I libri di Dostoevskij: guida ai romanzi e alla nuova uniform Mondadori | Libri Mondadori

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Quando ci si accosta alla produzione di uno dei più grandi maestri della letteratura russa, orientarsi tra i libri di Dostoevskij richiede una mappa critica chiara. La vastità della sua produzione letteraria necessita di una guida che permetta al lettore di comprendere l'evoluzione della sua scrittura, capace di tracciare le coordinate del romanzo moderno.

A giugno, questo intero catalogo si rinnova grazie a un progetto speciale firmato Oscar Mondadori. La casa editrice ha infatti deciso di inaugurare un percorso artistico d'avanguardia volto a dare una veste grafica unica ai grandi scrittori e alle grandi scrittrici del passato, partendo proprio da un peso massimo della cultura mondiale: Fëdor Dostoevskij.

Tutti i volumi di questa attesa uniform edition cartacea saranno disponibili in libreria a giugno. Il nuovo look contemporaneo è stato studiato dall’artista GRAY318, che ha dato vita a una grafica fresca, giovane e accattivante, perfetta per far risaltare i testi sugli scaffali. Si tratta di una collezione coordinata inedita, che verrà estesa ad altri importanti autori e autrici classiche del catalogo Mondadori.

Le opere di Dostoevskij (in sintesi)

Per facilitare l'orientamento immediato all'interno di una bibliografia così ricca, ecco la suddivisione dei principali scritti e romanzi di Dostoevskij secondo il loro genere letterario:

I grandi romanzi della maturità: capolavori monumentali ad ampio respiro corale e ideologico (Delitto e castigo, L'idiota, I demoni, L'adolescente e I fratelli Karamazov).

I romanzi brevi e la narrativa d'esordio: opere a focalizzazione ristretta, novelle psicologiche o scritti giovanili di transizione (Umiliati e offesi, Memorie dal sottosuolo, Il giocatore, Il sosia, Povera gente, L'eterno marito, Memorie da una casa di morti).

I racconti celebri: scritture brevi e sperimentali (Le notti bianche, La miteIl sogno di un uomo ridicolo).

La produzione saggistica e diaristica: scritti giornalistici, filosofici, diari di viaggio e interventi pubblici (come il celebre Discorso su Puškin).

I grandi romanzi di Dostoevskij: i capolavori della maturità

I testi maggiori scritti dall'autore si impongono per la loro complessa struttura polifonica, un impianto narrativo teorizzato dalla critica in cui ogni personaggio si fa portatore di una visione del mondo autonoma e strutturata, che dialoga alla pari con le altre.

Delitto e castigo (1866)

Tra i romanzi di Fëdor Dostoevskij, questo testo rappresenta una pietra miliare assoluta. Il giovane Raskòl'nikov, giustificandosi con la sua teoria del "superuomo" al di sopra della comune morale e spinto da miseria, uccide a colpi di scure un'usuraia e sua sorella. Dopo il gesto precipita in un abisso febbrile di ansia, sensi di colpa e nevrosi; braccato dal commissario Porfirij, troverà la salvezza e l'espiazione spirituale unicamente appoggiandosi a Sonja, dolce ex prostituta.

L'idiota (1868)

L'opera ha per protagonista il principe Myškin, un giovane aristocratico malato, dolce e puro, che viene descritto come un frammento del Cristo, un uomo "totalmente splendido" e l'archetipo della bellezza morale. Attorno a questa figura luminosa prende vita la società della Russia ottocentesca, fatta di tragedie e macchiette. È un capolavoro del "realismo fantastico" dostoevskiano, scritto in modo frenetico mentre l'autore era assillato dai debiti causati dalla roulette e tormentato dall'epilessia.

I demoni (1871)

Un grande e tragico "romanzo profetico", in cui satira e thriller psicologico si uniscono in una forte critica politica. Racconta le azioni di un gruppo di cospiratori – guidati tra gli altri dallo spietato nichilista Stavrogin – che operano nel vuoto etico della provincia russa, tramutando ideali radicali in totale distruzione. L'autore esorta il lettore a capire che non esiste utopia che possa giustificare il sacrificio scriteriato della vita umana.

L'adolescente (1875)

Mette in scena gli slanci, il pathos e i tormenti della giovane età attraverso la figura del diciannovenne Arkadij, in viaggio verso Pietroburgo e animato da sconfinata ambizione. Figlio illegittimo, voleva inizialmente solo accumulare grandi ricchezze per riscattarsi dalla sua infanzia umiliante, ma finisce per focalizzarsi su un bisogno più intimo: cercare di comprendere la vera indole del genitore, l'oscurità e l'eventuale grazia insite in suo padre.

