By Riccardo Tafà| Posted May 29, 2026 | In MotoGP
A fine gennaio 2026 una cordata guidata da Günther Steiner ha acquisito il Team Tech3. Il prezzo riportato per l’operazione è di circa €20 milioni, ma va letto come valore di una transazione specifica su un team satellite e non come prezzo medio di mercato per tutta la MotoGP.
Se si confronta questo dato con il benchmark più vicino, la distanza diventa evidente. Il valore medio dei team di Formula 1 è stato stimato in US$3,42 miliardi nel novembre 2025, mentre i ricavi annuali F1 hanno raggiunto US$3,873 miliardi nel 2025. Nello stesso periodo, MotoGP ha generato US$573 milioni di revenue annuali.
Il rapporto tra ricavi F1 e MotoGP è quindi di circa 6,8x, arrotondabile a 7x; il rapporto tra valori medi dei team è molto più alto e segnala una compressione del multiplo che il mercato non ha ancora colmato. In altre parole, il prezzo racconta ancora un’epoca più vecchia del potenziale dell’asset.
Tre numeri da portare a casa
€20 milioni. È il prezzo riportato per Tech3, non il prezzo medio di un team MotoGP. È il pavimento del mercato in una transazione specifica, non il centro della distribuzione.
37 a 1. È l’ordine di grandezza del rapporto tra il valore medio di un team F1 e quello di un team MotoGP oggi, prendendo come riferimento il valore medio F1 di US$3,42 miliardi e un pricing molto più basso per MotoGP. Il rapporto ricavi, però, è molto più vicino a 7 a 1.
€4,2 miliardi. È l’enterprise value dell’acquisizione di Dorna da parte di Liberty Media, con closing completato nel 2025 e quota dell’84%. È il segnale più importante del fatto che Liberty considera la MotoGP un asset da riposizionare commercialmente.
Il template F1
Quando Liberty entrò in F1 nel 2017, un team di metà classifica valeva circa €160-200 milioni; oggi lo stesso tipo di team vale circa €1,5-2 miliardi. La crescita media, quindi, è stata di circa 15-20x in otto anni, ma non è dipesa solo dalla performance sportiva.
I driver principali sono stati tre: la crescita del pubblico USA, l’effetto mediatico di Drive to Survive dal 2019 e il cost cap introdotto nel 2021, che ha trasformato molti team da centri di costo a business più sostenibili. A questo si è aggiunto il rafforzamento dei diritti media e della domanda degli sponsor, soprattutto negli Stati Uniti.
Liberty ha chiarito di voler applicare parte di questo playbook anche alla MotoGP. Per questo il tema non è se il mercato si muoverà, ma quanto velocemente riuscirà a farlo.
I catalyst MotoGP
I prossimi 18-24 mesi contengono alcuni eventi capaci di muovere le valutazioni.
Concorde Agreement MotoGP. L’accordo quinquennale di redistribuzione dei ricavi è il primo snodo vero. Se la formula di payout ai team si avvicinerà a una logica più matura e prevedibile, i multipli tenderanno a salire.
Docuserie MotoGP. Liberty ha confermato la produzione di una serie dedicata alla MotoGP; l’obiettivo è replicare, almeno in parte, il modello di espansione del brand già visto in F1. L’effetto in MotoGP sarà probabilmente più contenuto, perché la base di partenza è più piccola, ma la direzione è la stessa.
Espansione negli Stati Uniti. Oggi la MotoGP corre una sola gara negli USA, ad Austin. Una seconda gara, se e quando si concretizzerà, potrebbe rafforzare la visibilità commerciale e il valore degli sponsor, ma al momento resta uno scenario, non un fatto acquisito.
Cost cap MotoGP. Anche qui siamo ancora nella fase di discussione, non di implementazione definitiva. Se un tetto ai costi dovesse essere introdotto, il valore dei team satellite potrebbe salire più rapidamente di quello dei team oggi più dipendenti dalle case madri.
Situazione KTM. Il rischio più concreto resta la stabilità del costruttore. KTM è uscita da una fase di insolvenza e ristrutturazione nel 2025, con un piano approvato dai creditori; è quindi corretto trattarla come una variabile di rischio, non come un caso già chiuso.
Scenari 2031
I numeri sotto sono scenari analitici, non prezzi osservati.
| Scenario | Multiplo EV/Ricavi | Valore medio team 2031 | Multiplo vs Tech3 oggi |
| Bear | 1,5-2,0x | €35-55M | 1,8-2,8x |
| Base | 2,5-3,0x | €90-135M | 4,5-6,8x |
| Bull | 3,5-4,0x | €170-220M | 8,5-11x |
Nel caso base, il valore medio dei team potrebbe salire verso €130-180M nell’orizzonte a 10 anni; nel bull case, agganciato a un multiplo più vicino a quello oggi visibile in F1, si potrebbe arrivare in area €280-350M. Sono stime di scenario, utili per leggere il potenziale di rerating, non valori di mercato già formati.
