Introduzione
Con il voto favorevole di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle e contrario di FdI, Forza Italia, Rete civica e Lega, l’Assemblea legislativa ha approvato l’assestamento di Bilancio 2026, una manovra da oltre 230 milioni di euro proposta dalla Giunta che si inserisce nella cornice descritta dal Defr, il Documento di programmazione economica e finanziaria regionale approvato insieme all’assestamento.
I punti di forza della manovra sono la sanità, il trasporto pubblico locale, la messa in sicurezza della costa e delle strade, i fondi per la montagna e le aree urbane, il piano casa regionale e il sostegno alle imprese e all’innovazione tecnologica, a partire da Dama, il tecnopolo di Bologna.
Il “pacchetto assestamento 2026” rappresenta la manovra estiva della Giunta che stanzia risorse pubbliche aggiuntive rispetto al Bilancio di previsione 2025 e che si inserisce in una cornice descritta da un lato dal Rendiconto 2025 - da cui emerge come l’Emilia-Romagna, con un rapporto debito/Pil pari allo 0,20%, sia la Regione meno indebitata d’Italia - e dall’altro dal Defr, il Documento di economia e finanza. Tale documento conferma come, nonostante la grave situazione internazionale segnata dalle guerre in Ucraina, Iran e Medio Oriente e i dazi Usa, l’Emilia-Romagna abbia una crescita del Pil superiore alla media nazionale (+0,6% rispetto a +0,7%).
Assestamento e Defr trovano attuazione anche nel Refit, la norma di semplificazione amministrativa che sarà discussa dopo l’approvazione dell’assestamento e che avrà come relatrice di maggioranza Francesca Lucchi (Pd) e relatore di minoranza Nicola Marcello (FdI).
A presentare le varie misure sono stati i diversi relatori di maggioranza e di minoranza: Fabrizio Castellari (Pd) e Fausto Gianella (FdI) per l’assestamento, Maria Laura Arduini (Pd) e Alberto Ferrero (FdI) per il Defr.
Per Castellari l’assestamento tiene insieme sviluppo e coesione sociale a fronte di ritardi del Governo, in primo luogo su scelte nazionali per le imprese e le infrastrutture, mentre per Gianella restano troppi problemi a partire dal fatto che l’assestamento non avrebbe chiare prospettive politiche e che serva chiarezza sui conti regionali. Arduini ricorda che se la crescita del Pil emiliano-romagnolo superiore alla media italiana è anche frutto della politica della Regione di investire in ricerca, scuola e servizi pubblici, mentre per Ferrero le scelte della Regione sono conservative e non affrontano i veri problemi come il taglio di sprechi della Pubblica amministrazione.
Il confronto in commissione
Prima di approdare in Assemblea legislativa, il “pacchetto assestamento 2026” è stato discusso e approvato dalla commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti che ha provveduto anche all’audizione delle parti sociali. Dal confronto con sindacati e imprese è emerso un sostanziale sostegno alla manovra: per i sindacati la priorità è la tutela dei servizi pubblici, a partire da sanità e trasporto pubblico, mentre per le associazioni imprenditoriali bisogna stanziare risorse pubbliche a sostegno della competitività delle imprese e aprire a una maggiore collaborazione con le aziende private nella gestione di sanità e trasporto pubblico locale.
I numeri dell’assestamento 2026
Si tratta di una manovra da oltre 230 milioni i cui punti di forza sono: fondi per la sanità e il welfare (26,5 milioni di euro); risorse aggiuntive per accelerare il piano casa (6 milioni di euro); investimenti per la riqualificazione della costa (10 milioni di euro) e la messa in sicurezza delle strade (46 milioni di euro) nonché per la sicurezza urbana, a partire dalle stazioni ferroviarie, sempre più teatro di fenomeni criminali (4 milioni di euro); 21,8 milioni di euro per la montagna e le aree interne e 28 milioni di euro per le aree urbane; fondi per le imprese (11,4 milioni); l’agricoltura (4,5 milioni); gli hub urbani e di prossimità (8 milioni); la sperimentazione del il nuovo servizio extrascolastico per le bambine e i bambini delle primarie, dal 31 agosto al 14 settembre (3 milioni di euro); la conferma dell’impegno per l’innovazione tecnologica a partire dal sostegno al Dama Tecnopolo di Bologna (21 milioni di euro).
I relatori dell’Assestamento
“Si tratta di una manovra che, come nella nostra tradizione, tiene insieme sviluppo e coesione sociale ed è attenta a temi come la sanità e i territori”, spiega il relatore di maggioranza sull’assestamento Fabrizio Castellari (Pd) che ha ricordato come “l’assestamento non può che reagire rispetto a un quadro internazionale complicato: la Regione introduce misure che sostengano economia, persone, famiglie e lavoro anche in questo contesto. Questo assestamento può disporre di 230 milioni e fra le principali novità ci sono lo stanziamento di 11,4 milioni per le imprese, 8 milioni per gli hub urbani, 5 milioni per garantire la formazione gratuita per gli operatori sociosanitari, 6 milioni per il piano casa, 10 milioni per la rigenerazione dei lungomari. Il nostro bilancio è solido e sano pur in un contesto complesso”.
Per il relatore di minoranza Fausto Gianella (FdI), invece, “l’assestamento è 'un documento di verità', più di quanto lo sia il bilancio di previsione, che è un documento programmatico. La crescita economica regionale dimostra una debolezza: +0,6% per il 2026, in sostanza in linea con il 2025. Di fronte a questo quadro, molte misure appaiono come la sommatoria di interventi settoriali più che una strategia complessiva: serve una visione di lungo periodo, non solo una successione di interventi. Sul fronte della sanità il problema è che mancano risposte concrete alle liste d’attesa e troppi investimenti non sono verificati. A questo assestamento manca una valutazione politica di ciò che ha funzionato e di ciò che non ha funzionato”.