I fratelli Karamazov (1880)

Culmine del realismo psicologico di Dostoevskij, viene descritto come un "romanzo totale" che attinge quasi alla sacralità. Narra della violenta fine di un odioso patriarca per cui sono sospettati i figli – ognuno dei quali incarna un lato diverso dello spirito umano: istinto passionale, cinismo ateo, purezza assoluta o vendetta crudele. Quello che si configura come dramma giudiziario diviene un altissimo "processo alla fede" in cui lo scrittore interroga la sofferenza per scovare il reale significato della libertà umana e dell'amore.

I romanzi brevi


Memorie dal sottosuolo (1864)

Strutturato come un dirompente monologo-confessione in cui il protagonista – la quintessenza dell'"uomo superfluo" che si dichiara malato e cattivo – è socialmente alienato e paralizzato dalla totale consapevolezza della propria nullità. Mentre racconta la storia di una fallita redenzione per una prostituta, il protagonista scende nel "sottosuolo" del suo inconscio, mettendo in luce l'impossibilità per l'uomo di comprendere a fondo se stesso e gli altri.

Umiliati e offesi (1862)

In questo romanzo, caratterizzato da situazioni spregiudicate e da un intreccio nervoso e mutevole, il giovane scrittore Ivan Petrovic (un alter ego dell'autore stesso) narra le vicende di tre coppie padre-figlia. Le figure femminili sono donne sedotte, ripudiate e preda di passioni folli: tra queste spicca Nataša, amata in segreto dal narratore, che scappa dalla casa dei genitori per diventare l'amante di Alëša, figlio del crudele principe Valkovskij.

Il giocatore (1866)

Libro permeato di urgenza autobiografica, redatto febbrilmente in meno di un mese al solo scopo di riuscire a coprire un gravoso debito di gioco accumulato dall'autore stesso. Segue le vicende di un giovane precettore ai tavoli di un casinò tedesco, schiacciato tra la propria ingovernabile pulsione per l'azzardo e l'ossessione masochistica per Polina, una donna volitiva e assai ambigua, in un vortice di atmosfere allucinate.

Il sosia (1846)

Il racconto indaga l'alienazione e le contraddizioni dell'animo umano calando il lettore nelle allucinazioni di un piccolo burocrate, il signor Goljadkin. In una fredda notte di novembre, questi si imbatte nel suo alter ego esatto che, prepotente e beffardo, inizia metodicamente a rubargli la vita. È un susseguirsi di dinamiche grottesche che esplorano con un approccio psicologico il "tema del doppio".

Povera gente (1846)

È il romanzo epistolare che segna l'esordio letterario dell'autore. La storia indaga la Pietroburgo dei disperati attraverso le lettere tra Makar, un misero impiegato, e Varen'ka, una sartina infelice. Oltre al realismo sociale e al naturalismo grottesco, l'opera introduce una profonda pietà per gli "umiliati e offesi" ed è un'opera sensuale e densa, dove già si intravedono in nuce le caratteristiche dei grandi e tormentati personaggi dostoevskiani.

L'eterno marito (1870)

Opera attraversata da un'insolita "comicità nera" che spalanca il baratro emotivo celato dietro la facciata di uomini apparentemente ordinari. Nella calura estiva di San Pietroburgo, un possidente riceve le continue visite di un uomo che è il marito di una sua ex amante defunta. Tra i due si instaura un duello febbrile e psicologico dove diviene impossibile scindere con nettezza chi sia la vittima e chi il carnefice.

Memorie da una casa di morti (1861-1862)

Opera cruda dal forte sapore autobiografico, originata direttamente dalle traumatiche esperienze affrontate dallo scrittore durante i quattro anni di lavori forzati in Siberia. Attraverso l'alter ego di un ex forzato uxoricida, il testo assume l'urgenza di un vero e proprio "reportage in presa diretta", in cui la necessità di testimoniare si traduce in una formidabile serie di quadri sull'abisso carcerario.

Celebri racconti di Fëdor Dostoevskij


Le notti bianche (1848)

Racconto sospeso tra realtà e fantasticheria che narra l'incontro sotto i luminosi cieli estivi di San Pietroburgo tra una ragazza e un tipico "sognatore romantico", avvezzo a rifugiarsi in un mondo illusorio. L'incontro risveglia nel protagonista la speranza e l'amore facendolo aprire alla vita, ma si conclude con un brusco ritorno alla solitudine quando lei gli rivela di amare già un altro.

