Meloni prepara la manovra
Dopo la pausa estiva sarà la legge di bilancio il principale banco di prova per il Governo Meloni: l’obiettivo dell’Esecutivo resta quello di rafforzare le misure a sostegno di crescita, lavoro e famiglie. Intanto, nella maggioranza emergono le prime proposte: il leader di Forza Italia Antonio Tajani rilancia la detassazione delle tredicesime, partendo da quelle più basse. La Lega torna a spingere sulla flat tax e su un contributo delle banche, mentre Fratelli d’Italia punta ad alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. Tra le priorità c’è l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% anche ai redditi fino a 60 mila euro e la riduzione dell’Iva sugli affitti della prima casa per i giovani. Restano inoltre sul tavolo la detassazione dei rinnovi contrattuali nel 2027 e le agevolazioni per il lavoro notturno e festivo. Meloni guarda infine a un regime fiscale che favorisca la crescita delle imprese e il ricambio generazionale, subordinando ogni intervento agli spazi di bilancio disponibili.
Legge elettorale: Meloni riapre il confronto sulle preferenze
Il centrodestra rinvia a settembre il confronto sulla legge elettorale, dopo lo stop della Camera sulle preferenze. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha escluso accelerazioni prima della pausa estiva. Giorgia Meloni punta ora a ricomporre le divisioni nella maggioranza e considera prioritaria la reintroduzione delle preferenze. La proposta allo studio prevede capolista bloccati, preferenze per gli altri candidati e un meccanismo di alternanza di genere. L’obiettivo è convincere Forza Italia, finora contraria, e scongiurare nuove defezioni nel voto segreto. Le tensioni nella coalizione riguardano però anche altri dossier. Gli azzurri contestano l’ipotesi di reintegrare i medici radiati durante la pandemia per posizioni antiscientifiche. Forza Italia ha espresso un netto dissenso anche sulla proposta leghista di ampliare la legittima difesa. Tajani tenta così di rafforzare il profilo moderato del partito, prendendo le distanze dalle aperture verso l’area vannacciana. Il confronto autunnale si annuncia quindi decisivo per la legge elettorale e per gli equilibri interni al centrodestra.
Export: l’Italia resiste ai dazi
L’export del Made in Italy continua a mostrare maggiore tenuta rispetto ai principali partner europei, con una crescita prevista del 3,3% nel 2025 e un valore complessivo di 643 miliardi di euro. Secondo il rapporto Ice, le esportazioni italiane superano quelle di Francia, Germania e Spagna, grazie soprattutto alla domanda del mercato europeo. L’Ue assorbe oltre la metà delle merci italiane, con vendite in aumento del 4,2%. A trainare la crescita sono la farmaceutica, salita del 28,5%, l’agroalimentare e i beni di consumo. Positivo anche l’export di mezzi di trasporto diversi dalle auto, mentre resta stabile la quota italiana sul commercio mondiale al 2,8%. Le tensioni geopolitiche e i dazi statunitensi hanno però modificato lo scenario, con un aumento dei costi per le imprese italiane negli Usa. In calo invece le esportazioni verso la Cina (-6,6%) e la Turchia (-23,1%), penalizzate dalla debolezza di alcuni settori tradizionali. Migliora il saldo commerciale italiano, che raggiunge 50,7 miliardi di euro grazie al forte surplus con i Paesi extra Ue. L’export resta concentrato su circa 82 mila imprese, con le aziende medio-grandi protagoniste della crescita. A livello territoriale cresce l’export di Toscana e Lazio, mentre il Mezzogiorno registra una lieve flessione. Le prospettive restano positive ma condizionate dall’incertezza sul commercio globale.
Revisione del sistema ETS: maggiore flessibilità per l’industria
La Commissione europea ha presentato la revisione del sistema Ets, il meccanismo che regola il mercato delle emissioni di CO2, introducendo maggiore flessibilità per l’industria. Le aziende europee potranno emettere più a lungo e a costi inferiori rispetto alle regole attuali, con l’obiettivo di difendere la competitività e frenare il rischio di delocalizzazioni. La riforma prevede però che gli Stati destinino almeno il 50% dei ricavi ottenuti dall’Ets alla decarbonizzazione industriale. Bruxelles punta ad allineare il sistema agli obiettivi climatici del 2040, rallentando il ritmo annuale di riduzione delle emissioni. Il taglio del tetto emissivo passerà dal 4,4% al 3,7% tra il 2031 e il 2035, per poi scendere all’1,7% nel periodo successivo. Entreranno nel sistema anche inceneritori e alcuni voli a corto raggio. Le quote gratuite per le imprese saranno prorogate oltre il 2030, ma vincolate agli investimenti green. La Commissione stima nuovi aiuti per circa sei miliardi di euro all’industria nel periodo 2026-2030. La proposta divide però gli operatori: Confindustria la giudica insufficiente, mentre il governo italiano annuncia battaglia sui criteri di assegnazione delle quote.
Social Review: i trend topic dell’ultimo mese
Roberto Vannacci
L’esponente politico italiano con l’uscita più performante sul tema Caso Roggero è Roberto Vannacci, che sul suo profilo TikTok ha pubblicato un intervento in cui esprime la propria vicinanza a Mario Roggero, il gioielliere condannato definitivamente dopo l’uccisione di due rapinatori nel 2021. Il video è nettamente il contenuto politico con più engagement sul tema, con oltre 282K interazioni. Nel suo intervento il leader di Futuro Nazionale fa riferimento al principio della legittima difesa, ma critica anche la politica: “noi avevamo già presentato le proposte e gli emendamenti al decreto Sicurezza, e qua devo dire che ancora una volta ha vinto la politica dei palazzi, del potere e delle partecipate. (…) Peraltro, quest’ultimo emendamento è stato riproposto dalla Lega una settimana fa, copiato esattamente da quello che avevamo proposto. Il dibattito italiano online è esploso con la condanna di Roggero, con un picco il 17 luglio (47.6K menzioni). Considerando l’ultimo mese, in Italia si contano 271K menzioni e 13.1 milioni di interazioni.
Giorgia Meloni
Il politico italiano con più interazioni sul tema Morte di Abderrahim Fakir è Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un post con due messaggi molto precisi sulla vicenda dell’uomo deceduto mentre veniva fermato dalla polizia a Bologna – esprimendo la necessità di accertare i fatti e al tempo stesso condannando i successivi scontri e le proteste violente avvenute in città: “(…) Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine. (…)” (99.4K interazioni). Il picco di menzioni sul tema in Italia è avvenuto due giorni dopo la morte di Fakir, il 21 luglio (23.9K menzioni): nonostante una flessione negli ultimi giorni, rimane un argomento ampiamente citato nel dibattito. Le citazioni totali in Italia nell’ultimo mese sono state 91.4K, mentre il tasso di engagement ha raggiunto i 6.4 milioni di interazioni.