[25.2.2026] Ansa rilancia il comunicato stampa IsICult sul nuovo decreto “copia privata”
ANSA
MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2026 16.42.08
Diritto d’autore, IsICult anticipa decreto Giuli su “copia privata”
Diritto d’autore, IsICult anticipa decreto Giuli su “copia privata” Zaccone Teodosi, “ha ancora senso nell’era dello streaming?” (ANSA) – ROMA, 25 FEB – La “copia privata” può ancora essere considerata un sostegno al diritto d’autore ? O rischia di essere “retaggio di un passato che viene cancellato dal nuovo sistema digitale di fruizione delle opere”? Per sostenere la parte creativa delle industrie culturali “non sarebbe opportuno imporre più adeguati obblighi di remunerazione, anche attraverso meccanismi di equo compenso, a favore degli autori alle piattaforme come Google, YouTube, Spotify, TikTok, senza imporre un obsoleto balzello al consumatore finale?” visto che “la quasi totalità degli autori beneficia delle briciole del banchetto delle Big Tech, piattaforme e dei social”. E’ l’interrogativo che pone il presidente dell’IsICult, Istituto italiano per l’Industria Culturale, centro di ricerca indipendente, Angelo Zaccone Teodosi, manifestando le proprie perplessità sul decreto firmato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che stabilisce i nuovi compensi per la “copia privata”, ovvero la possibilità per i consumatori di riprodurre legalmente opere audio e video protette dal diritto d’autore (solo per uso personale e ovviamente da fonti legittime). L’IsICult ha infatti pubblicato, in anteprima, sul proprio sito web, il testo del decreto firmato dal Ministro Giuli il 23 febbraio, che aggiorna il precedente del 30 giugno 2020. Ma, secondo Zaccone Teodosi, “nell’epoca dello streaming diffuso, è ben raro che i consumatori vadano ad effettuare copie private, prassi che è tipica di un’altra era mediale”. Su ogni acquisto di smartphone, computer, tablet, hard-disk, schede di memoria, chiavette usb, e col nuovo decreto anche per i servizi “cloud”, il consumatore paga un compenso che va alla Società Italiana Autori Editori ad una vasta serie di aventi diritto, per ricompensarli della copia che su questi device e supporti viene fatta (o meglio potrebbe essere fatta) di musica e video di opere tutelate, spiega IsICult (“su uno smartphone, il compenso che il consumatore deve pagare oscilla da un minimo di 3,3 euro fino ad un massimo di 9,7 euro”) riportando che la raccolta ha portato nelle casse della Siae circa 120 milioni di euro l’anno nell’ultimo triennio (2023-2025). “Prevedo ricorsi in quantità da parte dei produttori di hardware e delle associazioni dei consumatori – sostiene il Presidente dell’IsICult – ma l’occasione è giusta per riflettere criticamente sull’esigenza di un nuovo sostegno al diritto d’autore che sia sistemico, organico, strategico, adeguato all’evoluzione delle tecnologie”. Insomma, “è necessario riequilibrare la filiera del settore” perché “il tema non è certo abolire il sostegno agli autori, ma aggiornare gli strumenti alla nuova realtà tecnologica”, conclude Zaccone Teodosi. (ANSA). 2026-02-25T16:41:00+01:00 COM-CHI ANSA