Automotive, ecco il nuovo Piano d’azione per l’industria europea - I-Com, Istituto per la Competitività

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Il Piano d’azione industriale per il settore automotive europeo, recentemente pubblicato dalla Commissione europea, rappresenta una risposta alle sfide senza precedenti che deve affrontare il comparto. Piuttosto che un approccio frammentario, il piano offre una visione globale attraverso cinque aree strategiche progettate per garantire il futuro di un’industria che rappresenta 1 trilione di euro di PIL e impiega 13 milioni di europei.

Ognuno dei cinque pilastri del piano è corredato da azioni:

  1. Innovazione e digitalizzazione:
    • Istituzione di un’Alleanza europea per i veicoli connessi e autonomi (2025)
    • Creazione di banchi di prova transfrontalieri su larga scala per veicoli autonomi (a partire dal 2026)
    • Armonizzazione dei quadri normativi per la guida autonoma, incluse le procedure di approvazione
    • Stanziamento di 1 miliardo di euro attraverso Horizon Europe per l’innovazione nel settore automotive (2025-2027)
    • Sviluppo di una piattaforma software per veicoli definiti dal software
    • Sostegno allo sviluppo della tecnologia di batterie di nuova generazione
  2. Mobilità Pulita:
    • Modifica degli standard di emissione di CO₂ per consentirne la valutazione della conformità combinata per il periodo 2025-2027
    • Accelerazione della diffusione delle infrastrutture di ricarica attraverso l’iniziativa del Corridoio europeo per il trasporto pulito
    • Messa a disposizione di 570 milioni di euro nell’ambito della Struttura per le infrastrutture di carburanti alternativi (2025-2026)
    • Introduzione di linee guida per accorciare le procedure di connessione alla rete per i punti di ricarica
    • Sostegno ai programmi di leasing sociale per gli utenti dei trasporti vulnerabili
    • Lancio di iniziative per decarbonizzare le flotte aziendali
    • Introduzione di misure per garantire l’accesso alle informazioni sulla salute delle batterie e alla riparazione
  3. Competitività e resilienza della catena di approvvigionamento:
    • Implementazione di un pacchetto “Battery Booster” con fino a 3 miliardi di euro dal Fondo per l’innovazione
    • Sostegno alla produzione di batterie attraverso il supporto diretto alla produzione e aiuti di Stato
    • Facilitazione degli investimenti congiunti del settore privato nella catena del valore a monte delle batterie
    • Azioni per migliorare il riciclaggio dei materiali automobilistici
    • Perseguimento di requisiti di contenuto europeo per celle e componenti di batterie nei veicoli elettrici
  4. Dimensione sociale e delle competenze:
    • Istituzione di un Osservatorio europeo per la transizione equa per monitorare le tendenze occupazionali
    • Modifica del regolamento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per sostenere meglio i lavoratori
    • Destinazione di fino a 90 milioni di euro in sovvenzioni Erasmus+ per partenariati sulle competenze automobilistiche (2026)
    • Creazione di un quadro per iniziative settoriali sulle competenze nelle industrie strategiche
  5. Parità di condizioni e ambiente imprenditoriale:
    • Perseguimento di accordi di libero scambio e partenariati internazionali
    • Proposta di condizioni per gli investimenti esteri per aumentare il loro valore aggiunto per l’UE
    • Adozione di misure di semplificazione normativa per l’industria automobilistica
    • Utilizzo di strumenti di difesa commerciale per combattere pratiche sleali
    • Implementazione di regole di origine specifiche nelle misure di difesa commerciale per i veicoli elettrici

Complessivamente, il piano mira a sostenere la transizione dell’industria automobilistica verso veicoli a zero emissioni, connessi e automatizzati, mantenendo al contempo una solida base produttiva europea e garantendo la competitività nel mercato globale.

UNA TRASFORMAZIONE STRATEGICA IN UN CONTESTO DI SFIDE GLOBALI

Il piano riconosce una dura realtà: l’industria automotive europea sta attraversando una trasformazione strutturale di proporzioni storiche. La transizione verso la mobilità elettrica sta accelerando rapidamente, ma non senza difficoltà per l’Unione europea, con un’auto su cinque venduta a livello globale che oggi è elettrica, al contrario dei dati per il 2024 dell’Unione, che vedono solo l’11% di immatricolazioni full-electric e un 8% di ibride plug-in.

