Intervista a Carlo Bertolino, direttore marketing e responsabile dei progetti CSR di Cuki Cofresco S.r.l, Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia. Dalle soluzioni tecniche per conservare gli alimenti ai progetti educativi per raccontare ai consumatori i segreti per non buttar via il cibo.
Più di mezzo chilo di cibo sprecato a testa ogni settimana. Tradotto: è come se ogni giorno ogni italiano prendesse un piatto di pasta – 80 grammi – e lo versasse nel bidone dell’immondizia. È il dato, impietoso, fotografato nel recente rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International e diffuso in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Sprecare cibo è un fatto vergognoso, come ha detto Carlo Petrini, e tocca a ciascuno di noi impegnarsi per evitare che accada: il primo passo è conservare al meglio gli alimenti. Cuki, Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia, ne ha fatto da quasi sessant’anni la propria mission aziendale. «Lo spreco alimentare è cibo buono che non arriva a essere consumato, una perdita che ha dimensioni economiche, ambientali e culturali – sostiene Carlo Bertolino, direttore marketing e responsabile dei progetti CSR di Cuki Cofresco S.r.l –. Sprecare cibo significa sprecare risorse naturali, energia, lavoro e il valore intrinseco degli alimenti. Ridurre lo spreco significa quindi rispettare il lavoro di chi produce, le risorse della natura e il valore del cibo stesso».
Partiamo proprio da qui, dal vostro impegno contro lo spreco. Che cos’è Cuki Save the Food?
È il progetto nato nel 2011, in collaborazione con Siticibo e Banco Alimentare, per recuperare le eccedenze alimentari dalla ristorazione e dalla distribuzione organizzata e ridistribuirle a chi ne ha bisogno. Fino a oggi, grazie a questa iniziativa, sono state salvate e distribuite in tutta Italia più di 24 milioni di porzioni di cibo, utilizzando soluzioni sicure come vaschette in alluminio e box termici. Ma il progetto non solo recupera cibo: diffonde anche cultura e consapevolezza, educando famiglie, scuole e comunità a gestire il cibo in modo responsabile, grazie a strumenti educativi come Cukipedia e l’app Cuki Save the Food, pensate per aiutare i consumatori a conservare meglio gli alimenti e ridurre gli sprechi domestici.
Ha citato Cukipedia: ci racconta che cos’è?
Cukipedia nasce all’interno del progetto Cuki Save the Food come guida digitale per rispondere alle domande quotidiane su conservazione, congelamento e gestione degli alimenti. Fornisce informazioni pratiche e affidabili, trasformando conoscenze tecniche in strumenti concreti di uso quotidiano, e aiutando le famiglie a ridurre lo spreco alimentare. Grazie a Cukipedia, non siamo più soltanto fornitori di prodotti per la conservazione del cibo, ma anche una fonte autorevole di competenza, per promuovere comportamenti sostenibili e consapevoli nelle case di migliaia di persone.
Avete lavorato molto sull’educazione dei consumatori contro lo spreco alimentare. Quali sono le sfide future?
La sfida principale resta cambiare le abitudini, non solo informare: aiutare le famiglie a pianificare meglio, conservare correttamente e dare una seconda vita al cibo, anche in contesti di famiglie piccole e stili di vita veloci. Serve un linguaggio semplice, concreto e quotidiano, supportato da strumenti pratici come la già citata app Cuki Save the Food e la guida digitale Cukipedia. Le sfide future includono la diffusione di comportamenti sostenibili su larga scala, l’ampliamento della rete di alleanze con scuole, associazioni e partner istituzionali, e l’innovazione costante per quanto riguarda strumenti e comunicazione, per far sì che la prevenzione degli sprechi sia una scelta naturale nella vita di tutti i giorni.
Recentemente avete lanciato il progetto Frigorifero Solidale per il recupero delle eccedenze nello storico mercato torinese di Porta Palazzo. Ce lo descrive?
Il Frigorifero Solidale è un progetto di Cuki Save the Food lanciato nel novembre del 2025 per recuperare gli ingredienti al mercato e trasformarli in piatti pronti. Le pietanze, conservate nelle vaschette in alluminio Cuki, vengono messe a disposizione in un frigorifero all’interno dell’Emporio Speranza del Sermig. Cuki guida l’intero progetto, coordinando eccedenze, logistica e gestione, con l’obiettivo di rendere il modello replicabile in altre città italiane. Torino rappresenta infatti la prima realizzazione concreta, ma l’obiettivo è creare un modello nazionale replicabile, che le realtà locali possano adottare con il supporto di Cuki nella logistica, nella gestione dei processi e nella formazione, oltre che nella messa a disposizione delle vaschette.
