di Enzo Maraio
In queste settimane abbiamo fatto due cose che considero parte della stessa idea di politica: abbiamo difeso la storia socialista quando era necessario farlo e, contemporaneamente, abbiamo continuato a parlare dei problemi concreti degli italiani. Sul caso Lavitola-Ranucci abbiamo espresso una posizione chiara. Siamo garantisti e non spetta alla politica anticipare giudizi che competono alla magistratura. Ma conosciamo la nostra storia e abbiamo sentito il dovere di ricordare che il giornale riconducibile a Valter Lavitola non rappresentava la tradizione dell’Avanti! e non aveva nulla a che vedere con la storia politica e culturale che abbiamo tutelato in questi anni. Allo stesso tempo, però, non vogliamo che la politica si riduca alla cronaca, alle polemiche o ai casi del giorno. Mentre si discuteva di tutto questo, Avanti Psi ha continuato a lavorare in tutte le regioni italiane, anche nel pieno di agosto, attorno a tre proposte che riguardano direttamente la vita di milioni di persone. La prima riguarda la casa: chiediamo che una parte degli extra-profitti di banche e assicurazioni venga utilizzata per sostenere l’accesso all’abitazione, in particolare per giovani e giovani coppie, e per rafforzare le politiche pubbliche sulla casa. La seconda riguarda i giovani: proponiamo un contributo di equità a carico dei grandi colossi del web che realizzano enormi profitti nel nostro Paese, destinando queste risorse a un Fondo nazionale per ricerca, innovazione, startup, università e nuove competenze. Se vogliamo impedire che tanti ragazzi siano costretti ad andare via, dobbiamo offrire loro opportunità vere. La terza riguarda professionisti, autonomi e partite Iva, troppo spesso considerati soltanto come contribuenti da cui riscuotere e non come una parte essenziale del sistema produttivo. Chiediamo una riforma degli acconti fiscali che renda più sostenibile il rapporto con il fisco e restituisca ossigeno a chi lavora e produce. Su queste proposte stiamo raccogliendo firme e adesioni, costruendo iniziative nei territori e confrontandoci con cittadini, amministratori e forze politiche. E’ questo il contributo che vogliamo portare al centrosinistra: meno discussioni autoreferenziali e più idee capaci di incidere sulla vita delle persone. La storia socialista ci insegna proprio questo. Difendere le nostre radici ha senso se quelle radici servono a interpretare il presente. Noi continueremo a farlo: con orgoglio quando c’è da difendere la nostra storia, con determinazione quando c’è da costruire risposte nuove. Perché la politica torna ad essere credibile quando non si limita a commentare ciò che accade, ma prova a cambiare concretamente le cose.