Settembre è il vero Capodanno per insegnanti, bambini e bambine e va “festeggiato” con l’attenzione che merita, costruendo il giusto clima (relazionale, emotivo, cognitivo) e le condizioni più favorevoli per gli apprendimenti dei mesi successivi.
A questo proposito, può essere utile fare riferimento al quadro teorico dell’ Universal Design for Learning, sviluppato dal CAST e sistematizzato da Anne Meyer, David Rose e David Gordon in Universal Design for Learning: Theory and Practice (CAST, 2014). Una progettazione pensata per tutti gli alunni, e basata su tre principi fondamentali:
- offrire ai bambini e alle bambine molteplici rappresentazioni delle informazioni (parole, immagini, oggetti, suoni)
- garantire più modalità di azione e di espressione (parlare, scrivere, disegnare, mimare)
- fornire un’ampia possibilità di attivazione e motivazione di ciascuno.
Le cinque attività che seguono possono essere inserite in una progettazione UDL e costituire una parte dell’accoglienza nella quale tutti i bambini e tutte le bambine hanno un proprio spazio e una propria possibilità di intervento. Il nostro obiettivo, come sempre, è fare in modo che le differenze non costituiscano la base per la costruzione di diversità sostanziali.
Abbiamo preferito non identificare le proposte operative con una classe d’età, per lasciare che sia il team docente a scegliere la più adatta per il proprio gruppo. Va da sè che l’accoglienza in classe prima necessita di tempi più distesi e attività mirate (e probabilmente una descrizione più articolata e specifica).
La valigia dei tesori
I bambini e le bambine portano a scuola un piccolo oggetto significativo (un giocattolo, una foto, un sasso raccolto in vacanza) dentro un sacchetto. In cerchio, ciascuno lo mostra e racconta perché lo ha scelto. Il cerchio è invitato a rispettare i tempi e le modalità di espressione di ciascuno. La modalità del racconto, inoltre, è scelta dal bambino o dalla bambina che ha il turno di parola, che si può limitare a mostrarlo, a rispondere a poche e semplici domande, oppure può fare un disegno. Gli oggetti vengono poi fotografati e raccolti in un “libro della classe” consultabile da tutti nei giorni successivi.
Il filo dei nomi
In cerchio, un gomitolo di lana passa di mano in mano: chi lo riceve dice il proprio nome e una cosa che gli piace fare, tenendo un capo del filo prima di lanciarlo a un compagno. Alla fine si forma una ragnatela visibile che collega fisicamente tutti i bambini. La ragnatela può essere fotografata dall’alto. Se il gruppo è disponibile, si può procedere nel senso inverso: a ogni nodo della ragnatela, la classe ripete nome e preferenza di ciascun componente.
Il mercatino del “So fare”
Ogni bambino e ogni bambina prepara un piccolo “cartellino” con una cosa che sa fare bene (fischiare, disegnare, fare trecce, spiegare le regole di un gioco, raccontare barzellette) e una che vorrebbe imparare. I cartellini vengono esposti come banchi di un mercatino: a turno, in piccoli gruppi, i bambini girano tra i banchi e si “iscrivono” al banco che più li incuriosisce. Dopo la fase di apprendimento, chi vorrà, potrà mostrare quanto imparato.
La mappa del primo giorno.
Su un grande planisfero o su una mappa dell’Italia appesa in classe, ogni bambino e ogni bambina individua e narra tre luoghi legati alla propria estate. Attenzione: solo uno di questi tre racconti sarà vero, mentre gli altri due dovranno essere assolutamente inventati. I racconti possono essere credibili o meno: questo dipende dalla libera scelta di ognuno. E’ ammessa, ovviamente, qualsiasi modalità di esposizione..
Un messaggio molto importante.
Con i bambini e le bambine più grandi si può lavorare su una dimensione specificamente metacognitiva. Ogni alunno e ogni alunna scrive, disegna o registra un breve messaggio a se stesso per l’anno scolastico e si assegna un obiettivo personale. I messaggi vengono sigillati in una busta (nel caso delle registrazioni, possono essere trascritti in un secondo momento). Alla fine della scuola, i messaggi saranno recuperati per una lettura collettiva. La lettura, ovviamente, sarà presentata come facoltativa. In questo modo ciascuno potrà riflettere sul percorso svolto, sui successi ottenuti ed, eventualmente, sugli obiettivi non raggiunti.