Parliamo dei vostri prodotti: che caratteristiche hanno e in che cosa Cuki si distingue dai competitor?
Direi che si distinguono per qualità, innovazione e sostenibilità. È dal 1968 che la nostra azienda sviluppa soluzioni per la conservazione, cottura e presentazione degli alimenti. Per farlo utilizza materiali selezionati, performanti e biodegradabili, riciclabili o compostabili, offrendo soluzioni sia ai consumatori finali che al settore professionale.
La concorrenza non manca e sugli scaffali è facile imbattersi in prodotti apparentemente simili ai vostri: quali sono i criteri per scegliere materiali di qualità?
La differenza, in termini di qualità, la fanno alcuni elementi che non sempre è facile cogliere immediatamente. Il primo è la performance, cioè la resistenza, la capacità di conservazione degli alimenti e il suo funzionamento da barriera; poi c’è la sicurezza per il contatto alimentare, nel nostro caso garantita da test approfonditi e certificazioni specifiche; infine la responsabilità ambientale: parliamo di materiali riciclabili, di materie prime selezionate tra fornitori certificati e di alta qualità; e poi c’è l’attenzione volta ad aspetti come la riduzione degli spessori e l’utilizzo di alluminio e carta provenienti da filiere responsabili. Sono elementi che fanno una grande differenza nel tempo, assicurando prodotti sicuri, funzionali e sostenibili.
Cuki adopera la plastica: cosa state facendo per ridurne l’utilizzo?
Siamo consapevoli delle criticità legate alla plastica e le affrontiamo in modo pragmatico. Nel settore food, se ben progettata e utilizzata, la plastica aiuta a ridurre lo spreco alimentare, che è una delle principali fonti di impatto ambientale. Allo stesso tempo, lavoriamo su quattro direttrici: riduzione di materiali e spessori, aumento della riciclabilità, uso di materiali alternativi più sostenibili ed educazione dei consumatori all’uso e smaltimento corretto. Questo approccio consente di coniugare performance, sicurezza e sostenibilità, riducendo l’impatto complessivo lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
Parliamo del rapporto con Slow Food Italia, di cui siete Sostenitori Ufficiali. Che cosa vi ha spinto in questa direzione?
La scelta di diventare Sostenitori Ufficiali di Slow Food Italia nasce dalla piena condivisione dei valori fondamentali: promuovere la qualità, la sostenibilità e la responsabilità lungo l’intera filiera alimentare, sensibilizzare cittadini e imprese sui temi del consumo consapevole e della lotta allo spreco, e valorizzare la biodiversità e le produzioni locali. Attraverso questa partnership supportiamo iniziative educative, eventi e progetti come Cukipedia, che è stata sviluppata proprio in collaborazione con Slow Food Italia.
Tre parole per raccontare la collaborazione con Slow Food?
Direi coerenza, educazione e concretezza. Cerco di spiegarmi: coerenza perché la collaborazione riflette la piena sintonia tra la missione di Cuki e la filosofia di Slow Food, che ha al centro il rispetto per la terra e il valore etico del cibo; educazione perché crediamo che il cambiamento passi attraverso la consapevolezza e la diffusione di saperi; concretezza perché traduciamo i grandi princìpi in azioni quotidiane e soluzioni reali. È anche in questo senso che abbiamo avviato la partnership con l’Alleanza Slow Food dei Cuochi.
A questo proposito, quali sfide volete combattere a fianco dei cuochi della rete Slow Food?
La partnership nasce dalla volontà di supportare i cuochi dell’Alleanza nel loro ruolo di custodi della biodiversità, offrendo sistemi di conservazione che proteggano il valore etico e organolettico dei Presìdi: per noi, proteggere il cibo è lo strumento per onorare il lavoro dei produttori e ridurre l’impatto ambientale della ristorazione. La sfida centrale è rendere la sostenibilità compatibile con le esigenze di una cucina professionale, spesso condizionata da tempi serrati e logiche di costo. L’obiettivo è superare queste barriere organizzative fornendo tecnologie pratiche e cultura della gestione circolare, dimostrando che una conservazione intelligente non è solo un dovere morale, ma un’opportunità per ottimizzare le risorse e valorizzare ogni singola materia prima.