di Francesco Di Lorenzi
Nell’anno in cui celebreremo, a dicembre del 2026, i centotrenta anni di vita e di lotta del nostro amato giornale, ci apprestiamo a vivere la Festa Nazionale dell’Avanti!, ospitata quest’anno a Campobasso come doveroso omaggio al nostro sud ed alla sua importante e radicata tradizione socialista, non come un nostalgico rito di fine stagione estiva, bensì come premessa e promessa di rilancio del nostro impegno quotidiano per una testata che non rappresenta solamente l’origine ed il cuore antico della nostra comunità politica, bensì un patrimonio fondamentale della sinistra italiana e dell’intero Paese. Perché la storia dell’Avanti! è stata per lunghi decenni parte centrale delle vicende nazionali e sappiamo bene come le sue pagine abbiano raccolto e raccontato il pensiero, la vita, perfino i sentimenti, dei maggiori esponenti della vita politica e culturale di questa nazione. Da Bissolati a Treves, da Ignazio Silone a Pietro Nenni, a Sandro Pertini, da Riccardo Lombardi ad Ugo Intini, l’Avanti! ha rappresentato la punta di diamante del giornalismo e del socialismo italiano, strumento essenziale di progresso civile e sociale, di lotta, di mobilitazione. Eppure, il peso a volte perfino pesante di un passato così grandioso ed ingombrante, non deve mettere in secondo piano l’orgoglio per un presente fatto di continuità con quella grande storia e costruito faticosamente tra le macerie della politica post 1992 e in mezzo allo tsunami che ha colpito, ovunque, la stampa di partito. Restiamo un’isola protetta, piccola, fragile, ma che esiste e resiste e continua a guardare al futuro con ostinata determinazione. Si, al futuro, perché crediamo che queste pagine intrise di storia e di passione politica abbiano ancora tanto da scrivere e da raccontare e perché mai come oggi c’è bisogno della voce del socialismo italiano. Di fronte al dilagare di nuovi quanto pericolosi fascismi, dove mostruosità come le classi separate per i disabili entrano nel programma politico dell’Adf, prima forza del principale Paese europeo, ed i diritti faticosamente costruiti in un secolo di lotte vengono messi in pesante discussione dal tecno capitalismo trumpiano e dai suoi epigoni, le voci libere e non allineate come l’Avanti! rappresentano uno strumento indispensabile a difesa della libertà, della democrazia e di reale controinformazione. Certo dobbiamo combattere contro nuove e sofisticate forme di censura, basate sullo strapotere economico dei colossi del Big Tech, sulla tirannia degli algoritmi e sulla feroce concorrenza di un’informazione apparentemente neutra ma in realtà addomesticata e mainstream, ma siamo sicuri di riuscire a superare anche queste barriere, come l’Avanti! ha resistito e vinto contro chi voleva soffocare la sua voce libera con incendi, violenze, sequestri e censure. Per vincere anche questa sfida, tuttavia, occorre l’impegno di tutta la nostra generosa comunità politica, di tanti piccoli gesti che possono aiutarci a proiettare la nostra preziosa tradizione nell’informazione del ventiduesimo secolo; abbonarsi, condividere gli articoli sui social, stampare ed affiggere le prime pagine del giornale nei piccoli comuni, far circolare le nostre idee sul web sfruttando a nostro vantaggio la velocità ed il vasto pubblico della rete. Ogni singola sezione può dare il suo prezioso contributo tramite un abbonamento collettivo, così come ogni singolo militante può fare molto anche con un semplice click, perché l’intero partito ha il dovere di difendere, proteggere e far crescere la voce che per intere generazioni di socialisti ha rappresentato il cuore del nostro movimento. L’Avanti! ne ha passate tante, rischiando più volte la chiusura, ma è sempre rinato grazie alla generosità e alla riconoscenza del suo grande popolo. Ugo Intini ricordava così i lunghi decenni in cui il nostro giornale ha curato, educato ed istruito milioni di italiani e questa opera quasi pedagogica è sempre stata ripagata dal sostegno incondizionato della comunità socialista: “L’Avanti! viene letto collettivamente nei circoli e sui luoghi di lavoro, diventa una “bibbia” laica dei poveri, lancia campagne martellanti e apparentemente ingenue che, con linguaggio moderno, potrebbero essere definite pubblicità progresso: contro l’alcolismo, come oggi contro la droga; contro la bestemmia e il maltrattamento degli animali; per l’emancipazione della donna e per il controllo delle nascite; per il rispetto delle regole igieniche. Sulle prime pagine del suo quotidiano il presupposto di ogni campagna di progresso è proprio l’alfabetizzazione. Anche questa opera concreta è tra i meriti storici dell’umanesimo socialista”. Abbiamo ancora tanto da dare e da dire all’Italia, ai lavoratori, a chi è ai margini, ai nuovi e vecchi proletari degli anni duemila: il socialismo italiano è vivo e vegeto e l’Avanti! continuerà ad essere la sua voce e a combattere in prima fila le sue storiche battaglie di libertà e di giustizia sociale. Buona festa a tutte e tutti!
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