Prospettive di crescita economica sono state riviste al rialzo- Bollettino economico n°7 2025 | BCE - Format Research

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15 gennaio 2026

Nella riunione di dicembre 2025 il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, confermando una valutazione secondo cui l’inflazione è destinata a stabilizzarsi attorno all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine. Le proiezioni indicano un graduale rientro dell’inflazione complessiva tra il 2025 e il 2027, con un ritorno al 2 per cento nel 2028.

L’inflazione di fondo segue un percorso analogo, sebbene con una discesa più lenta, in particolare per la componente dei servizi.

Le prospettive di crescita economica sono state riviste al rialzo rispetto alle stime precedenti, soprattutto grazie alla maggiore tenuta della domanda interna. In questo contesto, la BCE ribadisce un approccio di politica monetaria guidato dai dati, senza vincolarsi a un percorso predefinito dei tassi.

Attività economica

L’economia dell’area dell’euro ha mostrato una discreta capacità di tenuta nel corso del 2025, con una crescita moderata nel terzo trimestre sostenuta dai consumi e dagli investimenti. L’espansione è stata trainata prevalentemente dal settore dei servizi, mentre industria e costruzioni sono rimaste sostanzialmente stagnanti.

Il mercato del lavoro continua a rappresentare un elemento di sostegno, con livelli di disoccupazione prossimi ai minimi storici, pur a fronte di un progressivo rallentamento della domanda di lavoro. La domanda interna resta il principale motore della crescita, supportata dall’aumento dei salari reali e dalla spesa pubblica, in particolare per infrastrutture e difesa.

Sul fronte estero, le esportazioni dovrebbero tornare a crescere dal 2026, beneficiando di un contesto di minore incertezza. Nel complesso, le prospettive di crescita del PIL sono state riviste al rialzo su tutto l’orizzonte previsivo. In un quadro geopolitico complesso, il Consiglio direttivo sottolinea la necessità di rafforzare l’economia dell’area dell’euro attraverso investimenti, riforme strutturali e un avanzamento deciso dell’integrazione europea.

Inflazione

L’inflazione nell’area dell’euro si è mantenuta su livelli contenuti e relativamente stabili nel corso del 2025, attestandosi poco sopra il 2 per cento. Il contributo dei prezzi energetici resta negativo, mentre l’inflazione dei beni alimentari è in progressivo rallentamento. Al netto di energia e alimentari, l’inflazione rimane stabile, ma con dinamiche differenziate: i prezzi dei beni sono in discesa, mentre quelli dei servizi restano più persistenti.

Le pressioni salariali risultano ancora elevate, ma gli indicatori prospettici suggeriscono un graduale rallentamento della crescita delle retribuzioni nei prossimi trimestri. Le aspettative di inflazione di lungo periodo continuano a essere ben ancorate all’obiettivo del 2 per cento. Secondo le proiezioni, l’inflazione dovrebbe ridursi fino al 2027, per poi risalire nel 2028 anche per effetto dell’entrata in vigore del nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni.

Rispetto alle stime precedenti, le prospettive per il 2026 sono state riviste al rialzo, soprattutto per effetto delle dinamiche salariali, mentre quelle per il 2027 risultano lievemente più contenute.

Valutazione dei rischi

Il quadro dei rischi resta caratterizzato da un’elevata incertezza. Sul fronte della crescita, permangono rischi al ribasso legati alla volatilità del contesto internazionale, alle tensioni geopolitiche e a possibili shock sui mercati finanziari. Al tempo stesso, un rafforzamento della spesa pubblica e l’attuazione di riforme orientate alla produttività potrebbero sostenere la crescita più di quanto atteso.

Anche le prospettive di inflazione rimangono incerte: da un lato, un rafforzamento dell’euro o una domanda esterna più debole potrebbero ridurre le pressioni sui prezzi; dall’altro, una frammentazione delle catene di approvvigionamento, pressioni salariali più persistenti, maggiori spese per difesa e infrastrutture o eventi climatici estremi potrebbero alimentare nuove tensioni inflazionistiche.

Condizioni finanziarie e monetarie

Dall’ultima riunione di politica monetaria, i tassi di mercato hanno registrato un lieve aumento, mentre le condizioni di finanziamento per imprese e famiglie sono rimaste complessivamente stabili. I tassi sui prestiti bancari e sui mutui non hanno mostrato variazioni significative e il credito continua a crescere a ritmi moderati.

Sistema bancario si conferma solido

Il sistema bancario dell’area dell’euro si conferma solido, sostenuto da adeguati livelli di capitale e liquidità. Tuttavia, le incertezze geopolitiche e la possibilità di correzioni improvvise nei mercati finanziari rappresentano potenziali fonti di rischio, rendendo centrale il ruolo della politica macroprudenziale nel preservare la stabilità finanziaria.

Decisioni di politica monetaria

Il Consiglio direttivo ha confermato il livello attuale dei tassi di interesse ufficiali della BCE. Parallelamente, prosegue la riduzione graduale e ordinata dei portafogli di titoli detenuti nell’ambito dei programmi di acquisto, attraverso il mancato reinvestimento dei titoli in scadenza, in linea con una normalizzazione prudente della politica monetaria.

Prospettive di crescita economica sono state riviste al rialzo (Immagine particolare di copertina)
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