione sarda, che Sanremo può fare il miracolo anche a degli outsider come noi e che le chitarre elettriche distorte stanno molto bene con le launeddas e con l’atavico canto a Tenores. Ribadiremo quanto è efficace un sintetizzatore che imita il galoppo del cavallo e che un po’ di reggae fa sempre bene all’anima.”Oltre ai brani citati, il repertorio musicale ripercorrerà ovviamente la maggior parte dei grandi successi della band: Carrasecare, Madre Terra, Preghiera semplice, Astrolicamus, No la giamedas Maria, Cuore e vento, Domo mia, Pitzinnos in sa gherra e Nanneddu meu. Verranno inseriti due medley: il primo raccoglierà alcuni tra i loro brani più intimi; il secondo segnerà un finale a cardiopalma con i loro successi più rock. Non potrà mancare il saluto al loro amico Andrea Parodi con l’immarcescibile No poto reposare. La scaletta prevede anche quest’anno – l’anno scorso fu la volta di Shaking the tree di Peter Gabriel – una cover a sorpresa dal repertorio di un grande cantautore di area anglosassone. Ma soprattutto, sempre a sorpresa, in scaletta ci sarà un inedito offerto per la prima volta al pubblico dei fan.

Recapiti
Lorenza Somogyi Bianchi