Il dato Istat di ottobre, che vede l’inflazione schizzare al +5,4% tornando ai livelli di agosto 2023, non è una semplice statistica: è lo specchio di una realtà quotidiana drammatica per milioni di consumatori. Purtroppo, constatiamo che le politiche adottate fino a ora si dimostrano totalmente inadeguate alla dimensione e al fenomeno di questa crisi. Lo dichiara Giovanni Bellissima, Presidente nazionale dell’Adoc, commentando le stime diffuse oggi dall’Istat.
A pesare in modo determinante – continua Bellissima – è l’esplosione dei beni energetici al +31,4%, alimentati dalle tensioni geopolitiche internazionali. Un’ondata di rincari che si ripercuote a cascata su beni primari e servizi essenziali: i prodotti alimentari non lavorati accelerano al +7,5%, i trasporti raddoppiano il tasso di crescita dal +1,6% al +3,1% e il carrello della spesa aumenta al +2,5%.
Questi dati certificano l’avvio di un autunno pesantissimo, una vera e propria stangata tra bollette altissime e spese quotidiane che stanno diventando insostenibili: questi aumenti rischiano di travolgere definitivamente le fasce più fragili della popolazione, spingendo verso la povertà economica ed energetica milioni di famiglie già allo stremo.
Mentre continuiamo a denunciare la realtà drammatica di molte persone, il Governo resta immobile in un preoccupante vuoto di iniziativa, fatto di interventi frammentari e tardivi. Non si può continuare a gestire una crisi strutturale con logiche emergenziali o con bonus una tantum. Occorrono strumenti incisivi e strutturali partendo da un principio inderogabile: rimettere la persona, i suoi bisogni reali e la sua dignità al centro delle politiche del nostro Paese.v