Consegnati i riconoscimenti del Premio Avanti! 2026 - Partito Socialista Italiano

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di Redazione

Così come annunciati nel corso della Festa nazionale dell’Avanti! svoltasi a Campobasso dall’11 al 13 settembre, sono stati consegnati nei giorni scorsi i riconoscimenti della seconda edizione del Premio Avanti! l’iniziativa promossa da Avanti! e Avanti! della domenica dedicata al giornalismo, alla qualità dell’informazione e al pluralismo. Un premio è stato consegnato a Gaspare Borsellino, direttore responsabile dell’agenzia Italpress, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nel tempo nei confronti della comunità socialista italiana. A consegnare il riconoscimento è stato Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti PSI e direttore politico dell’Avanti! Presente anche Gaetano Amatruda, direttore editoriale del Network Avanti e componente della giuria, assieme a Livio Valvano, Giada Fazzalari, direttori dell’Avanti! online e dell’Avanti! della domenica e a Daniele Unfer, che ha individuato i premiati della seconda edizione. «Gaspare Borsellino ha costruito con Italpress un’esperienza editoriale importante, capace di crescere, innovarsi e affermarsi nel panorama dell’informazione italiana e internazionale. Il suo lavoro e quello dell’agenzia rappresentano un contributo prezioso al pluralismo, che resta uno dei pilastri della nostra democrazia» ha dichiarato Enzo Maraio durante la consegna. «Di Gaspare Borsellino ho sempre apprezzato, insieme alla professionalità, la grande signorilità nei rapporti umani. Una qualità mai scontata nel nostro mestiere e che rende ancora più significativo questo riconoscimento» ha aggiunto Gaetano Amatruda. Un altro dei riconoscimenti del Premio Avanti 2026 è quello assegnato ad Andrea Pucci, protagonista da oltre quarant’anni del giornalismo italiano e punta di diamante dell’informazione Mediaset. Dalla cronaca nera e giudiziaria de il Giornale, dove Indro Montanelli gli affidò la guida della redazione romana, alla vicedirezione de Il Tempo, dall’esperienza alla guida dell’Adnkronos fino al TG5 e alla direzione di NewsMediaset: una carriera costruita nelle redazioni e nell’organizzazione dell’informazione. Pucci rappresenta una figura sempre più rara: un giornalista che ha raggiunto i vertici senza innamorarsi del protagonismo. Non ha scelto di diventare personaggio o opinionista televisivo, ma ha continuato e continua a fare il giornalista: prima raccontando direttamente i fatti, poi organizzando il racconto degli altri. Conosce le redazioni, rispetta i cronisti, ascolta e decide. E, nei tanti ruoli ricoperti, ha fatto del pluralismo una regola professionale, non una concessione. «Siamo felici di premiare Andrea Pucci – ha dichiarato Enzo Maraio alla consegna del premio – un grande giornalista che ha attraversato oltre quarant’anni di informazione italiana mantenendo intatta la passione per il mestiere. Nei ruoli di grande responsabilità che ha ricoperto ha sempre garantito professionalità e pluralismo». «Andrea Pucci è innanzitutto un galantuomo; un direttore – ha detto Gaetano Amatruda – che, sempre, ha continuato a sentirsi cronista anche ai vertici dell’informazione. Uno di quei giornalisti che preferiscono far parlare le notizie piuttosto che parlare delle notizie». Un altro riconoscimento è andato a Matteo Pucciarelli, giornalista di Repubblica. Il premio è stato assegnato a Pucciarelli per aver seguito negli anni le vicende del socialismo italiano e per essere stato tra i primi a raccontare il progetto di Avanti PSI dopo l’ultimo Congresso nazionale di Napoli. Pucciarelli, firma de ‘La Repubblica’, è soprattutto un cronista. Un giornalista che segue, osserva, approfondisce e racconta. Attento ai fenomeni politici, anche quelli che inizialmente sembrano marginali, è stato tra i primi, anzi il primo, a scrivere di Roberto Vannacci, intercettando un fenomeno destinato ad assumere rilevanza nazionale. Un esempio di giornalismo che cerca le notizie, le scopre e le racconta prima che diventino patrimonio del dibattito pubblico. «A Matteo Pucciarelli va la nostra gratitudine per l’attenzione che ha sempre riservato alle vicende socialiste e, più in generale, alle trasformazioni della politica italiana. È un giornalista serio, curioso, attento, capace di cogliere i cambiamenti e raccontarli con professionalità. Il Premio Avanti vuole essere anche un riconoscimento al valore del giornalismo e del pluralismo dell’informazione» ha dichiarato Enzo Maraio. «Matteo è un collega di grande qualità. Rappresenta un modo di fare giornalismo sempre più raro: quello che studia, approfondisce e soprattutto verifica le notizie, guardando all’unica cosa che conta davvero nel nostro lavoro: i fatti. Ci unisce una particolare sensibilità e attenzione per questioni che abbiamo spesso condiviso, come la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, in un tempo segnato dai conflitti e da quelle guerre che iniziano proprio con le parole» ha sottolineato Giada Fazzalari, direttrice dell’Avanti! della domenica. «Matteo è un cronista vero. Non aspetta che le notizie arrivino, le cerca. Segue i fenomeni politici quando ancora pochi li osservano» ha aggiunto Gaetano Amatruda. Infine un Premio Avanti! 2026 è stato assegnato anche al Corriere della Sera in occasione dei suoi 150 anni, come omaggio a una storia che attraversa un secolo e mezzo di vita italiana. Un anniversario che rappresenta anche l’occasione per sottolineare il ruolo del giornalismo professionale nella formazione dell’opinione pubblica e nella vita democratica del Paese.

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