Legge elettorale, fiducia alla Camera per il via libera definitivo
La Camera si prepara al passaggio definitivo della riforma della legge elettorale, con il Governo intenzionato a porre la questione di fiducia dopo le tensioni emerse sulle preferenze. Il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione Affari costituzionali è scaduto il 22 settembre, mentre l’esame in Aula partirà il 29 settembre e il voto finale è atteso entro il 9 ottobre. La maggioranza assicura compattezza, nonostante restino alcune perplessità interne, mentre le opposizioni contestano sia l’impianto della riforma sia il ricorso alla fiducia. Il testo introduce l’indicazione del candidato premier, un premio di governabilità di 70 deputati e 35 senatori per la coalizione che superi il 42% dei voti in entrambe le Camere e il ritorno delle preferenze con capilista bloccati. Meloni rivendica la riforma come uno strumento per rafforzare la centralità degli elettori e la stabilità degli esecutivi, mentre le opposizioni mantengono una linea di netta contrarietà al provvedimento.
Manovra, il tesoretto possibile arriva dagli avanzi del PNRR
Gli avanzi del PNRR potrebbero diventare una delle leve su cui il Governo costruirà parte della prossima manovra. Il precedente è già stato creato con il decreto sul bollo auto, finanziato per circa 1,7 miliardi attraverso risorse del Piano rimaste senza obbligazioni giuridicamente vincolanti o obiettivi ancora da raggiungere. Ora l’attenzione si sposta sulla consistenza reale di questo bacino: le stime che circolano tra i ministeri parlano di 7-10 miliardi, sopra i 5 miliardi indicati a inizio anno da Corte dei Conti e Ragioneria generale dello Stato, anche se la rendicontazione è ancora in corso. Il vantaggio è evidente: trattandosi di spesa già incorporata nei tendenziali, il riutilizzo di questi fondi non genera nuovo deficit. Da qui l’ipotesi di impiegarli per la transizione energetica e per alcune misure di flessibilità pensionistica. Sul primo fronte, il Governo prepara un pacchetto da discutere con Bruxelles, dagli incentivi per le pompe di calore agli accumuli di energia rinnovabile; sul secondo, la Lega rilancia l’uscita a 64 anni anche per chi rientra nel sistema misto. Al MEF, però, prevale la cautela: per Giorgetti gli eventuali margini aggiuntivi non sono un “tesoretto” da spendere, ma uno spazio da utilizzare soltanto in presenza di risparmi effettivi e compatibili con gli equilibri di finanza pubblica.
Tassa sugli extraprofitti, il dossier torna sul tavolo UE
Sei Paesi europei – Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia e Austria – tornano a spingere per l’introduzione di una tassa europea sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, rilanciando il dossier all’Eurogruppo di Dublino. La richiesta nasce dall’aumento dei prezzi innescato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalla convinzione che le misure adottate finora non siano state sufficienti a contenere stabilmente i costi per famiglie e imprese. La Commissione, però, per il momento frena: il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha escluso che sia in preparazione una proposta a livello Ue, ricordando che gli Stati possono comunque intervenire autonomamente. Giancarlo Giorgetti scommette però su un ampliamento del consenso e ritiene che Bruxelles potrebbe essere chiamata a prendere atto di una maggioranza favorevole. Berlino chiede alla Commissione opzioni concrete, mentre Madrid sostiene che eventuali extraprofitti vadano tassati per distribuire in modo più equo il peso della crisi. Più cauta Parigi, che mette in guardia da soluzioni uniformi applicate a sistemi energetici molto diversi. Il confronto è destinato a riaprirsi all’Ecofin di ottobre, quando la presidenza irlandese chiederà nuove valutazioni alla Commissione. Per Giorgetti, il nodo non riguarda soltanto i prezzi, ma anche la competitività europea e la necessità di individuare con precisione dove si formino gli extraprofitti.
Mar Rosso, l’Italia prepara la scorta ai mercantili
Il controllo degli Houthi sullo Stretto di Bab el-Mandeb trasforma il Mar Rosso in uno dei fronti più delicati per i traffici internazionali e spinge l’Italia a valutare una risposta diretta a tutela dei propri mercantili. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto alla Marina di verificare la possibilità di impiegare forze italiane già presenti nell’area per scortare le navi nazionali, anche richiamandole sotto comando italiano senza attendere i tempi decisionali della missione europea Aspides. La priorità è evitare che eventuali ritardi aggravino una situazione già complessa, con conseguenze dirette per l’economia e per la sicurezza dei traffici. Resta ancora da definire il dispositivo operativo, così come l’eventuale necessità di una nuova autorizzazione parlamentare. Intanto gli Houthi rafforzano le proprie posizioni attorno allo stretto e ampliano le capacità di attacco contro obiettivi marittimi, mentre resta alta la tensione con l’Arabia Saudita. La fregata italiana Bergamini è già presente a Gibuti nell’ambito di Aspides, mentre Roma valuta se e come garantire una protezione più immediata alle navi italiane in transito.
Social Review: i trend topic dell’ultimo mese
Matteo Salvini
L’esponente politico italiano con l’uscita più performante sul tema Bollo Auto è Matteo Salvini. Il leader della Lega ha pubblicato sul suo profilo Instagram un video in cui racconta l’esenzione fino ai 80 kW decisa dal governo: “Promessa mantenuta: via il bollo auto e moto nel 2027. Taaac! Era un impegno preso da tempo e oggi in Consiglio dei Ministri l’abbiamo deciso (…)”. Il contenuto ha ottenuto più di 197K interazioni, di cui però più di un terzo sono commenti. Il post più performante di Giorgia Meloni, invece, ha raggiunto le 148K interazioni, di cui solo il 5% di commenti: il primato sull’engagement di Salvini è quindi attribuibile anche alle polemiche che attira all’interno del suo profilo. Il dibattito italiano online ha avuto il suo picco il 17 settembre (40.8K menzioni), il giorno dopo l’annuncio del provvedimento, andando poi a diminuire nell’ultima settimana. Considerando l’ultimo mese, in Italia si contano 129K menzioni e 5.4 milioni di interazioni.
Davide Aiello
Il politico italiano con più interazioni sul tema Sigfrido Ranucci è Davide Aiello, deputato alla seconda legislatura con il Movimento 5 Stelle – a conferma della vicinanza che il partito di Giuseppe Conte ha espresso verso l’ex conduttore di Report. Il parlamentare ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un post in difesa di Report, lamentando una possibile ingerenza del governo sulla trasmissione di Rai 3: “(…) La Rai non è proprietà del Governo Meloni. È dei cittadini che la finanziano e hanno diritto a un’informazione libera, autonoma e capace di fare domande scomode anche a chi governa. (…) Giù le mani da Report. Giù le mani dal giornalismo d’inchiesta.” (56.2K interazioni). Come si evince dal grafico, il tema è stato centrale nel dibattito italiano durante il mese di agosto, con un picco di menzioni il 29 agosto (32.1K menzioni) relativo alla decisione della Rai di togliere la conduzione del programma a Ranucci, mentre si è notevolmente ridimensionato nelle ultime settimane. Le citazioni totali in Italia nell’ultimo mese sono state 240K, mentre il tasso di engagement ha raggiunto gli 8.1 milioni di interazioni.