Indice dei contenuti
- L’Albero della Vita a Napoli: contrastare la povertà educativa nel quartiere di Ponticelli
- Dati sulla povertà minorile in Campania
- Povertà minorile al 36,5%: la Campania tra le regioni più fragili d’Italia
- La sede di Napoli: un presidio educativo tra laboratori, scuola e comunità
- Kit scolastici per garantire il diritto allo studio
- Una rete di alleanze per educare alla speranza
- Alcune storie dal quartiere
Fondazione l’Albero della Vita, fondata nel 1997, ha come obiettivo di proteggere la vita dei bambini in difficoltà e di trasformare il disagio in una nuova opportunità.
Il Programma Nazionale di contrasto alla povertà della nostra Fondazione è attivo dal 2014 e ha permesso di sostenere migliaia di famiglie in tutta Italia, grazie ad attività quotidiane svolte nelle 6 sedi italiane de l’Albero della Vita (Catanzaro, Genova, Milano, Napoli, Palermo e Perugia).
I destinatari delle attività sono tutti quei nuclei familiari, con minorenni a carico, sia italiani sia stranieri, che vivono una condizione di esclusione sociale ed economica.
Attraverso una sinergia efficace tra le organizzazioni del territorio e il contributo di vari enti finanziatori, il programma è articolato su quattro pilastri fondamentali: assistenza pratica/economica, supporto educativo e sociale, costruzione di relazioni di prossimità e servizi di orientamento al lavoro e alla formazione.
Nel 2024 particolare rilevanza ha avuto la povertà educativa e culturale, in enorme crescita e con un forte impatto anche sulla capacità dei minori di immaginare il proprio futuro.
È insopportabile pensare che ancora oggi ci siano bambini che non possono praticare uno sport, invitare un amico a casa o vivere esperienze che alimentino sogni e fiducia nel futuro. La povertà minorile è un’emergenza invisibile, che colpisce la crescita e le aspirazioni dei più piccoli. Per questo servono risposte concrete, unendo forze pubbliche e private per garantire pari opportunità a tutti.
L’Albero della Vita a Napoli: contrastare la povertà educativa nel quartiere di Ponticelli
Nel quartiere Ponticelli di Napoli, il progetto propone laboratori di potenziamento scolastico e attività educative su soft skill e competenze trasversali, rivolti a bambini, ragazzi e adolescenti. Sono inoltre previsti momenti dedicati agli adulti e lo Spazio 0-6, con laboratori creativi e incontri di confronto tra genitori ed educatori. L’équipe affianca queste iniziative con colloqui socio-pedagogici individuali o di gruppo, favorendo la riflessione personale, il rafforzamento delle competenze relazionali e il sostegno nei percorsi di crescita e inclusione sociale – orientamento al lavoro e alla formazione e attività in rete con scuole ed enti locali.
Il lavoro educativo e sociale si svolge attraverso un centro dedicato alla comunità, aperto ogni giorno a bambini, ragazzi e famiglie del quartiere. L’obiettivo è quello di costruire uno spazio sicuro e stimolante in cui ogni minore possa sentirsi accolto, valorizzato e incoraggiato a immaginare un futuro diverso. La presenza costante degli educatori, unita a un approccio integrato e multidisciplinare, consente di rispondere in modo concreto ai bisogni individuali e collettivi, rafforzando il legame tra la scuola, le famiglie e il territorio; laboratori, percorsi educativi e momenti di confronto con bambini, famiglie e comunità locali. Un impegno costante, reso possibile anche grazie al consolidamento delle collaborazioni con scuole, enti e realtà del territorio, e aperto a nuove sinergie per rafforzare il sostegno alle persone in situazione di fragilità.
Dati sulla povertà minorile in Campania
- 13,8% Percentuale di minori che vive in condizioni di povertà assoluta in Calabria
- 34,5% Minori che leggono libri
- 41,9% Minori che praticano sport
Dati ISTAT 2024
Povertà minorile al 36,5%: la Campania tra le regioni più fragili d’Italia
In Campania, l’incidenza della povertà assoluta tra i minori raggiunge circa il 13,8%, mentre quella della povertà relativa è pari a circa 36,5%, risultando tra le più alte d’Italia. Le famiglie con minori affrontano situazioni di fragilità complesse: il sovraffollamento abitativo riguarda circa il 34,5% dei bambini, mentre l’accesso a opportunità educative è fortemente limitato. Solo il 35,4% dei ragazzi legge libri nel tempo libero (17 punti sotto la media nazionale) e appena il 41,9% pratica sport, la percentuale più bassa tra le regioni italiane. Anche la povertà educativa digitale pesa: circa il 14% dei minori non ha un PC/tablet con connessione internet.
Questi dati confermano che le difficoltà economiche delle famiglie italiane non diminuiscono, al contrario, i redditi si riducono, l’inflazione incide sulla qualità della vita e cresce il numero di persone in difficoltà. Oggi tanti bambini non possono accedere ad attività di svago, sportive o culturali e alcuni vivono confinati nei loro quartieri senza possibilità di fare esperienze altrove. Questo genera isolamento, perdita di fiducia e mancanza di stimoli fondamentali per la crescita. Per i minori, la povertà non si misura solo in termini economici. È mancanza di opportunità, di relazioni, di esperienze positive che portano ad una mancanza di desideri, sogni e ambizioni. È un’emergenza invisibile che impedisce loro di immaginare un futuro diverso.
