Se vendi online e senti che stai facendo tutto il possibile, ma i risultati sono instabili, non sei sfortunato: probabilmente stai prendendo decisioni su dati sbagliati o su priorità sbagliate.
In questo articolo condividiamo gli errori più frequenti che vediamo negli eCommerce dei nostri potenziali clienti, ma soprattutto il modo in cui li affrontiamo in Bitmetrica, con un approccio orientato a marginalità e crescita reale.
Prima verità: aumentare il traffico è sempre più caro
I costi pubblicitari salgono anno dopo anno, non puoi paragonare l’anno attuale a quello futuro. Nella previsione del budget futuro, ricorda che la concorrenza aumenta e l’attenzione scende. Continuare a comprare traffico senza un sistema dietro significa pagare sempre di più per ottenere lo stesso risultato (o peggio).
La crescita sostenibile arriva quando migliori tre leve fondamentali: qualità del dato, efficienza dell’acquisizione e conversione.
Se ne ignori anche una sola, stai costruendo su sabbia. E no, non è sempre colpa delle ADS.
Errore 1: decisioni basate su metriche che non contano
Il problema non è usare il ROAS come metrica. Il problema è usarlo come unica bussola senza contesto. Un eCommerce può avere ROAS “buono” e utili in calo. Ti sembra follia, ecco perché:
- margini diversi per categoria o SKU
- promo e sconti che mangiano profitto pur di fare vendite
- attribution incompleta, con cnversioni gonfiate, magari dalla campagna Brand di Google Ads
- nuovi clienti vs ricorrenti non separati che non ti fanno capire se stai acquisendo nuovi clienti o solo facendo riacquistare gli attuali.
Decisione corretta: definire KPI business (CAC sostenibile, marginalità, MER, mix nuovi/ricorrenti) e usarli per guidare budget e canali.
Errore 2: tracking “standard” che fa sembrare tutto ok
Questa è la trappola più pericolosa: il tracking sembra funzionare, sembra abbastanza coerente, finché devi prendere una decisione importante su cosa fare per l’anno prossimo. Poi scopri che i dati sono incompleti, duplicati o non confrontabili tra piattaforme. Puoi anche valutare, se spendi una cifra considerevole, di impostare un tracking server side invece del client side.
Segnali tipici che le cose non vanno come dovrebbero:
- GA4 e piattaforme Ads hanno dei dati sballati di oltre il 20% se comparati
- eventi duplicati o mancanti (add-to-cart, purchase)
- consent/cookie che “tagliano” il tracking, senza che nessuno se ne accorga
Decisione corretta: mettere in sicurezza tracking e qualità dati prima di scalare budget pubblicitario. Se non ti fidi dei numeri, non puoi ottimizzare il tutto.
Errore 3: Ads che funzionano “sulla carta” ma distruggono marginalità
Molti Ecommerce investono in Ads spingendo prodotti “facili da vendere” ma a basso margine, dovendo necessariamente fare una alta rotazione. Il risultato? Fatturato cresce, vendite si alzano, ma il profitto no. Nel tempo questo uccide la liquidità e blocca la scalabilità.
Segnali tipici per questa situazione:
- si spinge solo sul best seller senza strategia di mix
- nessuna differenza tra campagne per acquisizione e campagne per retention
- promo usate come stampella per far tornare i numeri
- non si sceglie un prodotto di front end che poi deve trascinare le vendite
Decisione corretta: separare obiettivi (acquisizione vs marginalità vs ripetizione d’acquisto), lavorare su feed/creatività e ottimizzare sul business, non sul report.
Errore 4: SEO scollegata dal catalogo e dall’intento d’acquisto
Fare SEO per eCommerce non significa fare un blog con degli articoli. È struttura, categorie, schede prodotto, internal linking e priorità commerciali. L’errore classico è produrre contenuti informativi che portano visite, ma non portano vendite.
