Sanità. Vignali (FI): "Servono linee guida regionali per la presa in carico dei pazienti con sindrome di Di George"

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La vicenda della ragazza di Piacenza, affetta da sindrome di Di George, e morta suicida a 17 anni nel 2024, è al centro dell’interrogazione presentata dal consigliere di Forza Italia, Pietro Vignali. A seguito del tragico evento, la famiglia, infatti, ha di recente fondato l’associazione “SognaTe con Silvia ETS” per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla patologia e sulle sue possibili manifestazioni psicologiche, psichiatriche e comportamentali.

“Negli ultimi due mesi di vita – si legge nell’interrogazione – la ragazza si sarebbe presentata 18 volte al pronto soccorso di Piacenza e per altre 36 volte il 118 sarebbe intervenuto in suo aiuto. Inoltre, sarebbe stata ricoverata per cinque giorni. La 17enne è deceduta il 29 marzo 2024 e la famiglia ha denunciato una lunga serie di richieste di aiuto, accessi ospedalieri, interventi di soccorso e criticità nella risposta sanitaria e sociale ricevuta”.

A seguito di accesso agli atti, il consigliere evidenzia come in Emilia-Romagna vi siano 109 pazienti affetti da tale sindrome: nella stessa risposta, si precisa che le visite neurologiche e neuropsichiatriche dei pazienti con sindrome di Di George sono state in tutto 104, da gennaio 2021 a ottobre 2025.

Secondo Vignali, “il dato di sole 104 visite neurologiche e neuropsichiatriche complessive da gennaio 2021 a ottobre 2025, a fronte di 109 pazienti, merita un approfondimento, soprattutto per capire se tali pazienti siano seguiti attraverso altri canali, se vi siano differenze fra aziende sanitarie e se siano presenti eventuali difficoltà di accesso ai percorsi specialistici”.

Da qui l’interrogazione alla Giunta per sapere come interpreti tali dati, se ritenga tale numero coerente con una presa in carico specialistica continuativa e se intenda dotarsi di linee guida regionali dedicate alla sindrome di Di George, con particolare riferimento alle manifestazioni psicologiche, psichiatriche, comportamentali in età evolutiva e adolescenziale. Più in generale, all’esecutivo regionale si chiede se, alla luce dei 3.272 nuovi utenti 0-25 anni con almeno una diagnosi psicopatologica, registrati nel 2024, l’attuale dotazione di personale nei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sia adeguata, quanti siano attualmente i posti disponibili per l’emergenza psicopatologica in età evolutiva e quali azioni urgenti intenda mettere in campo per garantire a minori e adolescenti un'adeguata presa in carico.

(Brigida Miranda)

Ultimo aggiornamento: 10-07-2026, 15:03

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