La mite (1876)

Un testo lacerante che prende la forma di un monologo disperato: un ex ufficiale ridottosi al mestiere di usuraio si ritrova a vegliare il corpo senza vita della sua giovane moglie, saltata giù da una finestra. In quelle ore scandaglia febbrile il proprio animo per rintracciare i silenzi, i comportamenti crudeli e le ragioni profonde che hanno condotto la donna a togliersi la vita, in un duello costante tra disperazione interiore e rinascita.

Il sogno di un uomo ridicolo (1877)

Racconto pubblicato nel 1877, nell'edizione Mondadori quest'opera viene presentata in stretta relazione con La mite: entrambi i testi, infatti, sono costruiti su monologhi laceranti e mettono in scena la complessa e profonda dialettica tra la disperazione e la rinascita interiore. L'opera ha per protagonista un uomo definito, appunto, "ridicolo", che si trova alle prese con i propri fantasmi ed è inizialmente tentato dal suicidio. Tuttavia, passando attraverso l'esperienza di un sogno, il personaggio riesce ad approdare a una nuova fede in un'umanità rinnovata.

Gli scritti d'attualità e la produzione saggistica

Il pensiero filosofico e l'attività intellettuale dello scrittore trovano uno spazio fondamentale in volumi non di narrativa, preziosi per interpretare l'evoluzione dei suoi grandi testi e comprendere a fondo le intere opere di Dostoevskij. Tra questi, il celebre Discorso su Puskin (1880) non è un'opera di finzione, ma una pubblicazione del celebre e trascinante discorso che Dostoevskij tenne a Mosca nel giugno del 1880, nel quale celebrò il poeta Puškin in quanto modello supremo dell'"uomo russo".

Le sue parole suscitarono grande commozione e diventarono un vero e proprio caposaldo nel dibattito culturale dell'epoca tra gli intellettuali "occidentalisti" (che volevano emulare i Paesi europei) e gli "slavofili" (che auspicavano per la Russia un cammino del tutto autonomo). Il testo venne poi pubblicato sul Diario di uno scrittore corredato dalle risposte dell'autore alle critiche ricevute.

I dubbi del lettore: come orientarsi

Quali sono i libri di Dostoevskij consigliati per iniziare a leggerlo?
Per accostarsi per la prima volta all'autore, il percorso ideale suggerisce di partire dai romanzi brevi o racconti più celebri come Le notti bianche o Il giocatore. Questi testi permettono di familiarizzare con la sua straordinaria introspezione psicologica prima di affrontare la complessità dei grandi romanzi della maturità.

Quali sono i romanzi di Dostoevskij più importanti?
La produzione maggiore e più influente comprende i grandi capolavori scritti dopo l'esperienza dell'esilio in Siberia: Delitto e castigo, L'idiota, I demoni, L'adolescente e I fratelli Karamazov.

In quale ordine cronologico conviene leggere le opere di Dostoevskij?
Per seguire lo sviluppo della sua poetica si consiglia l'ordine di pubblicazione: partendo dalle opere d'esordio e giovanili come Povera gente, Il sosia, Le notti bianche e Umiliati e offesi. Successivamente si può passare alla fase di transizione e maturità - che ha come "ponte" tra gioventù e grandi romanzi Memorie da una casa di morti, resoconto del suo trauma siberiano -
con Memorie dal sottosuolo, Il giocatore, Delitto e castigo, L'idiota, L'eterno marito, I demoni, L'adolescente e infine il suo capolavoro definitivo, I fratelli Karamazov.

Come scegliere la traduzione migliore per i romanzi di Dostoevskij?
Le migliori traduzioni italiane d'autore si distinguono per l'accuratezza filologica e la capacità di restituire il linguaggio febbrile dello scrittore. Nel catalogo Mondadori spiccano la traduzione di Le notti bianche curata da Claudia Zonghetti (arricchita dalle illustrazioni di Nicolai Troshinsky) e l'edizione Oscar Cult di Delitto e castigo a cura di Serena Prina, che include per la prima volta in appendice il prezioso e tormentato Diario di Raskòl'nikov.

Perché Fëdor Dostoevskij viene definito lo "scrittore del sottosuolo"?
Questo epiteto deriva dal suo celebre romanzo Memorie dal sottosuolo e definisce la sua straordinaria capacità di esplorare l'inconscio umano. Il "sottosuolo" rappresenta lo spazio intimo, oscuro e contraddittorio dell'anima, dove si agitano nevrosi, impulsi irrazionali e la ricerca di verità oltre le convenzioni sociali.

Cos'è La leggenda del grande inquisitore e dove si trova?
È un celebre poema in prosa concepito dal personaggio di Ivan Karamazov e narrato a suo fratello Alëša all'interno del romanzo I fratelli Karamazov. Ambientato

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