Sanità e appalti, al via la raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare - SPI CGIL Veneto

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Dal 15 maggio sarà possibile firmare per sostenere le proposte di legge presentate da Cgil e una rete di associazioni

Dal 15 maggio sarà possibile sostenere con la propria firma le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Cgil in tema di sanità e appalti. Per due mesi la Cgil sarà nelle piazze, nei mercati e sui posti di lavoro per informare cittadini e cittadine sulle due proposte di legge e raccogliere le firme. Già dal 15 maggio sarà possibile firmare anche autonomamente online.

Cosa prevede la proposta di legge sulla sanità pubblica

  1. RISORSE
    Il livello di finanziamento del fondo sanitario nazionale non deve essere inferiore al 7,5% del PIL.
  2. PERSONALE
    È necessario valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute. Bisogna garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato.
    I Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta devono progressivamente passare dall’attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale.
    La spesa per il personale del SSN non deve più essere soggetta ad alcun tetto, e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni.
  3. TERRITORIO
    Deve essere assicurato il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.).
  4. TEMPI DI ATTESA
    Deve essere garantito il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel SSN per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone.
  5. NON AUTOSUFFICIENZA
    La salute delle persone anziane è una delle priorità del nostro Paese, da affrontare affermando il diritto all’assistenza e alle cure con una copertura pubblica, universale e uniforme.
    Sono necessarie politiche per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti. Si deve dar seguito al potenziamento dell’assistenza domiciliare e al miglioramento dell’assistenza residenziale e semiresidenziale.
  6. ALTRE AREE PRIORITARIE: salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, salute mentale, dipendenze, consultori familiari, farmaceutica e ricerca.

Cosa prevede la proposta di legge sugli appalti

  1. CHI LAVORA IN APPALTO DEVE AVERE STESSO SALARIO E STESSI DIRITTI DEI DIPENDENTI DEL COMMITTENTE
    Un lavoratore in appalto o subappalto impiegato in attività o servizi tipici del ciclo produttivo del committente deve avere le stesse tutele economiche e normative, e lo stesso inquadramento, di un dipendente del committente.
  2. PIÙ TUTELE AI LAVORATORI AUTONOMI: BASTA SFRUTTARE LE PARTITE IVA!
    Estendiamo il principio per cui a parità di lavoro devono corrispondere le medesime tutele e il medesimo costo del lavoro, indipendentemente dalla tipologia di contratto.
  3. PIÙ RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI PRIVATI SU SALUTE E SICUREZZA
    Portiamo negli appalti privati quanto previsto per gli appalti pubblici: è il committente a dover rispondere in termini di quantità di manodopera impiegata e tempi di realizzazione, per ridurre il rischio di incidenti ed infortuni.
  4. PIÙ RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI PRIVATI E PUBBLICI SU SALARI E DIRITTI
    Rafforziamo la responsabilità in solido del committente nei casi di appalto illecito, applicazione di un CCNL non attinente alla reale attività svolta o sotto inquadramento. Questo vale anche in caso di lavoro dipendente o autonomo per una piattaforma digitale, o di lavoro contemporaneo per più committenti (c.d. “pluricommittenza”). In caso di appalto illecito assegnato da una pubblica amministrazione, non potendo per legge assumere i lavoratori in appalto (per obbligo di concorso presso la P.A.), si propone un risarcimento pari a 24 mensilità.
  5. APPALTO ILLECITO: ASSUNZIONE DIRETTA DEI LAVORATORI
    Oggi, anche in caso di accertamento di intermediazione di manodopera da parte dell’Inps o dell’Ispettorato del Lavoro, il lavoratore deve far richiesta al giudice di assunzione presso il committente che ha beneficiato del suo lavoro. Noi chiediamo invece che sia riconosciuto in automatico il contratto a tempo indeterminato presso il committente o i committenti, fatto salvo il diritto del lavoratore a preferire altre soluzioni (es: conciliazione in denaro).
  6. LIMITI ALLE CATENE DEI SUBAPPALTI
    La maggior parte degli infortuni e delle violazioni di legge o dei contratti collettivi di lavoro, e i maggiori tentativi di infiltrazioni da parte di mafie e criminalità organizzata, avvengono lungo la catena dei subappalti. Proponiamo che il subappalto sia vietato nei settori o territori dove i rischi sono maggiori. Chi prende un appalto deve poter essere in grado di svolgerlo, almeno per la gran parte, direttamente.
  7. DIRITTO DI INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI
    Nelle aziende con più di 15 dipendenti devono essere previsti momenti informativi tra azienda e sindacato affinché i lavoratori del committente ed i loro rappresentanti sappiano quali attività si intendono appaltare, perché e soprattutto a quali condizioni.

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