Quando gli aiuti di emergenza diventano la norma
L’assistenza umanitaria serve a rispondere alle crisi acute. Non è pensato per sostenere interi sistemi pubblici anno dopo anno. Eppure, in Afghanistan, i fondi destinati agli aiuti umanitari vengono sempre più spesso utilizzati per mantenere in piedi i servizi essenziali, tra cui l’assistenza sanitaria di base e il sostegno nutrizionale, senza però poter portare a cambiamenti a lungo termine.
Allo stesso tempo, i finanziamenti per gli aiuti umanitari stanno diminuendo. I tagli ai finanziamenti del 2025, iniziati con la chiusura dei programmi dell’USAID e seguiti da riduzioni da parte di altri donatori, hanno messo ulteriormente a dura prova un sistema di risposta già fragile. Di conseguenza, oggi ci si aspetta che le organizzazioni rispondano a bisogni cronici e prevedibili attraverso progetti umanitari a breve termine.
Questo modello non è né efficiente né sostenibile. Senza investimenti nello sviluppo, i progressi in campo umanitario rimangono fragili e reversibili, e richiedono interventi ripetuti per soddisfare ogni anno le stesse esigenze.
Impegno per lo sviluppo senza riconoscimento politico
Ripristinare gli aiuti allo sviluppo non richiede il riconoscimento politico delle autorità de facto. Un impegno mirato e attentamente calibrato può concentrarsi esclusivamente sugli aspetti tecnici della risposta.
In pratica, questo significa convogliare i finanziamenti attraverso partner umanitari e di sviluppo di fiducia, limitando al contempo il coinvolgimento con le strutture statali al coordinamento tecnico necessario per garantire la continuità del servizio. Un approccio del genere tutela le esigenze dei donatori, evitando al contempo un ulteriore deterioramento dei sistemi critici.
In un contesto in cui gli aiuti allo sviluppo hanno in passato sostenuto gran parte delle infrastrutture sociali del Paese, è fondamentale un reinserimento ben pianificato per stabilizzare quei servizi che gli aiuti umanitari da soli non riescono a mantenere.
Una strada da seguire più coerente
L’Afghanistan non può rimanere in uno stato di emergenza permanente. C’è un bisogno urgente di un approccio più equilibrato, che combini finanziamenti umanitari flessibili con un’assistenza allo sviluppo mirata e basata su principi chiari.
Tra queste ci sono:
- Investire in interventi di ripresa precoce e di resilienza in settori come la sanità, l’agricoltura, i sistemi alimentari, le infrastrutture idriche e il settore privato;
- Ampliare i finanziamenti pluriennali e flessibili per consentire una pianificazione a più lungo termine;
- Rafforzare il coordinamento tra donatori, operatori umanitari e autorità competenti;
- Sostenere la ripresa del settore privato e dei mercati locali come motori della stabilità economica.
Le decisioni politiche richiedono soluzioni politiche
La situazione attuale dell’Afghanistan è il risultato di decisioni politiche prese sia a livello internazionale che all’interno del Paese. Per questo motivo, la strada da seguire è anche politica. È necessario un impegno costante e basato su principi chiari, fondato sulla responsabilità e incentrato sui bisogni della popolazione afghana, per evitare un ulteriore deterioramento della situazione e spezzare il circolo vizioso della dipendenza.
Gli aiuti umanitari salvano vite. L’aiuto allo sviluppo crea le condizioni affinché quelle vite possano essere vissute con dignità. L’Afghanistan ha bisogno di entrambe le cose.