Segnali tipici in questa fase:
- categorie senza contenuto e senza struttura (solo griglie prodotto)
- titoli o descrizioni scritte male o non tradotte
- filtri che generano duplicazioni e caos di indicizzazione
- schede prodotto “vuote” o tutte uguali
- keyword scelte senza criterio commerciale
- pagine 404 di collezioni mai sistemate e mai fatti redirect 301
- non aver attivato una strategia di link building adatta
Decisione corretta: partire da un’architettura che rispecchia domanda e marginalità, e costruire la SEO per spostare revenue, non per fare traffico e basta.
Errore 5: creatività e CRO trattate come design più che come fatturato
La creatività non è estetica: è messaggio + prova + chiarezza. La CRO non è rifare il sito per farlo bello, ma consiste nel ridurre attriti e aumentare fiducia. Se non testi, stai scegliendo a sentimento.
Segnali tipici in questa fase:
- landing e PDP senza prova (recensioni, garanzie, policy, dettagli)
- value proposition vaga (“qualità”, “artigianale”, “premium”) senza dimostrarlo
- checkout con frizioni e sorprese
- tasti whatsapp che vanno sopra l’aggiungi al carrello
- versione mobile non adatta
- velocità del sito lenta
Decisione corretta: testare messaggi e pagine chiave con priorità, e misurare impatto su conversion rate e margine per sessione.
Errore 6: nessuna roadmap (solo “fare cose”)
Quando un eCommerce non ha una roadmap chiara, finisce in una spirale: un mese SEO, un mese Ads, un mese sito. Zero continuità, zero apprendimento. Risultato: il business dipende dal caso e non da una strategia precisa e ottimale.
Decisione corretta: lavorare a sprint, con priorità, owner chiari e metriche di decisione. Meno attività, più impatto volta per volta, andando a modificare gli errori fatti con un approccio Lean.
Come affrontiamo questi problemi in Bitmetrica (in pratica)
Il nostro approccio è semplice: ordine prima di accelerare. Prima rendiamo i dati affidabili, poi ottimizziamo acquisizione e conversione, poi scalamo. Succede spesso di parlare con clienti che vogliono aumentare il budget e noi siamo i primi a volerlo diminuire. Questo perchè senza dati chiari, si rischia solo di perdere soldi e tempo.
Cosa è giusto fare in questa fase:
- Audit dati + audit commerciale: capiamo dove perdi soldi e perché
- Tracking & misurazione: eventi, funnel, qualità segnale
- Ads: struttura, creatività, feed, segmentazione
- SEO eCommerce: architettura, categorie, PDP, internal linking
- CRO: test e ottimizzazione pagine ad alta leva
- Reporting decisionale: KPI business, non vanity metrics
Se vuoi una scorciatoia: fai questo check in 15 minuti
- I tuoi dati GA4 e Ads “tornano” almeno a grandi linee? Hanno una differenza del meno del 20%?
- Hai KPI di marginalità per categoria/SKU, non solo fatturato?
- Le campagne distinguono acquisizione vs retargeting vs retention o sono fatte per tutti?
- Le pagine categoria e prodotto rispondono all’intento d’acquisto o sono troppo vaghe?
- Hai una roadmap 90 giorni con priorità e owner di chi deve fare cosa?
Se hai risposto “no” a 2+ punti, non ti serve “più lavoro”. Ti serve priorità.
Approfondimenti
Se ti interessa il nostro approccio completo, leggi: Il metodo Bitmetrica per far crescere un eCommerce.
Se invece stai confrontando partner e vuoi criteri pratici fra le varie agenzie, trovi qui una guida: le migliori agenzie per crescere un eCommerce in Italia.
Il prossimo passo che devi fare
Se vuoi capire quali sono le 2–3 leve che ti faranno crescere di più nei prossimi 90 giorni, possiamo partire da un’analisi iniziale. Ti diremo cosa fare, in che ordine, e cosa evitare per non bruciare budget.
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