GIOIELLERIE ITALIANE IN TRASFORMAZIONE, IL FUTURO PASSA DA RELAZIONE, ESPERIENZA E CULTURA DEL DATO
OROAREZZO – MAGGIO 2026
- L’Osservatorio Federpreziosi Confcommercio 2026, realizzato con Format Research, fotografa un comparto da 7,4 miliardi di euro, composto in larga parte da microimprese, e indica le nuove sfide del punto vendita: accoglienza, personalizzazione, racconto e digitale.
- Il convegno a cura di Federpreziosi: “Gioiellerie in evoluzione: modelli, mercato e prospettive” svoltosi il 10 maggio a Oroarezzo è stata l’occasione per approfondire i risultati della ricerca e ragionare sul futuro del settore
Un settore in trasformazione
I dati presentati da Federpreziosi a Oroarezzo, nell’ambito dell’incontro “Gioiellerie in evoluzione: modelli, mercato e prospettive”, restituiscono l’immagine di un comparto orafo italiano attraversato da un cambiamento profondo: un settore solido per storia, competenze e radicamento territoriale, ma oggi chiamato a misurarsi con un mercato più selettivo, con consumatori sempre meno ancorati ai rituali dell’acquisto tradizionale e con una sfida ormai imprescindibile: trasformare la gioielleria da semplice spazio di vendita a luogo di relazione, esperienza, emozione e racconto.
Cala il numero delle gioiellerie
In Italia le imprese attive nel commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria sono 11.842, pari all’1,6% del totale delle imprese del commercio al dettaglio. Il dato aggiornato ad aprile 2026 conferma una contrazione significativa: rispetto al 2024 si registra uno scostamento di -782 gioiellerie, equivalente a circa 65 punti vendita in meno al mese.
Un comparto dominato dalle microimprese
Il comparto resta fortemente caratterizzato dalla presenza di realtà di piccola dimensione: il 96,8% delle gioiellerie italiane è costituito da microimprese, con 1-9 addetti. Seguono le piccole imprese, pari al 2,9%, mentre medie e grandi aziende rappresentano una quota residuale. Anche sotto il profilo giuridico prevalgono le ditte individuali, pari al 50,8%, seguite da società di capitali e società di persone.
Fatturato e geografia del settore
Dal punto di vista economico, il fatturato complessivo delle gioiellerie in Italia nel 2025 è stimato in 7,387 miliardi di euro. Il Nord Ovest pesa per il 42,1% del fatturato, pari a circa 3,1 miliardi di euro, seguito dal Centro con il 29,3%. Interessante il rapporto tra dimensione e fatturato: pur rappresentando quasi la totalità delle imprese, le microimprese generano il 55,1% del fatturato complessivo, mentre le imprese più strutturate, numericamente ridotte, incidono in modo significativo sul valore prodotto.
Il focus sulla Toscana
Il focus Toscana evidenzia un territorio con 723 gioiellerie attive, distribuite tra le diverse province. Il fatturato regionale 2025 è pari a 408,5 milioni di euro. Anche in Toscana prevalgono nettamente le microimprese, con 687 realtà, seguite da 30 piccole imprese, 5 medie e una sola grande impresa (con oltre 249 addetti). La forma giuridica più diffusa resta la ditta individuale, pari al 46,7%, seguita dalle società di persone e dalle società di capitali.
Il nodo del rapporto con il consumatore
Accanto ai dati strutturali, la ricerca mette in luce un aspetto decisivo: il rapporto tra consumatore, gioiello e punto vendita.
Il gioiello conserva un potenziale simbolico importante, ma non sempre riesce oggi a intercettare le aspettative del pubblico. Per il 46,3% degli intervistati il gioiello è qualcosa di significativo, con un valore speciale; tuttavia emergono criticità nell’esperienza in negozio, spesso percepita come poco coinvolgente, poco contemporanea o non pienamente capace di valorizzare gusti, desideri e sensibilità del cliente.
Esperienza d’acquisto da ripensare
Tra le esperienze negative ricordate dai consumatori, il 76,4% segnala gusti estetici non soddisfatti, il 54,1% richiama l’inesperienza del personale nell’intercettare le preferenze del cliente, mentre il 23% lamenta l’assenza di esperienze realmente rilevanti. Il consumatore sembra dunque non rifiutare il gioiello in sé, ma chiede una proposta più vicina alla propria identità, più empatica e più narrativa.
La gioielleria del futuro
Da qui il tema centrale del convegno organizzato da Federpreziosi “Gioiellerie in evoluzione: modelli, mercato e prospettive”: la gioielleria del futuro non potrà limitarsi alla vendita del prodotto, ma dovrà trasformarsi in uno spazio capace di generare relazione, emozione e significato.
La ricerca individua tre direttrici prioritarie:
- rendere il gioiello significativo, valorizzandone storia, artigianalità e personalizzazione;
- rendere la gioielleria più accogliente, calda, empatica e narrativa;
- rendere la proposta più contemporanea, nei linguaggi, negli stili, nei prezzi e nelle modalità espressive.
Al dibattito, moderato dal direttore di Federpreziosi Confcommercio Steven Tranquilli, hanno preso parte Stefano Andreis e Vincenzo Aucella, rispettivamente Presidente e Vice Presidente Vicario di Federpreziosi Confcommercio, Elena Spanò, Presidente di Federpreziosi Confcommercio Firenze Arezzo e Samuele Dini, Vice Presidente Federpreziosi Confcommercio Firenze Arezzo.
Oltre i numeri: una trasformazione culturale
Il convegno di Oroarezzo è stato dunque l’occasione per leggere i numeri del settore non solo come indicatori economici, ma come segnali di una trasformazione più ampia. Il consumatore non rifiuta il gioiello: chiede però che torni a parlare alla sua identità, alla sua storia e al suo modo di vivere il valore.
Ne emerge un messaggio chiaro per il comparto: la sfida non è soltanto vendere un prodotto, ma trasformare l’oggetto prezioso in una storia, il negozio in una relazione e l’esperienza d’acquisto in un gesto significativo.
Il ruolo del digitale
In questa prospettiva, il digitale non rappresenta un antagonista del negozio fisico, ma uno strumento di ispirazione e conoscenza, utile a migliorare la customer experience, analizzare i comportamenti d’acquisto e rafforzare il legame con il cliente. …