Introduzione
Sindacati e imprese promuovono, seppur con accenti differenti, l’assestamento al Bilancio della Regione 2026, la manovra da oltre 140 milioni di euro proposta dalla Giunta regionale. È quanto è emerso nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti che ha ascoltato i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese: in particolare i sindacati apprezzano l’impegno della Regione su sanità e welfare, mentre le associazioni di categoria rilanciano l’allarme per il caro energia e chiedono una sempre maggiore riduzione della burocrazia. Per Confindustria, inoltre, è fondamentale che la Regione sostenga la competitività delle imprese.
A presentare il “pacchetto assestamento”, composto oltre che dall’assestamento anche dal Defr e dal Refit, sono stati i relatori di maggioranza e di minoranza.
Gli interventi dei relatori
“Si tratta di una manovra che, come nella nostra tradizione, tiene insieme sviluppo e coesione sociale ed è attenta a temi come la sanità e i territori”, spiega il relatore di maggioranza sull’assestamento Fabrizio Castellari (Pd), che ha ricordato come “il giudizio di parificazione emesso proprio in questi giorni dalla Corte dei conti è stato netto e positivo. Il rendiconto non può che reagire rispetto a un quadro internazionale complicato: la Regione introduce misure che sostengano economia, persone, famiglie e lavoro anche in questo contesto. Questo assestamento può disporre di 140 milioni e fra le principali novità ci sono lo stanziamento di 11,4 milioni per le imprese, 8 milioni per gli hub urbani, 5 milioni per garantire la formazione gratuita per gli operatori sociosanitari, 6 milioni per il piano casa, 10 milioni per la rigenerazione dei lungomari. Il nostro bilancio è solido e sano pur in un contesto complesso”.
Per il relatore di minoranza Fausto Gianella (FdI), invece, “l’assestamento è 'un documento di verità', più di quanto lo sia il bilancio di previsione, che è un documento programmatico. La crescita economica regionale dimostra una debolezza: +0,6% per il 2026, in sostanza in linea con il 2025. Di fronte a questo quadro, molte misure appaiono come la sommatoria di interventi settoriali più che una strategia complessiva: serve una visione di lungo periodo, non solo una successione di interventi. Sul fronte della sanità il problema è che mancano risposte concrete alle liste d’attesa e troppi investimenti non sono verificati. A questo assestamento manca una valutazione politica di ciò che ha funzionato e di ciò che non ha funzionato”.