FERPI Lombardia: il programma del nuovo comitato territoriale per i prossimi tre anni

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12/05/2026

Enzo Rimedio, Delegato FERPI Lombardia*

Eletto il nuovo comitato territoriale FERPI Lombardia, coordinato dal Delegato Enzo Rimedio: un programma triennale per rafforzare comunità professionale, formazione, networking e confronto sui cambiamenti della comunicazione.

C'è un momento preciso in cui un incarico associativo smette di essere un titolo sulla carta e diventa un impegno concreto: quel momento è quando ci si siede attorno a un tavolo e ci si chiede “cosa vogliamo fare davvero?” con l’obiettivo di costruire qualcosa che tra tre anni si possa guardare e dire che ha avuto un senso.

Oggi questo vuol dire prima di tutto creare, coltivare e nutrire una comunità professionale preziosa, dove chi si occupa di comunicazione possa confrontarsi in modo aperto su un lavoro che sta cambiando velocemente in termini di strumenti, competenze, rapporto con il business. Avere uno spazio di scambio tra professionisti serve a condividere esperienze, capire meglio le trasformazioni in corso e costruire riferimenti comuni per affrontarle con maggiore consapevolezza: tutto questo può e deve essere FERPI.

Il nuovo comitato territoriale della Lombardia, composto da Federica Grazia Bartolini, Annamaria Gallo, Valentina Paternoster, Andrea Riccobene, coordinati da me in qualità di Delegato, prova a inaugurare una nuova stagione, consapevole di quanto oggi la Lombardia, e Milano in particolare, siano potenzialmente il centro nevralgico della comunicazione corporate in Italia per densità di aziende, per concentrazione di agenzie, per numero di professionisti che ogni giorno si occupano di relazioni pubbliche. Eppure questa centralità nell’ultimo periodo non si è riflettuta in una presenza associativa altrettanto forte: il nostro obiettivo è colmare questa distanza.

Una programmazione culturale di alto valore

Uno dei pilastri su cui intendiamo lavorare è la costruzione di una programmazione culturale che ponga FERPI Lombardia al centro del dibattito professionale: occasioni di crescita, informazione e confronto utili per approfondire i temi che stanno impattando il nostro mondo.

Accanto ai temi più verticali, vorremmo aprire spazi di riflessione più ampi, che traggono spunto da libri, incontri con autori, conversazioni sui cambiamenti sociali, organizzativi e tecnologici che stanno ridefinendo il nostro lavoro. Ci sarà spazio anche per format più agili e continuativi: confronto su casi concreti, gruppi di discussione, scambio tra professionisti con esperienze diverse e momenti di aggiornamento su competenze emergenti.

Milano – e la regione tutta – ha tutte le condizioni per sostenere questo percorso: competenze, aziende, università, relatori e una comunità professionale che cerca contenuti di qualità. L’obiettivo è costruire nel tempo un punto di riferimento credibile e utile per chi fa il nostro mestiere.

Nuclei per aree di competenza

La comunicazione è oggi un ambito sempre più ampio e articolato in verticalità specifiche, che possono richiedere nuclei tematici dedicati: dal digital alla comunicazione di crisi, dall’employer branding alla sostenibilità, fino all’intelligenza artificiale applicata alle PR. Spazi aperti a tutti i soci, pensati per favorire knowledge sharing, confronto e mentoring tra pari, da cui potranno emergere anche studi e ricerche in collaborazione con FERPILab.

Accanto a questo lavoro, vogliamo rafforzare la dimensione di comunità, sia regionale che locale, valorizzando la presenza sul territorio e la costruzione di relazioni tra professionisti. L’eventuale attivazione di presidi provinciali va in questa direzione: creare spazi di confronto e aggregazione che aiutino a far crescere una comunità professionale più vicina e connessa.

In questa logica federata, i diversi “chapter” diventano punti di ascolto e confronto, in dialogo con la delegazione lombarda e il livello nazionale, contribuendo a far circolare idee, esperienze e prospettive diverse e rafforzando il senso di una comunità professionale più ampia. 

Il rapporto con le università e il progetto UniFERPI

Il terzo asse di lavoro riguarda il legame con il mondo accademico. La Lombardia ospita alcune tra le principali università italiane che formano i comunicatori di domani – dall’Università degli Studi di Milano alla IULM, dall’Università Cattolica del Sacro Cuore all’Università Bocconi, fino al Politecnico di Milano e agli atenei telematici. Il dialogo tra formazione e professione non può essere occasionale o limitato a interventi sporadici.

