Cento milioni per le tariffe sanitarie rischiano di restare bloccati

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Un'interrogazione alla Camera chiede conto dei ritardi nella revisione del nomenclatore tariffario, dopo la bocciatura del decreto 2024 da parte del Tar del Lazio

Cento milioni di euro stanziati per il 2026, destinati ad aggiornare le tariffe della specialistica ambulatoriale e dell'assistenza protesica, rischiano di non essere utilizzati in tempo. È quanto denuncia l'interrogazione a risposta scritta presentata il 30 giugno 2026 dal deputato del Partito Democratico Marco Lacarra, rivolta al Ministro della salute e al Ministro dell'economia e delle finanze. Al centro della richiesta c'è lo stallo della procedura che dovrebbe sostituire il decreto tariffario bocciato dal Tar del Lazio.

LA BOCCIATURA DEL TAR LAZIO

Ricordiamo che il nomenclatore tariffario nazionale della specialistica ambulatoriale e dell'assistenza protesica stabilisce quali prestazioni sono erogabili dal Servizio sanitario nazionale e a quale importo vengono remunerate. È lo strumento che traduce concretamente i Livelli essenziali di assistenza (LEA) in servizi accessibili e uniformi sul territorio. Il 25 novembre 2024 un decreto interministeriale ne aveva aggiornato le tariffe, ma il provvedimento è stato impugnato davanti al Tar Lazio, che ne ha censurato il procedimento.

Secondo quanto riportato nell'interrogazione, i giudici amministrativi hanno rilevato "gravi carenze istruttorie e metodologiche": l'uso di dati di costo ormai datati, un campione limitato e poco rappresentativo delle strutture coinvolte, verifiche insufficienti sui tariffari regionali e la mancata dimostrazione che le tariffe fissate corrispondessero ai costi reali delle prestazioni. L'annullamento, sottolinea Lacarra, è stato disposto con efficacia differita: non una possibilità di rinviare la conclusione dell'istruttoria, ma un termine massimo entro cui rifarla correttamente.

L'incertezza sul nomenclatore, si legge ancora nel testo, incide su strutture pubbliche e private accreditate, sulla programmazione sanitaria e sulla sostenibilità economica delle prestazioni, con "effetti particolarmente gravi" nelle regioni sottoposte a piano di rientro.

LE RISORSE IN GIOCO

L'interrogazione ricostruisce anche il quadro dei finanziamenti collegati all'aggiornamento dei LEA. La legge n. 234 del 2021 aveva previsto 200 milioni di euro annui a partire dal 2022; la legge n. 207 del 2024 ha aggiunto altri 50 milioni annui dal 2025. Più recentemente, la legge n. 199 del 2025 ha stanziato risorse specifiche per la specialistica ambulatoriale e la protesica: 100 milioni per il 2026 e 183 milioni annui a partire dal 2027.

Si tratta di fondi vincolati a una finalità precisa, che però non possono operare retroattivamente: le nuove tariffe, una volta approvate, varranno solo per il futuro. Per questo, spiega l'interrogazione, ogni mese di ritardo nell'adozione del nuovo decreto riduce la finestra temporale in cui lo stanziamento 2026 può essere effettivamente speso, con il rischio di una "sostanziale sterilizzazione" della somma. Lacarra richiama inoltre i principi costituzionali di buon andamento, efficienza e trasparenza dell'azione amministrativa, sostenendo che un'eventuale destinazione diversa di queste risorse, conseguente al ritardo, sarebbe illegittima.

LE DOMANDE AL GOVERNO

Il deputato chiede innanzitutto a che punto sia la procedura di revisione tariffaria avviata dopo le pronunce del Tar, quali atti siano stati finora adottati per rinnovare l'istruttoria censurata e quale sia il cronoprogramma per arrivare al passaggio in Conferenza Stato-regioni, all'adozione del decreto interministeriale e alla sua entrata in vigore.

Chiede inoltre trasparenza sulla nuova rilevazione dei costi: quali strutture sanitarie siano state coinvolte, con quali criteri sia stato costruito il campione, a quale periodo si riferiscano i dati raccolti e con quale metodo ne venga verificata la coerenza con le tariffe che saranno proposte.

Un terzo blocco di domande riguarda il quadro finanziario: quanto delle risorse stanziate risulti già impegnato da provvedimenti precedenti, quanto sia ancora disponibile per il 2026 e per gli anni successivi, e se tali somme siano state formalmente vincolate alla revisione tariffaria. Infine, l'interrogazione sollecita i ministri a indicare quali iniziative urgenti intendano adottare per garantire che i fondi vengano utilizzati entro l'esercizio 2026.

Recapiti
info@osservatoriomalattierare.it (Alessandra Babetto)