Rinnovabili e pompe di calore tagliano la domanda di gas in Europa: consumi giù del 20% in tre anni - ZeroEmission.eu

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La transizione energetica sta producendo effetti concreti sulla sicurezza degli approvvigionamenti europei. Tra il 2021 e il 2024 il consumo di gas naturale nell’Unione Europea si è ridotto del 20%, grazie soprattutto alla crescita delle energie rinnovabili, alla diffusione delle pompe di calore e alle misure per contenere la domanda. È quanto emerge da un nuovo rapporto dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa), che indica proprio nella riduzione strutturale dei consumi la principale risposta alle nuove tensioni sui mercati energetici.

Secondo il think tank, l’attuale instabilità geopolitica, alimentata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle incertezze legate al transito del Gnl attraverso lo Stretto di Hormuz, conferma la necessità di accelerare il percorso di elettrificazione e sviluppo delle fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza europea dalle importazioni di combustibili fossili.

Nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024, la domanda di gas dell’Ue è diminuita di circa 78,5 miliardi di metri cubi. La flessione ha coinvolto tutti i principali comparti economici: i consumi domestici sono calati del 24%, quelli industriali del 20%, mentre il settore dei servizi e delle attività commerciali ha registrato una riduzione del 19%. Anche la produzione di elettricità e calore ha ridotto il ricorso al gas del 18%.

Una parte significativa di questo risultato è attribuita alla rapida diffusione delle tecnologie pulite. Tra il 2022 e il 2024 nei Paesi membri sono state installate circa 7,6 milioni di pompe di calore, con Francia, Italia e Germania in testa alla classifica delle nuove installazioni. Nello stesso arco temporale sono entrati in esercizio 146 gigawatt di nuova capacità fotovoltaica e oltre 43 gigawatt di impianti eolici, contribuendo ad aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’impatto delle energie rinnovabili

L’impatto di questi investimenti è già misurabile. Le stime di Ieefa indicano che nel solo 2024 l’incremento della produzione da fotovoltaico ed eolico, insieme alle nuove pompe di calore, ha evitato il consumo di circa 8,8 miliardi di metri cubi di gas naturale. Un quantitativo pari a circa due terzi delle importazioni europee di gas naturale liquefatto provenienti dal Qatar nello stesso anno.

Lo studio guarda anche agli obiettivi del prossimo quinquennio. Se l’Unione europea riuscirà a mantenere il ritmo previsto dal piano di sviluppo energetico – con almeno 4 milioni di nuove pompe di calore, 75 gigawatt di fotovoltaico e 22 gigawatt di eolico installati ogni anno – entro il 2030 queste tecnologie potrebbero ridurre da sole la domanda di gas di circa un quarto rispetto ai livelli attuali, senza considerare i benefici aggiuntivi derivanti dagli interventi di efficienza energetica.

Il volume di gas risparmiato sarebbe superiore a oltre il doppio del Gnl che l’Europa potrebbe importare dal Qatar nel 2030, rafforzando la sicurezza energetica del continente in vista dello stop definitivo alle importazioni di gas russo previsto dal 2027.

Per Ieefa, i risultati ottenuti dimostrano l’efficacia della strategia avviata con il piano REPowerEU dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La sicurezza energetica, sottolinea il rapporto, non dipende soltanto dalla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ma soprattutto dalla capacità di ridurre in modo permanente il consumo di gas attraverso elettrificazione, efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili.

Una strategia che, secondo gli analisti, consentirà all’Europa di diminuire progressivamente sia le importazioni di Gnl sia quelle di gas via gasdotto, rendendo il sistema energetico meno esposto alle crisi geopolitiche e alla volatilità dei mercati internazionali.

Recapiti
Davide Grassi