Aggiornamento meteo, materiale obbligatorio e altri consigli – S1 Trail – La Corsa della Bora

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La giornata è stupenda, ideale per correre o camminare sul Carso: sole, visibilità spettacolare e terreno asciutto.

Serve solo qualche accorgimento importante per vivere la gara al meglio, in sicurezza e senza sorprese.

Si conferma il materiale obbligatorio per tutte le gare, come riportato sul roadbook. Deve essere presente sia sulle distanze competitive che non competitive.

A integrazione, quindi in aggiunta a quanto già previsto come obbligatorio per la singola distanza, sarà obbligatorio portare un cambio caldo superiore: una maglia a maniche lunghe oppure un giubbotto/giacca termica (in generale: un indumento termico) che copra la parte alta del corpo e interamente le braccia.

Per evitare equivoci: questo “cambio caldo superiore” deve essere un capo realmente termico e protettivo, non un indumento leggero “di facciata”. Deve essere un capo che, in caso di fermata, consenta di restare all’aperto in condizioni fredde senza andare rapidamente incontro a raffreddamento eccessivo. In concreto:

  • Maglia a maniche lunghe: deve essere un capo caldo (midlayer termico), a manica lunga completa.
  • oppure Giubbotto/giacca termica: deve essere un capo caldo, con maniche lunghe complete, adatto a temperature basse.
  • In ogni caso, il requisito chiave è: copertura della parte alta del corpo + braccia interamente coperte + funzione termica reale.

Questo capo non deve essere indossato: deve essere presente nello zaino, pronto all’uso, proprio per la necessità di fronteggiare una temperatura potenzialmente bassa e problematica in caso di fermata.

L’assenza, ripetiamo, per tutte le distanze (dalla 5 km alla 105 km), di questo capo comporta l’immediata squalifica o l’impossibilità di partire.


Aggiornamento Meteo

Ci aspetta una giornata di sole splendente ma dal clima freddo, un freddo che spesso non si sente correndo ma “colpisce” se si rallenta. Una “bolla” di alta pressione sull’Europa sta facendo da scudo contro le piogge, ma allo stesso tempo sta spingendo aria freddissima direttamente dai Balcani e dalla Russia verso il Golfo di Trieste. È la classica situazione della “Bora Chiara”: il cielo sarà limpidissimo e potrai goderti panorami mozzafiato, ma il vento soffierà forte, costante e molto secco. Non pioverà, quindi il terreno sarà asciutto e compatto, ma l’aria sarà pungente e non ci sarà alcuna protezione dalle nuvole contro il freddo.

La vera sfida per chi corre non sarà tanto la temperatura segnata dal termometro (che oscillerà intorno allo zero o poco sotto), quanto quella che sentirai effettivamente sulla pelle. A causa del vento, la temperatura “percepita” crollerà drasticamente: anche se il termometro segna -2°C, correre nelle zone esposte del Carso con raffiche a 40-50 km/h ti farà sentire come se ce ne fossero -15°C. Il vento secco “ruba” il calore dal corpo molto velocemente e fa evaporare il sudore all’istante; questo è insidioso perché potresti non accorgerti di quanto stai sudando e rischiare di disidratarti o di raffreddarti troppo in fretta non appena rallenti il ritmo.


Ricordiamo che la manifestazione è a traffico aperto

La manifestazione si svolge a traffico aperto, come indicato anche in regolamento. Gli incroci principali sono presidiati da quasi 300 persone di staff, tuttavia gli incroci minori potrebbero non esserlo.

In ogni caso, che ci sia un presidio o meno, il concorrente è sempre tenuto al rispetto del Codice della Strada, come già indicato anche nel regolamento. È quindi indispensabile fare molta attenzione, rallentare dove necessario, attraversare solo in sicurezza e rispettare tutte le regole di circolazione.


Consigli per la gestione della temperatura

Sarà importantissima la gestione della temperatura lungo il percorso di gara.

Partiamo dalle gare lunghe, dalla 100 km con partenza a mezzanotte: la partenza sarà veramente fredda e, man mano che saliamo da Porto Piccolo verso il costone, entreremo in un primo tratto anche esposto al vento. Suggeriamo tuttavia di non partire troppo vestiti, ma di rispettare sempre il concetto del guscio e della cipolla: la prima salita vi riscalderà immediatamente e lo shock termico sarebbe accentuato se si è troppo vestiti.

La partenza è accanto al Bora Village, in un’area riscaldata e molto accogliente. Vi sconsigliamo fortemente di attendere l’ultimo minuto prima di uscire. Il suggerimento è quello di restare fuori per almeno 15–20 minuti prima della partenza, magari riscaldandovi un po’, facendo qualche metro di passeggiata o correndo sul posto, perché uscire da un ambiente molto caldo per entrare in un ambiente freddo crea uno shock termico importante.

