Paolo Naso: “Peyrot, una figura evangelica a tutto campo”
Roma (NEV), 20 maggio 2026 – Si è concluso oggi presso il Campus di Fisciano dell’Università degli studi di Salerno il Convegno di Studi su Giorgio Peyrot, per celebrarne la figura a un ventennio dalla sua scomparsa.
Peyrot è stato importante per l’affermazione della libertà religiosa nell’Italia Repubblicana.
Titolo dell’iniziativa era: “La libertà religiosa nell’Italia del secondo dopoguerra: il contributo di Giorgio Peyrot“.
Il Convegno è stato un dialogo interdisciplinare strutturato in due sessioni: dopo il saluto del Magnifico rettore Virgilio D’Antonio, della presidente Adec, Maria D’Arienzo e del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), professor Daniele Garrone, ieri pomeriggio il convegno si è aperto con una prima sessione giuridica con la relazione del prof. Roberto Mazzola (Università del Piemonte Orientale), quella della prof.ssa Ilaria Valenzi (“Sapienza” Università di Roma – Federazione delle chiese evangeliche in Italia – Fcei) e del prof. Francesco Alicino (Università LUM Casamassima – Bari). A moderare la tavola rotonda è stato il prof. Antonio Fuccillo (Università della Campania “L. Vanvitelli”).
Alle 10 di stamane, invece, presso Palazzo Fruscione in Vicolo Aldeberga 19, si è tenuta la seconda sessione storica con il prof. Paolo Zanini (Università di Milano), il prof. Mario Del Pero (SciencesPo – Parigi) e il prof. Luca Castagna (Università di Salerno). Sessione moderata dalla prof.ssa Ilaria Valenzi.
Le conclusioni sono state affidate al professor Paolo Naso, saggista e politologo (La Sapienza): “In un arco di tempo che va dagli anni Trenta al 1984 – ha ricordato stamane Paolo Naso, raggiunto dall’Agenzia stampa Nev al termine della due giorni –, Giorgio Peyrot è stato uno dei protagonisti della battaglia per la libertà religiosa in Italia. Tuttavia, è sorprendente verificare quanti interessi egli abbia coltivato in questo lungo servizio che talora si è svolto per conto della Tavola valdese e in generale per le chiese evangeliche italiane.
Peyrot, infatti, si è occupato anche di obiezione di coscienza degli italiani emigrati all’estero proponendo dei piani di lavoro che sono andati in discussione al Sinodo valdese, contribuendo all’integrazione delle chiese valdesi e metodiste e in generale collaborando con altre confessioni religiose che intendevano avviare trattative d’intesa con lo Stato.
Una figura evangelica a tutto campo – ha proseguito Naso –, caratterizzata oltre che da una profonda conoscenza della disciplina giuridica, anche da un vivo senso di appartenenza alla tradizione teologica ed ecclesiologica della Chiesa valdese. Il tema della separazione tra lo Stato e le confessioni religiose di una parte, ma anche quello del riconoscimento della massima autonomia e indipendenza delle comunità di fede rispetto allo Stato, sono stati i tratti caratterizzanti il suo lungo servizio. Questo convegno ha affrontato, ha sviluppato la figura di Peyrot in molti di questi aspetti contribuendo a colmare una lacuna grave di studi sulla sua personalità e sulla sua azione giuridica.
Le pubblicazioni specifiche a lui dedicate, infatti, risalgono ormai ad oltre 20 anni fa. La convergenza di studiosi del diritto e di storici oltre che di esponenti delle chiese evangeliche ha reso questo convegno particolarmente ricco e importante – ha concluso Naso –. Gli atti prossimamente pubblicati da Carocci offriranno ulteriori stimoli per approfondire ricerche su di un tema ancora oggi estremamente vivo ed attuale”.
Hanno partecipato e contribuito all’organizzazione dell’evento conclusosi oggi a Salerno le associazioni Adec e Sissco, la Federazione Fcei, la Fondazione Romolo Murri, l’Associazione Tempi Moderni e l’Istituto Universitario Avventista.
Giorgio Peyrot, nato a Roma, era figlio di Edgardo Peyrot e di Beatrice Filippini. Dopo aver completato gli studi secondari, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza, laureandosi nel 1933. Dopo aver svolto per due anni l’attività forense, iniziò a fornire consulenza legale a diverse organizzazioni operanti nel campo economico e commerciale. Nel 1940 sposò la giovane Elisa Decker, discendente di un’importante famiglia, con la quale ebbe tre figli: Roberta (1941), Gabriella (1944) ed Eli (1946).
Dal 1946 al 1981 fu chiamato a ricoprire l’incarico di direttore dell’Ufficio legale della Tavola valdese mentre, tra il 1952 al 1967, fu inoltre impegnato come responsabile di quello del Consiglio federale delle Chiese evangeliche in Italia. Di carattere forte e deciso, ebbe un ruolo fondamentale nella difesa e nella tutela della libertà religiosa delle confessioni di minoranza in applicazione dei diritti riconosciuti dalla nuova Costituzione repubblicana. Allo stesso tempo si impegnò fortemente nelle trattative, iniziate nel 1971 e conclusesi nel 1984, per la regolamentazione dei rapporti tra lo Stato italiano e le chiese rappresentate dalla Tavola valdese.
Scrittore prolifico collaborò con molte testate evangeliche come «La Luce» e «L’Eco delle Valli valdesi», pubblicando inoltre una serie di testi inerenti temi come l’ordinamento statale in materia religiosa ed ecclesiastica, il diritto canonico, la libertà religiosa e i rapporti tra lo Stato e le diverse confessioni religiose.
Emeritato nel 1981, morì a Luserna San Giovanni (To) il 4 novembre 2005.
Un bel libro “Giorgio Peyrot. Il giurista delle minoranze religiose”, a cura di Italo Pons e Giovanni Battista Varnier, ripercorre le tappe salienti del docente di Diritto Ecclesiastico alla Facoltà valdese di Teologia e all’Università di Perugia, nonché libero docente all’Università di Roma “La Sapienza”. Nella sua produzione scientifica Peyrot si caratterizzò quale difensore delle minoranze e studioso delle relazioni tra società civile e religiosa in Italia. Fece parte della delegazione della Tavola valdese che, con quella governativa, elaborò l’Intesa nel 1984.