Fig.1: Nuove immatricolazioni di veicoli UE, per tipologia di alimentazione (2024)

Fonte: ACEA

Contemporaneamente, l’ascesa dei veicoli definiti da software e tecnologie di guida autonoma sta rimodellando il panorama competitivo, con i produttori europei che rischiano di rimanere indietro rispetto alle aziende tecnologiche e ai nuovi attori del settore automobilistico di altre regioni.

La strategia di innovazione e digitalizzazione della Commissione è particolarmente ambiziosa, riconoscendo che software, IA e architettura informatica determineranno la competitività futura dell’automotive. L’istituzione di un’Alleanza europea per i veicoli connessi e autonomi nel 2025 segnala il riconoscimento che la collaborazione tra gli attori europei è essenziale per sviluppare blocchi condivisi di software e hardware. Il piano affronta anche la frammentazione normativa che ha ostacolato lo sviluppo dei veicoli autonomi in Europa rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, con proposte per quadri armonizzati e banchi di prova transfrontalieri su larga scala.

Sulla mobilità pulita il piano mostra pragmatismo riconoscendo le recenti realtà del mercato. Il rallentamento nell’adozione dei veicoli elettrici in Europa ha portato a un approccio flessibile agli standard di emissione di CO₂, consentendo ai produttori di bilanciare la conformità su più anni (2025-2027). Questo dimostra la volontà della Commissione di salvaguardare la capacità di investimento dell’automotive mantenendo al contempo le ambizioni ambientali. L’attenzione alla diffusione delle infrastrutture di ricarica attraverso iniziative come il Corridoio europeo per il trasporto pulito mostra anche il riconoscimento che le lacune infrastrutturali rimangono una barriera critica all’adozione dei veicoli elettrici.

Più notevole è il pacchetto “Battery Booster”, che affronta lo svantaggio competitivo dell’Europa nella produzione di batterie. Con le batterie che rappresentano il 30-40% del valore di un veicolo elettrico, garantire una catena di approvvigionamento nazionale competitiva in termini di costi è fondamentale sia per ragioni economiche che strategiche. L’impegno di 3 miliardi di euro dal Fondo per l’innovazione, insieme al potenziale supporto diretto alla produzione, indica la disponibilità della Commissione a fare investimenti sostanziali in questa tecnologia critica.

La dimensione sociale del piano riconosce le profonde sfide occupazionali che ci attendono. L’Osservatorio europeo per la transizione equa consentirà un approccio più proattivo alla gestione delle transizioni della forza lavoro, mentre le modifiche al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione forniranno un supporto più immediato ai lavoratori colpiti. Questo riflette la comprensione che la transizione deve essere non solo ambientalmente sostenibile ma anche socialmente giusta.

Sul commercio internazionale e la competitività, la Commissione segnala una posizione più assertiva riguardo all’accesso al mercato e alla concorrenza sleale. L’esplorazione di condizioni per gli investimenti esteri per aumentare il valore aggiunto dell’UE, insieme a regole di origine specifiche nelle misure di difesa commerciale, suggeriscono una ricalibratura strategica nel modo in cui l’Europa si relaziona con i mercati globali e i concorrenti d’oltremare.

CONCLUSIONI

Sebbene ambizioso, il piano deve affrontare significative sfide di attuazione. Molte azioni richiedono coordinamento tra molteplici Stati membri con priorità e capacità diverse. Le risorse finanziarie, sebbene considerevoli, potrebbero rivelarsi insufficienti data la scala della trasformazione necessaria. Inoltre, il piano deve confrontarsi con una concorrenza globale in accelerazione, in particolare dalla Cina, i cui produttori continuano a guadagnare abilità tecnologica e vantaggi di costo.

Tuttavia, il Piano d’Azione rappresenta la risposta europea più completa finora alla trasformazione del settore automotive. Il suo successo dipenderà non solo dalla rapida implementazione, ma anche dalla capacità dei produttori, fornitori e politici europei di lavorare insieme in modi senza precedenti, per garantire il futuro dell’industria in un panorama globale sempre più competitivo.

Recapiti
Cristina ORLANDO