L'anno 2025 è stato caratterizzato da uno scenario di crescita debole. I segnali di maggiore slancio registrati nell'ultimo trimestre si sono spenti con lo scoppio del conflitto nel Golfo Persico, che ha indebolito le già fragili prospettive. Il conseguente shock energetico ha spinto al rialzo i prezzi e abbassato il clima di fiducia. Al di là dell'incertezza geopolitica, appare sempre più evidente come l'innalzamento della produttività, attraverso investimenti in tecnologia e innovazione, sia la strada da intraprendere per il ritorno ad una crescita più intensa e duratura.
Questo, in sintesi, il quadro emerso il 18 giugno 2026 dalla presentazione del Rapporto di Banca d'Italia "L'economia dell'Emilia-Romagna", tenuta alla Camera di Commercio di Modena.
Nel 2025 l'attività economica in Emilia-Romagna ha continuato a crescere moderatamente, con un rafforzamento nell'ultimo trimestre in concomitanza con il recupero della produzione industriale in alcuni settori di specializzazione regionale. Nei primi mesi dell'anno in corso, tuttavia, il trend si è deteriorato, per l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente e il perdurare di tensioni geopolitiche e commerciali.
In un contesto in cui i consumi si sono contraddistinti per un aumento ancora contenuto, l'attività è stata sostenuta principalmente dagli investimenti delle imprese e da quelli pubblici, sospinti anche dall'avanzamento del PNRR.
Nel 2025 gli andamenti si sono mostrati eterogenei tra i principali comparti. L'industria ha mostrato una situazione di stagnazione, con stabilità delle esportazioni. La produzione industriale, dopo due anni di cali, ha evidenziato una ripresa nell'ultimo trimestre, in particolare nel metalmeccanico. In positivo l'attività edilizia, trainata dalle opere pubbliche. Nel terziario si è registrata una moderata espansione, sostenuta anche dai servizi legati al turismo.
In un quadro di crescita modesta, la quota di imprese con risultati reddituali favorevoli è ulteriormente scesa. La liquidità aziendale è invece rimasta su livelli elevati; il contesto altamente incerto ha indotto a una gestione finanziaria più prudente, soprattutto nelle società familiari.
Note positive circa il mercato del lavoro: l'occupazione ha registrato l'aumento più sostenuto degli ultimi cinque anni (+2%), trainata dai settori costruzioni e servizi. Gli incrementi più marcati sono tra gli autonomi, le donne e gli over 50. Crescono nel 2025 anche le forze di lavoro e il tasso di attività; la disoccupazione è in ulteriore lieve calo, al 4,1%. Si rafforza inoltre la stabilità contrattuale.
L'innovazione: brevetti e IA
Nonostante il recupero dell'attività di investimento, registrato soprattutto nella manifattura, l'adeguamento tecnologico delle imprese regionali resta contenuto: l'adozione di tecnologie legate all'intelligenza artificiale nei processi produttivi è ancora limitata e l'attività brevettuale si concentra nei settori più tradizionali.
L'analisi della composizione tecnologica e della qualità dei brevetti depositati presso l'European Patent Office (EPO) testimonia la capacità innovativa del sistema produttivo regionale. Nel periodo 2019-24 l'intensità brevettuale dell'Emilia-Romagna è stata significativamente superiore alla media italiana, con una maggiore specializzazione in tecnologie tradizionali, quali la movimentazione di beni e materiali e la meccanica. Rispetto alla media europea, tuttavia, l'incidenza delle tecnologie di comunicazione digitale, informatiche e mediche è inferiore.
L'adozione dell'intelligenza artificiale (IA) sta assumendo un ruolo sempre più significativo nella trasformazione dei processi aziendali, rappresentando un fattore di competitività di rilievo. In regione una azienda su cinque utilizza, anche solo in via sperimentale, strumenti di IA predittiva. L'IA generativa è stata invece introdotta nei processi aziendali dal 27% delle imprese, un dato in lieve aumento rispetto al 2025. Per entrambe le tecnologie, tuttavia, solo in rari casi le aziende hanno segnalato un uso di tipo estensivo. La quota di imprese che prevede di avviare l'utilizzo dell'IA nei prossimi anni è risultata nel complesso contenuta, collocandosi intorno all'8% per l'IA predittiva e al 6% per quella generativa.
Tra i fattori che frenano l'introduzione dell'IA nei processi produttivi vi è la carenza di competenze manageriali e professionali adeguate, soprattutto fra le imprese di minore dimensione, e la limitata digitalizzazione dei processi aziendali.
La maggior parte delle imprese regionali che adottano queste tecnologie ritiene che nei prossimi tre anni tali soluzioni possano rafforzare la produttività del lavoro e stimolare nuovi investimenti. Con riferimento all'occupazione prevale, invece, la quota di aziende che non si attende variazioni di rilievo, anche se circa il 20% anticipa un impatto al ribasso.
La filiera automotive
La dinamica dell'attività economica regionale è influenzata anche dalle sue caratteristiche strutturali, tra cui la composizione settoriale. L'Emilia-Romagna è la seconda regione italiana dopo il Piemonte per specializzazione in questo comparto che riveste tradizionalmente un ruolo di traino dell'economia locale, sia per il significativo contributo al valore aggiunto e all'occupazione sia per l'indotto creato.
Le imprese afferenti alla filiera regionale si concentrano per lo più nei settori della componentistica automotive e nei prodotti in metallo, così come in alcune attività di servizi finalizzati alla commercializzazione degli autoveicoli. A parità di altre caratteristiche, generano più ricavi rispetto alle altre imprese, vantano elevati livelli di produttività e accumulazione di capitale più sostenuta. Mostrano anche maggiore resilienza agli shock grazie a catene di approvvigionamento più integrate e stabili.