Consultazione metodista. Per “uscire dalla bolla” - Nev

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Iniziato stamane il secondo giorno di lavori delle chiese metodiste a Velletri

Roma (NEV), 30 maggio 2026 – Secondo giorno di lavori per la Consultazione Metodista presso il “Centro Ecumene” di Velletri (RM) che proseguirà sino al 31 maggio.

Una Consultazione aperta a tutti i membri di chiese metodiste come opportunità per incontrarsi, dialogare e approfondire temi importanti per la vita della Chiesa.

Stamane il presidente Luca Anziani, dopo aver ricordato l’incontro pubblico tenutosi ieri sera su “Le chiese e le democrazie in crisi” (con Paolo Naso, Debora Spini, Ambrogio Bongiovanni, moderati da Gian Mario Gillio):  “Una serata vivace, ricca di spunti e di proposte operative anche per le nostre chiese”, ha poi presentato gli ospiti stranieri: giunti dalla Tunisia e dall’Algeria, protagonisti dunque della prima effettiva giornata di lavori.

“In quei luoghi – ha proseguito Anziani – esistono piccole chiese metodiste che fanno parte della Conferenza centro e sud Europa della United Methodist Church inserita nello European Methodist Council”.

Le relazioni internazionali dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi) si dividono in diversi ambiti, “l’Opera fa parte di una serie di organismi internazionali – ha proseguito Anziani –. Il mondo ecumenico internazionale metodista è molto ampio, dunque non è possibile essere ovunque, ma riteniamo che le relazioni con le altre chiese all’estero siano una priorità da perseguire con intelligenza, per non rimanere isolati sia dalla riflessione delle chiese più grandi del Nord Europa e degli Usa, sia dalle esperienze delle più piccole chiese del Sud Europa e del Sud globale”.

E la presenza degli ospiti, stamane ne è stata la prova.

“In Tunisia – ha detto stamane un ospite fratello – le nostre chiese non sono chiuse, ma vigono comunque delle restrizioni. Alcuni incontri cristiani spesso sono interrotti e i corsi di formazione biblica sono sottoposti a controlli e i credenti devono spesso agire con cautela. Eppure, il Vangelo continua ad essere annunciato, la fede rimane viva; Nell’Africa del Nord, usiamo un’espressione quando incontriamo qualcuno: ‘Labess?’… che vuol dire o ‘niente di male’ o ‘va tutto bene?’… Spesso, anche quando le circostanze sono difficili, malgrado tutto, rispondiamo ‘Labess’. Oggi posso salutarvi con quello stesso Labess. Perché le situazioni che viviamo sono complicate. In Algeria – ha proseguito – molti edifici di chiese protestanti sono stati chiusi. Molti pastori sono stati convocati, interrogati, condannati. Alcuni credenti vivono sotto pressione semplicemente perché si riuniscono per pregare o studiare la Bibbia. Come ricordava John Wesley: ‘La cosa più bella e che Dio è con noi’. Allora cari fratelli e care sorelle: Labess perché Dio sostiene la sua chiesa; Labess perché l’Evangelo continua ad essere annunciato; Labess anche quando gli edifici chiudono; Labess perché Gesù Cristo continua ad edificare la sua chiesa”.

Una relazione che ha aperto il dibattito con tanti interventi, quello ad esempio della moderatora della Tavola valdese, Alessandra Trotta e tante domande scaturite dalla relazione. Il pastore Michel Charbonnier ha poi raccontato la sua esperienza a Tunisi.Un’esperienza che ha spinto Charbonnier a chiedere stamane alle chiese più attenzione alle relazioni internazionali, “doni ricevuti da queste relazioni come famiglie confessionali, uscendo dalla compartimentazione troppo marcata di tali famiglie”.

“Non ci bastiamo da soli – ha proseguito Charbonnier – il mondo e la sofferenza degli ultimi ci mostra il contrario. É necessario uscire dalla nostra ‘bolla occidentale’ europea che spesso ci porta a non udire chiaramente – e talvolta trattare con superiorità – le grida degli ultimi e delle vittime. A chi ci chiede, dove siete, perché non ci ascoltate, come fatto dalla popolazione palestinese o dai cristiani perseguitati in Algeria, che cosa rispondiamo? Perché spesso non rispondiamo?. Sono le relazioni internazionali che ci donano uno sguardo più attento sul mondo e più lucido su di noi”.

O “Siamo rapporti internazionali o non siamo”, ha chiosato Daniele Bouchard, pastore della chiesa metodista di Bologna.

I lavori proseguiranno oggi pomeriggio. Domenica, infine, il culto liturgico del rinnovamento del Patto.

Leggi l’intervista di Elena Ribet fatta al Pastore Luca Anziani, Presidente Opcemi, qui

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