Nel 2025, vive in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale l’8,2% degli individui residenti in Emilia-Romagna. Nel 2024, tale condizione riguardava più di un individuo su dieci. Tra i due anni, quindi, l’indicatore diminuisce di quasi 2 punti percentuali ed escono dalla condizione di rischio di povertà o esclusione sociale quasi 84mila persone.
Nel 2025 il rischio di povertà o esclusione sociale per l’Emilia-Romagna è al di sotto di oltre 3 punti percentuali del valore relativo al complesso delle regioni del Nord-est (11,3%, in sostanziale stabilità rispetto al 2024). È di oltre 14 punti percentuali il gap con il valore osservato nel complesso del Paese (22,6%, in lieve diminuzione rispetto al 23,1% del 2024).
È quanto emerge dai dati dell'Indagine su Reddito e condizioni di vita (Eu-Silc) per l'anno di riferimento dell'indagine 2025, diffusi di recente dall'Istat. Su questa base dati, l’Eurostat calcola gli indicatori ufficiali per il monitoraggio del Goal 1 di riduzione della povertà in tutte le sue forme, nell'ambito dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Il valore dell’indicatore in Italia è il risultato di situazioni molto differenziate sul territorio nazionale, dove si riscontra una persistente e marcata eterogeneità tra le diverse aree geografiche del Paese. Le regioni del Nord e del Centro presentano valori dell’indicatore sempre al di sotto della media nazionale, mentre quelle meridionali e insulari valori anche di molto superiori. Nel 2025, l’Emilia-Romagna occupa la terza posizione nella graduatoria delle regioni italiane, dopo Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano. All’opposto, le situazioni più gravi si osservano in Campania, Sicilia e Calabria, dove più del 40% degli individui è esposto a rischio di povertà.
Elaborazioni su dati Istat a cura del Settore regionale Trasformazione digitale, Sistemi informativi e Data governance, Ufficio di Statistica.
Ultimo aggiornamento: 22-05-2026, 09:02