Non più solo arco e frecce, in Trentino i cinghiali si cacciano con fucili a pompa a canna liscia. OIPA: "Inammissibile" - OIPA Italia

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Comunicato stampa
20 ottobre 2026

Dopo arco e frecce, in Trentino i cinghiali si potranno cacciare anche con fucili a pompa a canna liscia: una decisione che la Provincia di Trento sta portando avanti nonostante il parere contrario dell’Ispra e dell’Osservatorio faunistico provinciale, e che rappresenta un’ulteriore grave minaccia per la fauna selvatica locale.

L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) si schiera con fermezza contro questa proposta, come già aveva fatto lo scorso luglio con l’introduzione dell’uso di arco e frecce nella caccia al cinghiale – provvedimento che potrebbe concretizzarsi in via sperimentale a partire dal 2027.

La nuova delibera nasce, secondo quanto riferito, dalla necessità di contrastare il diffondersi dei cinghiali e per controllarne la popolazione nelle zone antropizzate, dove l’uso di armi da fuoco a canna rigata è precluso. Tutto questo, allo scopo di contrastare la diffusione della peste suina africana, che però è notoriamente una patologia non trasmissibile all’essere umano e dalla quale il Trentino attualmente è indenne.

“La Provincia di Trento ci mette di fronte all’ennesimo provvedimento anacronistico, estremo e pericoloso ai danni della fauna selvatica e della sicurezza pubblica. L’OIPA è da sempre contraria alla pratica venatoria, e in questo caso il parere negativo espresso dall’Ispra rafforza le nostre preoccupazioni. L’utilizzo di armi meno precise aumenta il rischio di ferire gli animali senza ucciderli sul colpo, provocando inutili sofferenze, e solleva ulteriori criticità per la sicurezza pubblica, soprattutto in un territorio montano e boschivo come il Trentino. È sconcertante che, nel 2026, si possa anche solo pensare di ricorrere a pratiche del genere, anche se il Trentino ci ha abituati a mosse che minano pericolosamente la tutela della fauna selvatica. Chiediamo che venga ritirata senza esitazioni e che per la gestione della fauna selvatica siano adottate soluzioni realmente efficaci, etiche e basate sulle evidenze scientifiche.”

Alessandro Piacenza, responsabile tutela fauna selvatica OIPA Italia

L’OIPA ricorda l’esistenza di metodi scientificamente validi e non cruenti per la gestione degli animali selvatici. Tra questi, ad esempio, c’è la sperimentazione del vaccino contraccettivo – autorizzata da tempo dal Ministero della Salute – per il contenimento delle popolazioni di cinghiale di cui, però, non si conoscono gli sviluppi e che meriterebbero un aggiornamento.

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