La sede di Napoli: un presidio educativo tra laboratori, scuola e comunità
Qui gli operatori di Fondazione l’Albero della Vita lavorano ogni giorno per offrire occasioni concrete di riscatto e crescita a bambini e adolescenti che vivono in un contesto segnato da esclusione sociale e criminalità organizzata. Sempre a Napoli è attivo anche il progetto “Fatti Grande” che promuove le competenze, il lavoro sinergico e la capacità di azione in contrasto alla povertà educativa della Comunità Educante nel quartiere di Ponticelli attraverso percorsi di educativa a bassa soglia, supporto psico-sociale, laboratori sulle discipline STEM e percorsi ad alta densità educativa per allenare competenze musicali, culturali e di cittadinanza.
Kit scolastici per garantire il diritto allo studio
Anche nel 2026, Fondazione l’Albero della Vita distribuirà centinaia di kit scolastici completi a bambini e ragazzi in tutta Italia, compresi quelli di Napoli.
Per molti bambini, iniziare l’anno scolastico con il materiale necessario significa sentirsi alla pari con i propri compagni, affrontare la scuola con maggiore sicurezza e ridurre il rischio di esclusione.
Garantire a ogni bambino il materiale necessario per affrontare il primo giorno di scuola significa offrire a tutti le stesse condizioni di partenza e rendere il rientro in classe un momento davvero inclusivo. È in questo contesto che Fondazione l’Albero della Vita rinnova anche quest’anno il proprio impegno con la campagna Back To School distribuendo 500 kit scolastici nelle sei città italiane in cui è presente: Genova, Milano, Perugia, Napoli, Catanzaro e Palermo. I kit scolastici rappresentano un aiuto concreto per le famiglie e il primo passo di un impegno che va ben oltre il mese di settembre.
Per tanti bambini, la mancanza di materiale scolastico si traduce in un disagio concreto e, in alcuni casi, tali carenze possono contribuire a forme di esclusione, isolamento o persino episodi di bullismo. Inoltre, zaini non adeguati possono comportare rischi per la salute fisica e problemi posturali ai bambini, mentre la mancanza di strumenti tecnici specifici, come goniometri o squadre, può influire negativamente sui risultati scolastici, impedendo un apprendimento adeguato.
In Campania il 37,1% delle persone di minore età vive in condizioni di povertà relativa. La regione presenta inoltre significative fragilità sul piano educativo: solo il 35,4% dei bambini e dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni ha l’abitudine alla lettura di libri, un dato inferiore di 17 punti rispetto alla media nazionale del 52,4%, mentre la percentuale di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni che praticano sport è pari al 41,9%, il valore più basso in Italia. Anche sul fronte scolastico emergono criticità rilevanti: nelle rilevazioni del 2025 la dispersione implicita alla fine delle superiori raggiunge il 17,6%, più del doppio della media nazionale. La percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, i cosiddetti NEET, raggiunge inoltre il 26,9%.
È nei quartieri napoletani di Ponticelli, Sanità, Mercato e Forcella che Fondazione l’Albero della Vita concentra una parte significativa del proprio lavoro sul territorio. Qui la Fondazione è impegnata accanto a bambini e famiglie nei quartieri di, attraverso attività di contrasto alla povertà educativa e in collaborazione con istituti scolastici e realtà associative.
Una rete di alleanze per educare alla speranza
Fondazione l’Albero della Vita opera a Napoli in forte sinergia con scuole, associazioni e realtà del terzo settore, creando una rete di prossimità che rende l’intervento più efficace e radicato nel territorio per rispondere in modo tempestivo ai bisogni educativi e sociali dei bambini e delle famiglie.
A Napoli la Fondazione collabora attivamente con diversi istituti scolastici, tra i quali: I.C. Porchiano Bordiga, I.C. De Filippo, I.C. San Giovanni Bosco, I.C. Aldo Moro, I.C. Barbato Marino Santarosa e Istituto Superiore Sannino De Cillis. Diverse sono anche le realtà del mondo associativo con cui Fondazione collabora localmente per avanzare verso la propria mission: l’Ass. Gioventù Cattolica; “Il Grillo Parlante”; “Le Lazzarelle”; “L’Altra Napoli EF”; “Sanitansamble”.
Molti dei bambini che incontriamo ogni giorno vivono in un vuoto relazionale. Non solo mancano beni materiali, ma anche spazi sicuri in cui crescere, adulti affidabili con cui confrontarsi, esperienze che facciano sentire di contare qualcosa. La povertà educativa è una ferita profonda, che mina l’autostima, la fiducia e la capacità di sognare.
Per questo il nostro lavoro non si limita a fornire beni di prima necessità: vuole creare connessioni, possibilità, relazioni. Vogliamo che ogni bambino possa crescere in un ambiente dove sentirsi accolto, valorizzato e libero di costruire un domani diverso.
È un’educazione che parte dalla relazione, dall’ascolto, dalla valorizzazione di ogni persona. In un contesto dove l’emarginazione sociale si trasmette di generazione in generazione.
Tutto questo è possibile grazie al sostegno di donatori e partner, che scelgono di affiancare la Fondazione nella costruzione di un futuro migliore per i bambini più fragili. Il cambiamento passa dall’ascolto, dalla relazione e dalla creazione di spazi in cui ogni minore possa sentirsi accolto, rispettato e libero di sognare. Il progetto della sede di Napoli è un esempio concreto di come, anche in contesti difficili, sia possibile generare opportunità educative, sociali e culturali che trasformano la vita.