Cosa sbagliano quasi tutti
L’errore più frequente è leggere Tech3 a €20 milioni come “il prezzo di un team MotoGP”. Non lo è: è il prezzo di una transazione specifica su un team satellite, in un contesto particolare.
Il secondo errore è usare multipli NFL o NBA come benchmark realistico per la MotoGP. È un confronto fuorviante, perché quei mercati hanno dinamiche di cap, struttura TV e maturità commerciale molto diverse. Il benchmark più sensato, oggi, resta la F1.
Il terzo errore è prendere come fatti già acquisiti i catalizzatori futuri. La seconda gara USA, il cost cap MotoGP, l’impatto pieno della docuserie e il nuovo accordo di distribuzione sono tutti elementi che possono spingere il mercato, ma per ora vanno trattati come ipotesi o traiettorie, non come risultati finali.
Come leggere il momento
Per i team che cercano nuovi partner commerciali, il messaggio corretto non è “costiamo meno”, ma “si entra in una finestra temporale in cui il rerating è ancora possibile”. In MotoGP oggi i prezzi sono più vicini alla F1 di alcuni anni fa che alla F1 di oggi, e questa asimmetria è il vero punto di interesse.
Per gli sponsor, il costo di attendere può essere misurabile. Se il campionato riuscirà a migliorare la propria struttura commerciale, un pacchetto di sponsorship oggi acquistato a una certa cifra potrebbe costare di più tra 18-24 mesi. È la logica classica delle asset class in fase di repricing.
Per investitori istituzionali e family office, il tema è ancora più chiaro: la MotoGP non è un asset da liquidare in 12 mesi, ma una tesi da costruire su un orizzonte di tre-cinque anni. Se l’orizzonte è più breve, il profilo rischio/rendimento si deteriora rapidamente.
La domanda finale
La domanda giusta, per ogni soggetto coinvolto, è semplice: posso permettermi un orizzonte di tre-cinque anni?
Se la risposta è sì, la MotoGP oggi offre una finestra interessante di rerating potenziale. Se la risposta è no, allora il momento non è ancora maturo per entrare.
Comprare oggi un team MotoGP, o entrarci come title sponsor, somiglia all’acquisto di un immobile in un quartiere in cui il piano regolatore è già stato approvato, ma il nuovo metrò non è ancora aperto. Il prezzo riflette il quartiere di ieri; la rivalutazione comincia quando il mercato vede che il quartiere di domani è già in costruzione.
I numeri non mentono. Mai.
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Riccardo Tafà
Managing Director di RTR Sports, Riccardo si è laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna. Inizia la sua carriera a Londra nelle relazioni pubbliche, poi si sposta nel settore delle due e quattro ruote. Si trasferisce brevemente a Monaco prima di tornare in Italia. Lì fonda RTR, prima una società di consulenza e poi un'azienda di marketing sportivo che, alla fine, trova una nuova e definitiva sede a Londra.
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Conosco e lavoro con Riccardo Tafà dal 1995, quando per la prima volta abbiamo collaborato insieme ad un progetto per il Team Williams di Formula 1. Da allora abbiamo sviluppato molti altri accordi. Dopo avere lasciato Williams per lavorare con Gerhard Berger alla scuderia Toro Rosso, mi sono rivolto nuovamente a Riccardo per trovare un fornitore di utensili per il team, e Riccardo ha risposto positivamente con un’introduzione ad USAG: la partnership fra USAG e Toro Rosso sarebbe poi durata ben cinque anni. Di recente ho assunto il ruolo di Group Commercial Director per la prestigiosa squadra Andretti Autosport e mi trovo nuovamente a lavorare con Riccardo su una quantità di interessanti progetti. Perchè dunque questa collaborazione dura da così tanto? È un uomo capace, conosce egregiamente il lato commerciale dello sport ed è onesto e affidabile. Riccardo Tafà è un uomo del fare, più che del parlare: in oltre 20 anni non ho mai avuto uno screzio con lui o con una delle aziende che mi ha presentato. Inoltre, ciascuna delle partnership ha generato un ROI notevole sia per lo sponsor che per la parte sportiva. Non riesco a pensare a nessuna migliore testimonianza di questa per descrivere il lavoro di Riccardo.
Jim Wright
Group Commercial Director
Da oltre 10 anni lavoriamo con RTR Sport, gli obiettivi e i programmi di collaborazione continuano a rinnovarsi e a crescere con grande soddisfazione da parte nostra. Personalmente considero RTR una squadra di grandi professionisti capitanata da Riccardo Tafà che considero abbia competenze eccezionali e una sviscerata passione per il proprio lavoro.
Lucio Cecchinello
Team Principal
Vorrei porre in rilievo che tra le qualità di RTR c’è la sua grande abilità nell’approcciarsi strategicamente allo scenario delle sponsorizzazioni, connessa ad un modo di fare appassionato, una enorme volontà di risolvere i problemi, e una robusta professionalità.
Gianluca Degliesposti
Executive Director Server&Storage EMEA
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