Etichetta energetica anche per l’intelligenza artificiale: lo studio dell’Unione europea - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere opinioni da aziende, fornitori tecnologici e operatori del settore. L’obiettivo è definire un sistema di misurazione chiaro e trasparente sui consumi energetici e sulle emissioni dei modelli di intelligenza artificiale, con una possibile etichetta simile a quella già utilizzata per elettrodomestici e dispositivi elettronici. Questa consultazione mirata fa parte di uno studio commissionato dalla Commissione europea dal titolo “Sviluppo di uno studio per misurare e promuovere l’intelligenza artificiale (IA) efficiente sotto il profilo energetico e a basse emissioni nell’UE”.

Perché l’IA consuma così tanto

Forse non ce lo siamo ancora mai chiesti, è così semplice utilizzarla che il suo consumo ci risulta quasi “invisibile”. Eppure, secondo un rapporto tecnico pubblicato da Google, corrisponde a circa un secondo di utilizzo del forno a microonde oppure a nove secondi di visione della TV. Sono numeri minuscoli a livello individuale, ma enormi se moltiplicati per le miliardi di domande quotidiane (dato, peraltro, in costante crescita) che gli utenti pongono ai loro assistenti virtuali. Quando si parla di intelligenza artificiale si pensa spesso alla fase di “addestramento” dei modelli, cioè al momento in cui il sistema impara analizzando enormi quantità di dati. In realtà oggi il consumo maggiore deriva dall’“inferenza”: ogni domanda fatta a un chatbot, ogni immagine generata o ogni suggerimento automatico richiede potenza di calcolo continua.

Secondo diverse stime internazionali, entro il 2030 i consumi energetici dei data center potrebbero più che raddoppiare. Una parte importante di questa crescita sarà legata proprio all’uso dell’intelligenza artificiale. Per questo Bruxelles vuole introdurre strumenti che aiutino a misurare e confrontare l’efficienza energetica dei sistemi IA.

Come potrebbe funzionare l’etichetta

La definizione finale non è ancora chiara, ma le ipotesi sul tavolo prendono come riferimento il regolamento (UE) 2017/1369, quello che ha portato sugli elettrodomestici la scala da A a G, che oggi consente ai consumatori di confrontare oltre un milione di modelli di prodotti. Per l’IA le metriche candidate sono il consumo energetico per token (in addestramento e in inferenza), le emissioni di CO₂ equivalente per task, l’efficienza in Flops – floating-point operations per second, la misura standard della velocità di calcolo – per watt.

L’ipotesi più discussa è quella di un doppio livello informativo: dati tecnici dettagliati per le imprese che acquistano servizi cloud-IA, e una semplificazione visuale per gli utenti, con scala A-G e Qr code che rimanda a un registro pubblico. Restano aperte due questioni: chi certifichi i numeri dichiarati e come si misurino consumi che dipendono fortemente da contesto d’uso, mix energetico del data center e tipologia di carico.

Fonte: Repubblica

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