Oggi un post diverso dal solito… non vi parlo di viaggi, ma del Sud Italia, quello che per tanti è un luogo di vacanza ma che per molti, me compresa, è casa. Non vi parlerò di politica né di economia, perché non rientra nelle tematiche di questo spazio, ma nel mio piccolo sento il bisogno di raccontarvi cosa sta succedendo al Sud.
Una casa che d’estate viene presa d’assalto
Per molti il Sud Italia è solo un luogo di vacanza, ma per tanti altri, me compresa, è casa. È una casa che d’estate viene presa d’assalto dai turisti e che si riempie durante i ponti e le festività, ma che troppo spesso viene dimenticata quando le vacanze finiscono. Eppure il Sud esiste tutto l’anno: esiste anche quando le telecamere si spengono e i riflettori si spostano altrove, anche quando i problemi non fanno abbastanza notizia.
Cosa sta succedendo: le proteste del trasporto merci
Da più di un mese il trasporto merci è al centro di proteste e scioperi che stanno mettendo in difficoltà interi territori del Sud. Alla base della mobilitazione degli autotrasportatori c’è il caro gasolio, arrivato a sfiorare i 2,30 euro al litro. Tra le richieste, Trasportounito ha chiesto un aumento del 15% delle tariffe dell’autotrasporto per compensare l’impennata dei costi, mentre i camionisti chiedono anche un sistema automatico che adegui i compensi alle variazioni del prezzo del carburante.
Le conseguenze si sono viste nella vita di tutti i giorni. La mancanza di merci sugli scaffali è stata segnalata in diversi supermercati di Abruzzo, Molise, Puglia, Campania e Calabria. A Napoli decine di camion si sono fermati nei pressi del porto, bloccando le operazioni di carico e scarico nei centri di distribuzione, soprattutto dei prodotti freschi. In Sicilia sono state segnalate carenze di pasta fresca, formaggi confezionati, carne, frutta e verdura, e in alcune zone anche distributori a secco.
Sul fronte istituzionale, il governo ha sbloccato circa 480 milioni di euro e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di “inizio di un percorso”, annunciando pagamenti a 32.000 aziende entro novembre. Le risorse, tuttavia, non hanno fermato tutte le proteste: in Sicilia è stata annunciata la revoca del fermo, mentre in Calabria e in altre aree del Sud i presìdi sono proseguiti.
Gli scaffali vuoti dei supermercati, la mancanza di gasolio, le difficoltà delle attività locali, le famiglie che fanno i conti con l’aumento dei prezzi: questa è la realtà quotidiana di tante persone.
Le vetrine di Milano e la voce del Sud
E mentre il Sud fatica a far sentire la propria voce, le vetrine rotte di Milano occupano le prime pagine di tutti i TG e giornali. Per cronaca, il 17 ottobre una manifestazione contro il carovita si è trasformata in violenti scontri in zona Duomo, con alcune decine di feriti e diversi fermi, e le devastazioni sono proseguite anche il giorno seguente, con centinaia di persone, in gran parte a volto coperto, che hanno danneggiato e saccheggiato alcuni negozi nelle vie del centro. Dopo quel fine settimana il Consiglio dei ministri ha varato un nuovo decreto su sicurezza e criminalità minorile.
Il Sud, intanto, chiede attenzione. Perché il costo della vita aumenta, ma gli stipendi restano troppo spesso tra i più bassi d’Italia, e per tante famiglie arrivare a fine mese è diventata una sfida quotidiana.
Nascere al Sud: restare o partire
Nascere al Sud non è sempre facile. Impari presto a rimboccarti le maniche, a lottare per quello che vuoi e a fare il doppio della fatica per raggiungere gli stessi traguardi. E a volte sei costretto a scegliere: restare nella tua terra, accanto ai tuoi affetti, oppure partire per cercare le opportunità che a casa non trovi. Una scelta che nessuno dovrebbe essere costretto a fare!
Quello che il Sud mi ha insegnato
Ma se c’è una cosa che il Sud mi ha insegnato è non arrendermi mai, perché crescere qui significa anche imparare a reinventarsi, a resistere e a trovare la forza di andare avanti. Il Sud non è soltanto mare, sole, bellezza e vacanze, ma anche casa, lavoro, dignità, futuro. E merita di essere ascoltato 365 giorni l’anno.
Se anche tu sei nato al Sud, condividi questo articolo e raccontami nei commenti cosa significa per te.