Palazzo Guiccioli - Ravenna
Palazzo Guiccioli sorge in via Cavour, nel cuore del centro storico di Ravenna. Restaurato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, ospita un importante polo culturale: Il Museo Byron e del Risorgimento. L'edificio, passato nel 1803 alla proprietà di Alessandro Guiccioli, divenne il cuore delle prime cospirazioni politiche, sfociate poi nei moti carbonari del 1820-1821, e teatro dell'intensa relazione tra il celebre poeta inglese Lord George Gordon Byron e la giovane contessa Teresa Gamba Guiccioli, un amore che proprio a Ravenna diede vita a una stagione letteraria straordinariamente feconda. Il percorso museale valorizza gli affreschi e gli apparati decorativi d'epoca integrandoli con tecnologie multimediali e interattive avanzate. Un'esperienza dinamica articolata in due sezioni chiave, il Museo Byron e il Museo del Risorgimento, concepite per dialogare tra loro e riflettere, in ideale continuità, i fermenti e i valori che hanno animato il XIX secolo. Nel Museo Byron è possibile approfondire l'esperienza umana e artistica del poeta durante il suo soggiorno ravennate. Le sale presentano una selezione di documenti autografi, edizioni d'epoca, dipinti, sculture e oggetti personali appartenuti a Byron e alla contessa Gamba Guiccioli. Il Museo del Risorgimento, al piano nobiliare, illustra le tappe fondamentali del cammino verso l'Unità d'Italia, focalizzandosi in particolare sul ruolo e sui fermenti politici del territorio romagnolo. Il percorso si articola a partire dalla storica raccolta risorgimentale ravennate, arricchita nel tempo da importanti lasciti privati. Attraverso l'esposizione di cimeli, uniformi, armi, dipinti e carteggi, viene documentata la storia d'Italia dalle prime società segrete e dai moti carbonari fino all'epopea garibaldina.
Il Mauriziano - Reggio Emilia
A Reggio Emilia sorge la casa della madre di Ludovico Ariosto, Daria Malaguzzi, di cui rimane traccia grazie al simbolo del casato nobiliare e alla targa affissa sulla facciata. Qui si ritiene che Ludovico Ariosto abbia soggiornato nei periodi estivi e composto opere poetiche. Tramandata col nome di ‘Mauriziano’, perché situata presso la chiesa dedicata a San Maurizio vicino al ponte del torrente Rodano, la villa si raggiunge oltrepassando un arco cinquecentesco e percorrendo un lungo viale di pioppi. Secondo la tradizione, l’edificio fu eretto da Orazio Malaguzzi, morto nel 1583. Nonostante le significative ristrutturazioni intorno al Sei-Settecento, il complesso mantiene l’impianto volumetrico cinquecentesco che lo collega alla cultura della villa rinascimentale. Negli interni si collocano le decorazioni pittoriche eseguite tra il XVI e il XVIII secolo. Il palazzo rimase di proprietà della famiglia Malaguzzi fino al 1863, quando venne acquistato dal Municipio di Reggio Emilia. La visita prevede un percorso ricco di suggestione che si dipana attraverso gli ambienti dell’edificio; tra questi si segnalano per il particolare interesse il Camerino dei Poeti, il Camerino degli Orazi e Curiazi e il Camerino dell’Ariosto. Queste stanze sono arricchite da affreschi della seconda metà del Cinquecento che riproducono, secondo il gusto dell’epoca, scene amorose, di caccia, paesaggi e figure di letterati e poeti.
Villa Ghigi-Pagnani - Associazione Carp Aps di Roberto Pagnani - Ravenna
Villa Ghigi-Pagnani è una casa museo privata che risale al secondo dopoguerra che ospita la collezione di Roberto Pagnani e dalla moglie Raffaella Ghigi, che rappresenta un esempio emblematico di raccolta privata maturata tra il 1955 e il 1965, nel pieno di un intenso rinnovamento delle arti visive europee. La villa fu spazio domestico e, al tempo stesso, luogo di incontro e di esposizione per artisti e intellettuali. Nel 1955 i due coniugi affidano all’architetto Luciano Galassi il progetto della loro residenza, pensata come un vero e proprio spazio d’arte. Il suo sviluppo riflette la curiosità e la sensibilità dei coniugi verso i nuovi linguaggi che, nel secondo dopoguerra, ridefinirono l’idea stessa di pittura: dall’Informale francese e italiano all’Action Painting americano, fino all’Espressionismo astratto, in cui dominano gesto e colore (Appel, Mathieu, Moreni, Vedova e altri). Negli anni successivi la raccolta evolse verso un dialogo “aniconico-iconico” con l’Esistenzialismo lombardo (Banchieri, Cazzaniga, Vaglieri), caratterizzato da tonalità più cupe e introspezione psicologica, per poi approdare all’Antiprocess di Crippa, Ferrò, Harloff, Lebel e Quentin, un movimento critico verso l’ascetismo dell’astrazione e le ultime derive del Surrealismo. Il percorso si completa con opere legate allo Spazialismo e al Nuclearismo, restituendo un quadro ampio e coerente dell’arte europea del dopoguerra. Oggi la collezione è curata dal figlio Giorgio Pagnani e dal nipote Roberto Pagnani Jr., anch’egli artista: entrambi ne proseguono la storia con rinnovata passione, arricchendola di nuove opere e mantenendone intatto lo spirito originario.
