Introduzione
“La Regione prenda posizione sulla partecipazione all’Eima 2026 di Netafim, impresa diretta da società israeliana”.
La richiesta arriva da Lorenzo Casadei (M5s) con un’interrogazione sottoscritta anche, da Giovanni Gordini dei Civici, e da Simona Larghetti e Paolo Burani di (Avs).
Casadei spiega che “Netafim Italia è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Netafim Ltd, società israeliana operante nel settore dell’irrigazione di precisione e partecipata all’80 per cento dal gruppo messicano Orbia. Il rapporto della relatrice speciale delle Nazioni Unite ‘From economy of occupation to economy of genocide’ indica Netafim fra le imprese le cui attività avrebbero contribuito all’economia dell’occupazione, collegando le sue tecnologie allo sfruttamento di terra e acqua in Cisgiordania e all’espansione delle colture israeliane nella valle del Giordano, in un contesto di restrizioni all’accesso all’acqua per gli agricoltori palestinesi. Inoltre, il centro di ricerca Who Profits ha documentato forniture e sperimentazioni di tecnologie irrigue di Netafim in insediamenti israeliani, fra cui Kalia e Gilgal nella valle del Giordano, e nel Golan siriano occupato, nonché la collaborazione con mPrest per lo sviluppo della piattaforma NetBeat”. In sintesi, per il consigliere “nell’aggiornamento del settembre 2026 del database dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani sulle imprese coinvolte in determinate attività connesse agli insediamenti israeliani sono elencate Netafim Ltd e Orbia Advance Corp: la partecipazione regionale in BolognaFiere rende, quindi, opportuno un confronto con gli organizzatori della manifestazione, fondato su elementi documentati e su criteri trasparenti, proporzionati e non discriminatori”.
La risposta di Colla
La risposta della Giunta è affidata al vicepresidente Vincenzo Colla: “Condanniamo l’operato di Netafim in Cisgiordania e nel Golan, ma non possiamo intervenire perché non abbiamo potere sulle scelte imprenditoriali collegate alle manifestazioni fieristiche. Le linee guida regionali sugli appalti etici riguardano solo il sistema sanitario relativamente ai contratti pubblici. Eima, peraltro, non è una rassegna a gestione diretta, tanto che BolognaFiere si limita a concedere gli spazi”.
L’assessore fa poi un’analisi politica: “Sotto il profilo etico, la Regione Emilia-Romagna condanna qualsiasi violazione del diritto internazionale. Per questo abbiamo deciso, con il presidente de Pascale, di interrompere i rapporti con il governo di Israele, scelta che confermiamo: abbiamo, comunque, deciso di trasmettere la risposta a questa interrogazione direttamente alla direzione di BolognaFiere. La nostra posizione è chiara”.
Parole alla luce delle quali Lorenzo Casadei si è detto soddisfatto, perché “la pressione è solo politica e per noi consegnare questa risposta a BolognaFiere rappresenta un risultato positivo. Il concetto cardine è quello del rispetto del diritto internazionale”.
Ultimo aggiornamento: 06-10-2026, 14:09