Lo stesso consiglio vale per i concorrenti della 57 km. La notte sarà, per la maggior parte dei concorrenti, lungo il costone con vista su Trieste e, fino ad arrivare alla Val Rosandra, sarà estremamente veloce: questo vi consentirà di tenere un ritmo importante. Quando andremo ad affrontare la Val Rosandra saremo fortemente esposti al vento e, soprattutto, il rischio è che, una volta terminata la salita ripida lungo il sentiero verticale, ci si raffreddi rapidamente in una discesa sassosa e non velocissima. Consigliamo quindi, in tutto il tratto tra Bagnoli e Basovizza, di continuare a vestirvi e svestirvi ad ogni salita e discesa.

Un consiglio valido sia per l’80 che per la 105 è quello di fare attenzione al tratto tra Repen e San Pelagio: è molto impervio (come indicato nel roadbook) e, con queste condizioni climatiche, estremamente freddo. Si tratta di un versante completamente esposto a nord, mentre prima (sulla 100 e anche sull’80 fino all’Obelisco) eravamo esposti a sud-ovest. In questo caso dobbiamo fare veramente attenzione, perché si può scendere nelle doline a temperature basse. Dopo San Pelagio, con la luce e il cambio di contesto, la percezione del freddo può cambiare rapidamente.

Per i concorrenti delle gare da 34, 21 e 15 km non c’è assolutamente da farsi ingannare dal fatto che la distanza minore e il tempo bello possano far sottovalutare l’importanza del materiale obbligatorio. Anche qui vale il discorso della cipolla. Ricordiamoci sempre (e questo vale per tutte le distanze, anche le più brevi) che bisogna avere un’attrezzatura tale da consentire di rimanere in sicurezza fermi anche per 30–40 minuti in attesa dei soccorsi, in situazioni non gravi: se ci si sloga una caviglia non si può avere la stessa priorità di intervento rispetto a un infortunio grave, quindi è importante essere consapevoli che l’attrezzatura deve essere adeguata a rimanere all’aperto.

Un consiglio particolarmente rivolto a quei concorrenti che, nell’affrontare una gara, dicono:

“Dove lascio gli indumenti con cui arrivo alla partenza?”

Gli indumenti con cui arrivi alla partenza, a meno che non siano un cambio pulito post-gara, sono gli indumenti che dovresti avere sempre con te, perché la buona regola di una gara di trail invernale è portarsi dietro un abbigliamento tale da poter comunque muoversi e resistere in maniera confortevole anche quando non si corre. Non c’è bisogno di farsi male o di essere in pericolo per dover rallentare: a volte si rallenta per un crampo, per una distorsione, per un motivo qualsiasi. Quindi un abbigliamento adeguato, anche sulle brevi distanze, è fondamentale sia perché i tempi possono allungarsi, sia perché la produzione di energia e il calore corporeo si riducono. Il non avere l’abbigliamento adatto porta molto facilmente all’ipotermia.

Non da meno l’aspetto dell’idratazione e dell’alimentazione: con il freddo è molto facile non sentire la necessità di mangiare bene. Col freddo ci si scalda, correndo si sta bene, ma il corpo consuma più energia e soprattutto si disidrata molto più velocemente. Quindi dobbiamo forzarci a bere e mangiare ai ristori. Soprattutto: non bere e non mangiare sempre la stessa cosa. Una volta i sali, una volta la Coca-Cola, una volta il brodo se disponibile: cerchiamo di alternare, anche perché se consumiamo sempre lo stesso alimento rischiamo più facilmente episodi di nausea. E la cosa peggiore che possa accadere è vomitare o non mangiare: questo innescherà crampi e un processo a catena che rischia di rovinare l’esperienza.

Infine, su tutte le distanze, ma soprattutto su quelle dai 34 km inclusi in su, raccomandiamo di fare molta attenzione nelle prime ore del mattino e nei tratti in discesa e ombrosi alla possibile presenza di ghiaccio. Non servono ramponi, ma è fondamentale prestare attenzione, adattare l’andatura e scegliere con cura l’appoggio.


Non sono previsti ulteriori aggiornamenti, salvo condizioni di rapido cambiamento o situazioni particolari che richiedano comunicazioni speciali.

Vi invitiamo a una lettura attenta del Roadbook (documento ufficiale di riferimento) e vi auguriamo una buona gara: ci vediamo al Bora Village.

Questo documento integra il Roadbook e non lo sostituisce, diventando parte integrante della documentazione ufficiale di gara, come previsto anche dal regolamento.

Recapiti
Asssistenza S1 Trail