Verona: rimpinguato il fondo comunale per le rette delle case di riposo - SPI CGIL Veneto

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL: “Scelta responsabile, ora la Regione aumenti le impegnative”

Le Organizzazioni sindacali dei pensionati SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL di Verona esprimono apprezzamento per la decisione assunta dal Consiglio comunale di Verona il 25 giugno di destinare 400.000 euro, attraverso una variazione di bilancio, al sostegno delle famiglie con persone non autosufficienti ricoverate nelle case di riposo.

L’intervento consentirà di garantire il contributo comunale a cittadini che, pur essendo in possesso di tutti i requisiti previsti, rischiavano di non ricevere alcun sostegno esclusivamente perché le risorse disponibili erano esaurite. È una scelta che dimostra attenzione e responsabilità istituzionale verso una delle emergenze sociali più rilevanti del nostro tempo.

La non autosufficienza non è un problema privato delle famiglie, ma una grande questione sociale che interessa un numero crescente di cittadini. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e delle demenze e la progressiva riduzione delle reti familiari rendono sempre più urgente un rafforzamento del sistema pubblico di welfare.

Oggi molte famiglie vivono una situazione di estrema difficoltà. Anche quando una persona ha maturato tutti i requisiti per il ricovero in una casa di riposo, deve spesso attendere l’assegnazione dell’impegnativa regionale, ancora insufficiente rispetto ai bisogni reali. Le liste d’attesa continuano a essere troppo lunghe e costringono molte famiglie a sostenere costi che non possono permettersi.

Una famiglia che beneficia dell’impegnativa regionale deve comunque affrontare una spesa che mediamente si aggira intorno ai 2.000 euro al mese. In assenza dell’impegnativa, il costo della retta supera frequentemente i 3.000 euro mensili. Sono importi che, per la maggior parte dei pensionati e delle loro famiglie, rappresentano un peso economico enorme e rischiano di compromettere anni di sacrifici e risparmi.

Per questo la decisione del Comune di rifinanziare il fondo assume un valore sociale importante: significa dare una risposta concreta a chi si trova in una situazione di particolare fragilità ed evitare che il peso della non autosufficienza ricada interamente sulle famiglie.

Rimane tuttavia aperto il confronto tra le Organizzazioni sindacali dei pensionati e l’Amministrazione comunale sul regolamento che disciplina i criteri e i requisiti per l’accesso ai contributi.

Allo stesso tempo è indispensabile che ciascun livello istituzionale assuma le proprie responsabilità.

Alla Regione Veneto chiediamo di affrontare con decisione la riforma del sistema delle residenze per anziani, aumentando il numero delle impegnative di residenzialità, oggi insufficienti rispetto alle richieste, riducendo le liste d’attesa e rafforzando il finanziamento della quota sanitaria. Il diritto all’assistenza non può dipendere dalla disponibilità di posti o dalle condizioni economiche delle famiglie.

Al Governo chiediamo di finanziare adeguatamente la riforma nazionale della non autosufficienza. Una legge priva delle risorse necessarie non è in grado di dare risposte concrete alle persone anziane e alle loro famiglie. Occorre investire con decisione anche nell’assistenza domiciliare, nel sostegno ai caregiver familiari e nell’integrazione sociosanitaria, affinché la casa di riposo rappresenti una risposta appropriata quando necessaria e non l’unica soluzione possibile.

SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL ritengono necessario mantenere aperto un confronto costante con il Comune di Verona, con l’ULSS 9 e con la Regione Veneto, affinché le politiche rivolte alla non autosufficienza siano programmate con continuità e non affrontate solo quando emergono situazioni di criticità.

L’intervento approvato dal Consiglio comunale rappresenta un segnale positivo e dimostra che le istituzioni locali possono dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Ora è necessario che anche Regione e Governo facciano la loro parte, costruendo un sistema pubblico capace di garantire dignità, equità e diritto alla cura.

Recapiti
SPI Ufficio Stampa