Oltre 260 giornalisti accreditati, decine di educatori e migliaia di utenti collegati alla diretta streaming. Sono questi i numeri a margine dell’incontro formativo presso l’Auditorium Giacomo Alberione, organizzato dal Gruppo Editoriale San Paolo e le sue realtà Famiglia Cristiana e CISF (Centro Internazionale Studi Famiglia), con Fondazione Carolina e in collaborazione con UCSI Lombardia.
Un simposio di confronto organizzato nella settimana del Safer internet Day, tradizionalmente dedicata al benessere digitale delle nuove generazioni. Una sfida che richiamo il mondo adulto alla responsabilità educativa nell’era digitale e alla valorizzazione della parola come fondamento di senso critico, relazioni autentiche ed etica democratica.
Un principio che attiene al ruolo della stampa e dell’informazione, riconosciuto nella nostra Costituzione, e contenuto anche nella Carta di Treviso: privacy, anonimato e riservatezza assumono oggi una nuova centralità, ma la rivoluzione dell’IA impone uno sguardo ancora più ampio sulla responsabilità dell’informazione
L’appello di Paolo Picchio
I lavori si sono aperti con l’appello di Paolo Picchio, Presidente onorario Fondazione Carolina.
“Io sono solo un papà, ma in questa giornata così importante non posso che rivolgere una preghiera a chi, come voi giornalisti e operatori dell’informazione, ha fatto delle parole una professione. Aiutateci! Aiutateci a ridare senso, dignità e valore alle Parole. Quelle Parole che genitori e figli non riescono più a scambiarsi”.
I tre tavoli di lavoro sul mondo dell’IA
Primo tavolo: “Intelligenza artificiale vs Giornalismo? Pregiudizi e opportunità”
Nel primo tavolo, la Professoressa Antonella Marchetti, direttrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia hanno fatto luce su alcuni luoghi comuni sulla narrazione della tecnologia generativa, dai condizionamenti della selezione delle fonti ai processi mentali e psicologici che vengono attivati da una fruizione passiva di questi nuovi strumenti.
Un dibattito che don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana, ha saputo ricondurre ai temi legati al benessere della famiglia e del suo futuro.
Secondo tavolo: “Fotografie del futuro digitale”
Il secondo tavolo, ha restituito dati, esperienze e testimonianze raccolte da Fondazione Carolina e CISF all’interno della ricerca “A.I Nostri Figli”, con i due focus su minori e adulti.
Il ritratto del rapporto con l’AI di ragazzi e preadolescenti è stato raccontato, numeri alla mano, da Marta Macellari, Statistica del Centro Studi di Fondazione Carolina: quasi un adolescente su quattro utilizza quotidianamente i chatbot. La generazione più esposta è quella degli under 15.
Dall’indagine, capace di coinvolgere migliaia di studenti, tra questionari e focus group, emerge che il 28% del campione desidera un amico digitale, mentre il 25% degli under15 usa i chatbot per confidarsi e superare paure e insicurezza. Il 30% degli under 15 si rivolge ai chatbot emotivi perché “disponibili h24”. Tra gli under 15, oltre il 25% li usa per sfogarsi senza sentirsi giudicato e un terzo li percepisce come “amici sempre disponibili”.
“Questi dati pongono una questione che non possiamo eludere: cosa stiamo offrendo, come adulti, come educatori, come società, ai nostri ragazzi? Se cercano nell’intelligenza artificiale un amico, non significa forse che gli spazi che offriamo loro siano invece percepiti ostili? Se cercano altrove disponibilità e ascolto immediato, evidentemente non riusciamo a garantire loro la presenza e l’attenzione di cui hanno bisogno”, ha spiegato Ivano Zoppi, Segretario Generale di Fondazione Carolina.
Un segnale di fragilità relazionale che chiama in causa tutta la società, scuola, informazione e soprattutto le famiglie, interpellate dallo studio del Cisf.
“Dalla nostra ricerca emergono genitori consapevoli e preoccupati, ma determinati a non arrendersi, che cercano sostegno anche dalla scuola per guidare i propri figli nel complesso mondo della Rete e dell’AI. A questa richiesta di aiuto la società deve rispondere in modo tempestivo e diffuso, rafforzando un’alleanza concreta con le famiglie”, ha auspicato Francesco Belletti, direttore del Cisf.
A completare il tavolo è stato il contributo video di Filippo Caccamo, nella triplice veste di comico, youtuber e docente, sull’uso dell’Intelligenza Artificiale a scuola, tra dimensione didattica ed educativa.
Terzo tavolo: “Lettere per l’AI, le sfide per il bene comune”
Il terzo tavolo, ha affrontato le ricadute psicologiche, educative e sociali della tecnologia, con gli interventi del medico e psicoterapeuta Alberto Pellai; Stefano Pasta, docente e ricercatore presso il Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica. Il contributo di Federico Tonioni, responsabile del Centro per la patologia da web della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, ha evidenziato l’importanza di “arrossire”, ovvero di sentirsi emotivamente coinvolti rispetto ai rapporti con gli altri. Un processo fondamentale per la crescita e la scoperta di sé dei ragazzi, che lo schermo e la comunicazione digitale complica o addirittura esclude dall’esperienza relazionale.
Federica Bensi, psicologa della Polizia di Stato, ha dato la misura dei pericoli online attraverso la relazione della “Postale”, tra Forze dell’ordine più riconosciute, significando gli sforzi intrapresi negli anni per costruire e rafforzare un proficuo rapporto di fiducia con la cittadinanza per il benessere digitale delle giovani generazioni.
La parola al chatbot
Convitato di pietra, o meglio, di giga: l’intelligenza artificiale. Nell’ultima parte dell’incontro, gli esperti hanno potuto rivolgere delle domande direttamente al Chatbot, interrogandolo sul rapporto delicato e complesso con le generazioni più giovani. Le risposte dell’AI sono state per certi versi sorprendenti: dalla necessità di accompagnare ai limiti di utilizzo una sana promozione della vita reale, alla consapevolezza di poter generare alcuni “effetti collaterali”. La macchina ha risposto alle sollecitazioni dei relatori, senza sottrarsi dalle proprie “responsabilità”, ma comunque spostando il tiro sulle mancanze del mondo adulto. “Io sono solo uno strumento, i ragazzi mi cercano perché non giudico, sono veloce e sempre disponibile. Dovete essere voi (gli adulti) a promuovere alternative al bisogno emotivo di adolescenti e preadolescenti”.
Diretta streaming dell’evento
L’evento è stato trasmesso in diretta streaming sui canali di FamigliaCristiana.it, per favorire una partecipazione ampia e consapevole sui temi dell’educazione digitale e della responsabilità tecnologica.