Studio d'artista Cesare Ronchi Privato cittadino - Castel Bolognese (Ra)
L’opera di Cesare Ronchi è profondamente legata all’Emilia-Romagna, dove l’artista ha lasciato numerosi interventi scultorei e decorativi in luoghi pubblici di grande valore simbolico. Inserito nell’antica cinta muraria del paese, la struttura del suo studio, noto come “torrione est”, conserva i segni della sua funzione difensiva, come le casematte e le murature massicce adatte all’artiglieria. Negli anni Novanta l’artista l’acquistò e, con un attento lavoro di restauro, la salvò dal crollo, rendendola il luogo destinato ad accogliere i suoi slanci creativi. In questo spazio reso unico in ogni dettaglio, a partire dagli arredi (dalle maniglie delle porte alla scrivania), l’arte di Ronchi respira nelle numerose opere presenti in ogni punto, a testimoniare la sua passione per alcuni soggetti, come il mondo vegetale e gli animali, fonte di ispirazione costante lungo l’intero percorso artistico. Si coglie anche il suo eclettismo nell’utilizzo delle tecniche, una versatilità che gli permetteva di lavorare con tutto quanto la natura offre, dalla creta al legno, dal bronzo alla carta. Fin dal cortile, attraverso lo spazio che conduce al torrione e poi al suo interno, le creazioni esposte accompagnano il visitatore in un viaggio che si addentra nell’universo poetico e scultoreo dell’artista, tra metafore dei prodigi riservati dalla vita e intuizioni dei segreti nascosti nella natura.
Casa museo DonnArtista Elena Guastalla - Guastalla (Re)
Le opere pittoriche di Elena Guastalla sono presenti in importanti istituzioni culturali dell’Emilia-Romagna. I suoi dipinti fanno parte della collezione permanente del Museo nazionale delle arti naïves “Cesare Zavattini” di Luzzara, punto di riferimento per l’arte naïf in Italia. La dimora di Elena Guastalla, nella pianura reggiana, rappresenta il luogo simbolo del talento e della forza espressiva in cui si condensa la personalità di un’artista costantemente connessa al suo slancio di ricerca creativa e all’indomabile forza della natura: il lussureggiante giardino, dominato dalla vegetazione, confina con un parco pubblico a lei intitolato. I murales esterni introducono al mondo “delle favole” che si ritrova nelle stanze colorate della casa, dove il visitatore si muove tra dipinti, abiti sfolgoranti, la toeletta con i trucchi e le parrucche, piatti e vassoi artistici, memorabilia e strumenti del lavoro pittorico: tutti oggetti che testimoniano di una personalità fantasmagorica e fuori dagli schemi. Il percorso prevede alcune stanze tematiche, tra cui quella dedicata ad Antonio Ligabue, della cui eredità la pittrice ha saputo fare tesoro e che fu suo soggetto in diverse tele.
L'Aquilone - Casa e Studio Guido Mariani Aps - Faenza (Ra)
Ceramista nato nella città della ceramica, dove si è formato e ha insegnato per anni, Guido Mariani ha lasciato qui numerose opere pubbliche che testimoniano il profondo legame con il territorio.
Casa e Studio Guido Mariani situata nel cuore del Borgo Durbecco, quartiere storico di Faenza occupa gli spazi di vita e di lavoro dell’artista ed è ricca delle creazioni che rappresentano l’evoluzione del suo percorso artistico. Aperta al pubblico nel 2021, comprende un’area espositiva e uno spazio di produzione e si propone come luogo di incontro, ricerca e conoscenza. All’esterno, alcune installazioni introducono alle forme e al mondo di Guido Mariani e danno vita al rapporto tra la casa e il contesto urbano. Dal 2004 la casa studio fa parte del circuito MAP – Museo all’aperto di Faenza, ideale contenitore urbano che raccoglie opere e installazioni artistiche della città. Su una delle pareti esterne, un aquilone, costante del repertorio ceramico di Mariani fin dagli esordi, si fa simbolo di libertà, leggerezza e sogni infantili.
E qui ha sede anche l’Aquilone, centro dedicato alla valorizzazione e alla diffusione dell’arte ceramica contemporanea, che oltre a promuovere la conoscenza dell’opera di Guido Mariani svolge un’intensa attività di divulgazione e di educazione artistica, con particolare attenzione ai giovani e ai gruppi socialmente più fragili.
Centro studi Dante Bighi - Copparo (Fe)
Dante Bighi fu storico fondatore del movimento del Nouveau Realisme assieme a Pierre Restany, poeta, fotografo, scrittore, grafico e pubblicitario. Ideò e realizzò importanti marchi industriali. All'interno di Villa Bighi sono raccolti dipinti e sculture di Remo Brindisi, Bruno Contenotte e Amilcare Rambelli: facevano parte di una collezione di più di cento opere che dal 1989, per volontà di Bighi, si trovano all'interno del Torrione Estense di Copparo e costituiscono la prima Donazione Bighi. Villa Bighi fu donata al Comune di Copparo nel 1994 da Dante Bighi (Copparo 1926-Milano 1994) con la volontà da parte dell'artista di destinare la struttura alla ricerca e allo sviluppo di attività culturali, artistiche ed intellettuali. La Villa, di ispirazione aaltiana, venne disegnata dallo stesso Bighi nel 1962 come sua dimora copparese e suo unico progetto architettonico. Al suo interno, oltre agli arredi originali, anch'essi donati, si trovano esposte diverse opere, tra cui quelle di Bighi, e una vasta biblioteca contenente collezioni di libri, cataloghi di mostre e pubblicazioni di grafica pubblicitaria dagli anni 1950 agli anni 1980. La Villa ospita il Centro Studi Dante Bighi, associazione ONLUS che si pone l’obiettivo dell’educazione culturale come progetto civico. Il Centro fa parte di una rete interprovinciale, denominata Centri di Produzione del Contemporaneo in Emilia-Romagna (CPC), che vede attivi oltre a Villa Bighi, il Museo Remo Brindisi di Comacchio e le Torri dell’Acqua di Budrio e collegati dal sito internet.