NO al "DDL Caccia": flash mob a Cremona

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Sabato 29 agosto, in Corso Vittorio Emanuele II n. 28, davanti alla Prefettura di Cremona, i volontari della sezione e del nucleo Guardie OIPA di Cremona sono scesi in piazza insieme al Circolo VedoVerde Legambiente Cremona, ad Amici dei Mici, Cessate il Fuoco, LIPU Cremona e a numerose altre associazioni e gruppi per protestare contro il “DDL Caccia” e informare i cittadini ancora ignari su cosa li attende nel prossimo autunno.

Già approvato dal Senato e attualmente all’esame della Camera, il DDL 1552, è un vero e proprio “decreto sparatutto” che minaccia in modo irreversibile la fauna selvatica e l’ambiente del nostro Paese.

Se convertito in legge, sarà devastante per migliaia di animali selvatici. Tra le novità introdotte:

  • Ampliamento delle specie e delle aree cacciabili: verrebbe ridotto il livello di protezione per animali fino a oggi tutelati, inclusi il lupo e lo sciacallo dorato, spalancando la strada all’abbattimento e all’aumento del bracconaggio.
  • Caccia ovunque e senza limiti: si consentirebbe l’attività venatoria in spiaggia, dalle barche, nei terreni ghiacciati e perfino con l’uso di silenziatori, rendendo di fatto impossibili i controlli.
  • Richiami vivi: verrebbe riaperta la cattura degli uccelli da impiegare come richiami vivi.

Ma il rischio riguarda da vicino anche tutti noi, così come ricorda una grafica provocatoria promossa da noi dell’OIPA sui social, dove si vedono due persone che camminano nei boschi con un giubbotto antiproiettile.
La sicurezza pubblica sarà in serio pericolo e non saremo più liberi di passeggiare al sicuro su un sentiero di montagna o di campagna.

È intollerabile che le istituzioni e il Governo continuino a ignorare la volontà della maggioranza dei cittadini italiani, ben espressa dalle oltre 53.000 firme già consegnate in Senato per fermare questa deriva.

L’OIPA non intende restare a guardare. Oltre alla mobilitazione di piazza come quella di Cremona, continueremo a batterci sul fronte legale e istituzionale per chiedere il ritiro immediato del provvedimento.

La natura non è un poligono di tiro. I boschi, le montagne e le spiagge appartengono a tutti e devono rimanere luoghi di pace e libertà, non territori di caccia in cui guardarsi le spalle.

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