L’INPS, con il messaggio n. 1129 del 31 marzo 2026, interviene in materia di accesso alle prestazioni ISCRO e DIS-COLL, fornendo dei chiarimenti sul requisito dell’iscrizione alla Gestione separata.
L’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO) entra a regime e rafforza le tutele per i lavoratori autonomi. La legge di Bilancio 2024 (legge n. 213 del 30 dicembre 2023) stabilizza infatti la misura, dopo la fase sperimentale avviata nel triennio 2021-2023.
Con la circolare n. 84 del 23 luglio 2024, l’INPS definisce regole chiare su destinatari e requisiti. L’ISCRO si rivolge ai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata che svolgono abitualmente attività di lavoro autonomo, inclusi i partecipanti a studi associati o società semplici.
I professionisti devono dimostrare regolarità contributiva e non devono risultare iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. La normativa, inoltre, richiede l’iscrizione formale alla Gestione separata, che il lavoratore deve effettuare direttamente.
Regole simili valgono per la DIS-COLL, l’indennità destinata a collaboratori coordinati e continuativi, assegnisti e dottorandi con borsa di studio. Anche in questo caso, l’accesso richiede l’iscrizione esclusiva alla Gestione separata e specifici requisiti contributivi.
Durante l’analisi delle domande, l’INPS individua però un problema ricorrente: molti lavoratori versano i contributi ma non formalizzano l’iscrizione. Questa omissione porta spesso al rigetto delle richieste.
Per risolvere la criticità, l’Istituto introduce un chiarimento importante: chi ha versato regolarmente i contributi può ottenere comunque ISCRO e DIS-COLL, anche senza iscrizione formalizzata.
Rimane comunque necessario regolarizzare la propria posizione e rispettare tutti gli altri requisiti previsti dalla legge, sia al momento della domanda sia durante la fruizione delle indennità. La novità riduce gli ostacoli burocratici e tutela in modo più efficace chi contribuisce già al sistema previdenziale.
Redazione redigo.info