EPISODIO 1: MIGRANTI E LAVORO

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Per definizione, uno stereotipo è una rappresentazione mentale che attribuisce in maniera generica una serie di caratteristiche ad un determinato gruppo sociale. Quando ci si interfaccia con un fenomeno complesso, come ad esempio l’immigrazione, si tende a costruire delle “scorciatoie mentali” usate per inquadrare persone o cose, anche se in modo superficiale e spesso non accurato.

Tra questi, il luogo comune più diffuso in Italia è sicuramente “Gli immigrati ci rubano il lavoro!”. Cosa c’è alla base di questo stereotipo? Innanzitutto, la paura del diverso e di ciò che non si conosce. In aggiunta a ciò, dobbiamo tenere in considerazione la crisi economica che l’Italia ha attraversato negli ultimi decenni: si è sviluppata l’idea che il lavoro sia un “bene scarso”, e che pertanto l’arrivo di nuovi lavoratori stranieri possa sottrarre agli italiani la possibilità di trovare lavoro. In realtà, si tratta di situazioni totalmente differenti e non sovrapponibili tra loro. Infatti, italiani e stranieri svolgono lavori diversi e spesso “complementari” tra loro. Il mercato del lavoro si sta sempre più polarizzando: da un lato, gli italiani che, possiedono titoli di studio medio-alti, tendono a cercare occupazioni qualificate; dall’altro lato, la forza lavoro straniera è occupata principalmente in settori più manuali e poco qualificati. Nel settore del commercio, ad esempio, i migranti svolgono principalmente il ruolo di venditori ambulanti, mentre gli italiani pianificano le vendite. Come emerge dal XV Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia 2025” il settore con la più alta incidenza di lavoratori stranieri si conferma essere quello degli “altri servizi collettivi e personali” (31%), seguito poi da quello dell’agricoltura (20%), alberghi e ristoranti (18,5%) e costruzioni (16,9%).  Inoltre, si evidenzia che molti dei lavoratori stranieri impiegati in dette mansioni risultano essere sovraqualificati in quanto hanno conseguito almeno una laurea presso un’università extra-UE. Senza la loro manodopera, scomparirebbero molte professioni poco ambite dagli italiani come quelle dei braccianti agricoli, muratori, badanti etc… Di conseguenza, la retribuzione media annua dei lavoratori non comunitari è inferiore del 30,4% rispetto allo stipendio medio dei lavoratori italiani. 

In conclusione, il luogo comune sopravvive perché è semplice, rassicurante e politicamente utile. Ma la realtà, come dimostrano i dati, è tutt’altra: i migranti non sottraggono opportunità, spesso ne colmano le assenze. 

Coordinamento

Solidarietà e Cooperazione CIPSI è un coordinamento nazionale, nato nel 1985, che associa organizzazioni non governative di sviluppo (ONGs) ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale. Solidarietà e Cooperazione CIPSI è nato con la finalità di coordinare e promuovere, in totale indipendenza da qualsiasi schieramento politico e confessionale, Campagne nazionali di sensibilizzazione, iniziative di solidarietà e progetti basati su un approccio di partenariato. opera come strumento di coordinamento politico culturale e progettuale, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura della solidarietà.

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