Il progetto dell'Università di Padova, sostenuto da “Orchestra per la Vita APS” e “MC4 in Corsa per la Vita ETS”, ricrea in laboratorio il microambiente del tumore per individuare le terapie più efficaci
Quando pensiamo alla ricerca contro il cancro immaginiamo nuovi farmaci, nuove molecole o nuove tecnologie, ma esiste una domanda ancor più fondamentale: come possiamo sapere se una terapia funzionerà davvero prima di provarla nei pazienti? È proprio da questa domanda che nasce 3D-VITA, il nuovo progetto di ricerca sul sarcoma epitelioide finanziato dalle associazioni “Orchestra per la Vita APS” e “MC4 in Corsa per la Vita! ETS”, sviluppato dalla Prof.ssa Mariangela Garofalo presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Padova. L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie a un contributo liberale della Banca d’Italia, che ha riconosciuto l’alto valore scientifico del progetto.
UN TUMORE RARO CON ANCORA POCHE OPZIONI TERAPEUTICHE
Il sarcoma epitelioide è uno dei tumori più rari e aggressivi dei tessuti molli. Colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti e presenta una caratteristica che rende estremamente difficile il suo trattamento: riesce spesso a sfuggire sia ai farmaci sia al sistema immunitario.
Oggi il trattamento si basa principalmente sulla chirurgia, spesso associata a radioterapia e chemioterapia. Negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci mirati contro alcune alterazioni genetiche del tumore, ma purtroppo i risultati rimangono limitati a causa della frequente comparsa di resistenze. Per questo motivo è necessario sviluppare strategie completamente nuove.
Il problema non è solo trovare nuove cure, ma capire quali funzionano davvero. Gran parte della ricerca oncologica utilizza ancora colture cellulari bidimensionali: in pratica, le cellule tumorali vengono fatte crescere su una superficie piatta. È un sistema semplice e utile, ma molto lontano da ciò che accade realmente nel corpo umano. Un tumore è infatti un ecosistema estremamente complesso. Le cellule tumorali dialogano continuamente con il sistema immunitario, con i vasi sanguigni, con il tessuto circostante e con centinaia di molecole che ne influenzano il comportamento. Studiare tutto questo su una semplice piastra è come voler capire il traffico di una grande città osservando una sola automobile.
IL SARCOMA EPITELIOIDE DIVENTA TRIDIMENSIONALE
Il progetto 3D-VITA introduce una piattaforma sperimentale completamente nuova. I ricercatori realizzeranno veri e propri modelli tridimensionali del sarcoma epitelioide, nei quali saranno presenti non soltanto le cellule tumorali, ma anche cellule immunitarie, componenti vascolari e tutti quegli elementi che costituiscono il microambiente tumorale. Nascono così dei ‘mini-tumori’ tridimensionali che riproducono con estrema fedeltà ciò che avviene nell’organismo.
UN TUMORE SU CHIP
L’aspetto più innovativo del progetto è rappresentato dall’impiego della tecnologia microfluidica. Attraverso un sofisticato sistema di pompe e bioreattori viene simulato il flusso sanguigno, permettendo ai farmaci, alle cellule immunitarie e ai nutrienti di muoversi come avviene realmente all’interno del corpo umano.
È il concetto del “Tumor-on-a-Chip”: non più un modello statico ma un tumore ‘vivente’, osservabile mentre reagisce ai trattamenti in tempo reale e che consentirà di comprendere molto meglio perché alcune terapie funzionano e altre no.
UNA STRATEGIA TERAPEUTICA CHE COLPISCE IL TUMORE SU PIÙ FRONTI
Il progetto 3D-VITA non si limiterà a creare un modello sperimentale innovativo del sarcoma epitelioide ma testerà anche una delle strategie terapeutiche più promettenti oggi disponibili.
Da una parte verrà utilizzato un vaccino oncolitico, costituito da adenovirus ingegnerizzati capaci di infettare selettivamente le cellule tumorali, distruggerle e, contemporaneamente, insegnare al sistema immunitario a riconoscere gli antigeni del tumore. Dall’altra saranno impiegate molecole come vitamina D3, melatonina e ATRA, già note per la loro capacità di modificare il microambiente tumorale riducendo la presenza dei macrofagi M2, cellule che favoriscono la crescita del tumore e ne ostacolano il riconoscimento da parte del sistema immunitario.
L’obiettivo è duplice: rendere il tumore più vulnerabile e contemporaneamente riattivare le difese naturali dell’organismo.
UNA RICERCA CHE DIALOGA CON LE PIÙ AVANZATE STRATEGIE INTERNAZIONALI
Il progetto 3D-VITA si inserisce perfettamente nel nuovo panorama dell’immunoterapia oncologica. Mentre altri gruppi internazionali, come quello del Prof. Filipe Pereira, della Lund University, stanno studiando come riprogrammare le cellule tumorali affinché diventino esse stesse attivatrici del sistema immunitario, il gruppo della Prof.ssa Garofalo sviluppa gli strumenti sperimentali che permetteranno di valutare in modo sempre più realistico queste nuove strategie terapeutiche.
Le due linee di ricerca, pur seguendo approcci differenti, condividono un obiettivo comune: rendere il sistema immunitario il protagonista della lotta contro il sarcoma epitelioide.
INVESTIRE NELLA RICERCA SIGNIFICA COSTRUIRE IL FUTURO
Con il finanziamento di 3D-VITA, le associazioni Orchestra per la Vita APS e MC4 in Corsa per la Vita ETS confermano la volontà di sostenere una ricerca altamente innovativa, capace di mettere in rete competenze scientifiche, tecnologie avanzate e collaborazioni internazionali.
Continuare a sostenere la ricerca sul sarcoma epitelioide significa offrire nuove possibilità ai pazienti di oggi e costruire speranza concreta per quelli di domani.
Maggiori informazioni sulla ricerca sono disponibili presso i siti web delle due associazioni:
- Orchestra per la Vita APS
- MC4 incorsa per la vita! ETSMC4 incorsa per la vita! ETS