RicAmare. Un laboratorio di ricamo per conoscersi

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

Cinque incontri estivi hanno riunito persone provenienti da culture diverse, che hanno condiviso ricamo, cucito e le proprie storie. Da questi pomeriggi sono nate una bellissima tovaglia ricamata collettivamente, nuove amicizie e l’occasione per riscoprire capacità e passioni che avevano messo da parte.

RicAmare nasce dall’idea di Martina Savino e Massimo Porcari, operatori sociali di Antoniano, per creare uno spazio sicuro in cui le persone possono raccontarsi, costruendo relazioni e dove ciascuna partecipante ha messo a disposizione le proprie competenze.

Tra giugno e luglio, il laboratorio ha coinvolto quindici persone accompagnate dall’Area Sociale di Antoniano, insieme anche ad alcuni volontari e volontarie che hanno preso parte.

Nel gruppo c’era chi sapeva già ricamare o cucire e chi prendeva in mano ago e filo per la prima volta. Molte competenze arrivavano da tradizioni apprese in famiglie nei Paesi di origine, dove il ricamo e l’uncinetto fanno parte di momenti vissuti insieme ad altre persone della comunità.

Imparare gli uni dagli altri

A insegnare sono state le stesse persone che hanno preso parte al laboratorio. Chi conosceva un punto lo mostrava alla persona seduta accanto, chi aveva esperienza con l’uncinetto spiegava come muovere le mani e chi partiva da zero osservava, provava e chiedeva aiuto. Ogni persona ha portato ciò che sapeva fare e lo ha messo a disposizione degli altri.

Martina e Massimo, operatori sociali, hanno accompagnato il percorso, favorendo la partecipazione di tutti. Il laboratorio ha preso forma a partire dalle persone dai loro interessi, dalle loro esperienze e dalle capacità che ciascuno desiderava condividere o sperimentare.

Per chi insegnava, è stata anche un’occasione per vedere riconosciuta una competenza. Un gesto appreso in famiglia è tornato a essere praticato ed è diventato utile per qualcun altro. Mostrare un punto o spiegare un movimento ha permesso di scoprire che ciò che si sa fare può avere valore anche per le altre.

RicAmare è diventato così un percorso per conoscere le persone sedute accanto e, nello stesso tempo, tornare a guardare e a ripercorrere la propria storia.

Il primo incontro: oggetti e parole

Il primo incontro è iniziato dalla richiesta di portare un oggetto importante per la propria vita.
Sul tavolo quel giorno c’erano due libri dedicati alla salute mentale, un paio di scarpe, un uncinetto, una tazza, un antistress e un peluche. Oggetti che, nelle parole di chi li aveva scelti, raccontavano ricordi e parti della propria storia.

A turno, ogni partecipante ha spiegato perché avesse portato proprio quell’oggetto e quale significato custodisse. Il gruppo ha ascoltato, fatto domande e iniziato a conoscersi.
Dai diversi racconti sono emerse alcune tematiche ricorrenti, capaci di accomunare esperienze e vissuti differenti: libertà, condivisione, viaggio e scoperta, resilienza.

I partecipanti si sono poi divisi in piccoli gruppi, seguendo la parola nella quale ciascuno si riconosceva maggiormente e dal confronto è nato un tema che li raccoglie tutti: il cambiamento.

Questa parola è diventata il punto di partenza per la tovaglia realizzata durante gli incontri successivi.

Recapiti
Cinzia Dalvecchio