L’obiettivo è rafforzare UniFERPI come progetto stabile e continuativo, capace di creare un collegamento concreto tra chi studia e chi lavora già nella comunicazione, un tavolo dove gli studenti si sentano protagonisti, non spettatori.

Spesso ciò che manca ai giovani è proprio la possibilità di capire cosa significhi davvero affrontare, nel concreto, le sfide lavorative; allo stesso tempo, il confronto con studenti e neolaureati rappresenta anche un’occasione utile per ascoltare nuovi linguaggi, strumenti e sensibilità che stanno cambiando la nostra professione: la Lombardia, per numero di atenei e densità del tessuto professionale, è il contesto ideale per far crescere questo modello.

FERPI Afterwork: il networking come esperienza associativa

Una parte importante della vita associativa nasce spesso nei momenti più informali, dove la serendipity ha spazio: quando ci si confronta tra colleghi, si condividono esperienze e si scopre che problemi e sfide sono più comuni di quanto si pensi.

Per questo vogliamo introdurre i “FERPI Afterwork”: incontri periodici, senza relatori o format rigidi, pensati come spazi aperti di conversazione tra professionisti della comunicazione. Un’occasione semplice per scambiarsi idee, discutere casi concreti, confrontarsi su trend e temi emergenti in un contesto più libero e diretto.

L’obiettivo è rafforzare il senso di comunità e creare occasioni di networking autentico, accessibili anche a chi difficilmente partecipa agli appuntamenti più strutturati. Gli Afterwork saranno inoltre aperti con particolare attenzione anche agli associati FERPI di altre regioni che si trovano spesso a Milano per lavoro.

La collaborazione con il sistema FERPI nazionale

Nessun comitato regionale lavora in isolamento, e non avrebbe senso che lo facesse. Il quinto asse del nostro programma riguarda la collaborazione attiva con il Consiglio Direttivo Nazionale, la Commissione di Aggiornamento e Specializzazione Professionale (CASP), FERPILab e gli altri comitati regionali. La Lombardia, per il suo peso nel sistema della comunicazione italiano, ha la responsabilità di contribuire in modo concreto al dibattito nazionale, non solo di riceverne contenuti e indirizzi.

Questo ruolo si rafforza proprio grazie a una prospettiva più locale e vicina ai professionisti: capacità di leggere da vicino bisogni, criticità e trasformazioni della professione nei contesti reali in cui viene esercitata. È un contributo prezioso perché porta dentro il livello nazionale una lettura concreta e aggiornata del mestiere.

Questo significa partecipare alla costruzione delle linee guida professionali, contribuire ai programmi di aggiornamento e portare esperienze e progettualità sviluppate sul territorio dentro il perimetro nazionale. Allo stesso tempo, significa anche valorizzare le buone pratiche degli altri comitati regionali, aprendosi a un confronto continuo e reciproco.

La forza della Federazione sta nella capacità di funzionare come un sistema integrato: è in questa direzione che intendiamo lavorare. 

Un programma che si misura sui risultati

Tre anni sono un orizzonte sufficiente per costruire qualcosa di solido, a patto di non perdere tempo e di essere onesti nel valutare ciò che funziona e ciò che va corretto. Non tutto ciò che abbiamo in mente funzionerà al primo tentativo, e questo va messo in conto. Ma la direzione è chiara. Vogliamo che FERPI Lombardia sia percepita come un luogo utile, come uno spazio dove chi fa relazioni pubbliche trovi contenuti, connessioni e stimoli che non troverebbe altrove. Non un obbligo associativo, non una sigla da mettere nel curriculum, ma una comunità professionale viva che giustifica il tempo e l'energia che ciascuno decide di dedicarle.

Il lavoro inizia adesso. Le idee ci sono, la volontà anche. Quello che chiediamo a chi ci legge è di partecipare, di proporre, di portare il proprio contributo. Perché un'associazione non è il suo comitato, è la somma delle persone che decidono di renderla rilevante.

*con: Andrea Riccobene, Valentina Paternoster, Annamaria Gallo e Federica Grazia Bartolini

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