Stronger together, il nuovo piano dall’Europa “contro” il cyberbullismo

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Nell’Aula Magna del Polotecnico Fermi-Gadda evento di chiusura del percorso di educazione digitale rivolto a tre scuole superiori del capoluogo campano

Circa 220 studenti coinvolti nel percorso di Fondazione Carolina, con il sostegno di Fondazione KPMG Italia ETS

Come vivono i ragazzi su internet? Sono consapevoli dei pericoli online? Fondazione Carolina crede nella formazione continua come strumento di educazione digitale capace di creare cultura, al di là delle sensibilizzazioni sporadiche. Il valore della parola, la bellezza della relazione e l’importanza dell’accompagnamento del mondo adulto in un percorso di crescita dove gli strumenti digitali rivestono un ruolo fondamentale per le nuove generazioni. Un approccio che l’Ente, nato in memoria di Carolina Picchio, vittima nel 2013 del primo caso italiano di cyberbullismo, applica a servizio dei ragazzi, delle famiglie e di tutti gli adulti con responsabilità educativa. Ma con quali risultati?

Il percorso formativo nelle scuole di Napoli

In questi giorni si è chiuso uno dei percorsi di educazione alla cittadinanza digitale più complessi che Fondazione Carolina ha promosso in questo ultimo anno scolastico. Un percorso studiato e dedicato agli studenti di Napoli con il sostegno di Fondazione KPMG Italia ETS. Un’iniziativa rivolta alle scuole secondarie di II grado del capoluogo campano, in sinergia con gli Assessorati alle Politiche Sociali e all’Istruzione. “In questo periodo ci si interroga a più livelli sulle norme, le azioni e gli strumenti da mettere in campo per il benessere digitale degli studenti – spiega il Segretario generale di Fondazione Carolina, Ivano Zoppi -, noi crediamo che la risposta sia nella compartecipazione dei docenti, delle famiglie e soprattutto dei ragazzi per definire i contesti, le tematiche e le modalità didattiche per poter realizzare percorsi più efficaci e partecipati di cittadinanza online”.

In questo senso, l’esperienza di circa 220 studenti dei tre Istituti Scolastici di Napoli interessati dal percorso formativo (Liceo Scientifico Statale “Renato Caccioppoli”, Polotecnico “Fermi-Gadda”, Istituto d’Istruzione Superiore “Sannino-De Cillis”) è stata accompagnata da due rilevazioni: la prima sottoposta ai ragazzi ex ante, la seconda una volta terminato il progetto.

Il format “#iocliccopositivo” oltre a sensibilizzare sul cyberbullismo e i pericoli online, accompagna i ragazzi a riflettere sul proprio comportamento digitale (e non solo), sulle conseguenze delle azioni sul web e sull’importanza di costruire un’identità digitale consapevole. la parola chiave è “responsabilità”.

Un principio da costruire attraverso empatia, rispetto e la percezione del web come un ambiente, non sono uno strumento. Prima dell’intervento, solo il 4% degli studenti lo percepiva come un “luogo”, ovvero come uno spazio dotato di regole e valori, dove ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Al termine del percorso, il 90% dichiara di condividere, almeno in parte, la prospettiva del digitale come ambiente, con quasi la metà che esprime un accordo forte.

CONSAPEVOLEZZA

Nel questionario somministrato in partenza, solo il 31% degli studenti riconosceva con chiarezza che i contenuti pubblicati online possono avere un impatto reale sugli altri, Nelle domande supposte a formazione ultimata, questa percentuale sale all’81%. È il salto più ampio registrato tra i due sondaggi, e riguarda una delle consapevolezze più critiche per lo sviluppo di una cittadinanza digitale responsabile.

responsabilità

Il senso di responsabilità personale nel vissuto online degli studenti napoletani prima della somministrazione era superiore a quello della media nazionale, con il 75% dei ragazzi dichiaratisi responsabili delle proprie condotte digitali. Il dato rilevato alla fine del percorso con Fondazione Carolina aumenta all’82%, ma contestualizza una consapevolezza non tanto sul piano giuridico, quanto sulla dimensione relazionale e sociale, che nel pre intervento risultava molto più debole.

Per ciascuna classe sono stati realizzati 3 incontri della durata di 2 ore ciascuno, anticipati da un incontro preliminare online con i docenti.

Contributi e testimonianze

L’evento di restituzione, esteso anche alle famiglie, organizzato presso l’Aula Magna del Polotecnico “Fermi-Gadda”, ha visto la partecipazione di Stefano Dibisceglia, Manager di KPMG, esperto di Cybersecurity, che ha coinvolto la platea di studenti nelle dinamiche e nei fenomeni che interessano la sicurezza digitale delle aziende, come delle persone che le animano. “Attenzione a tutto quello che lasciate in Rete, perché parla e parlerà di voi. Se mettete like al commento di un hater, state dando un altro schiaffo alla vittima dell’odio online”, ha spiegato l’esperto. Un contributo tecnico che ha informato i ragazzi anche sui rischi del deep fake e della sostituzione della persona in ambito digitale.

“Abbiamo l’obiettivo di insegnare ai nostri ragazzi a scegliere con cura ogni singola parola, sia nella comunicazione di persona che nei rapporti digitali. Il linguaggio online non è un gioco: ogni termine ha un impatto profondo sulle emozioni e sulla realtà degli altri”, ha aggiunto l’Assessora all’Istruzione del Comune di Napoli, Maura Striano. “Costruire una cittadinanza consapevole significa capire che dietro uno schermo ci sono persone, e che la responsabilità di ciò che scriviamo definisce chi siamo”, ha spiegato la referente istituzionale.

Un richiamo alle complessità dei linguaggi sul web che si accompagna alla necessità di tornare alle relazioni autentiche, al centro della testimonianza di Paolo Picchio, il papà di Carolina: “Non condividete solo immagini, meme o video, cercate di trasmettere emozioni vere e sentimenti sinceri”. Il presidente onorario di Fondazione Carolina ha quindi lanciato un appello a tutti i ragazzi presenti: “Sui social bisogna usare il cervello, ma anche il cuore, allenatelo ogni giorno, nella vita reale, perché un abbraccio vale più di mille like”.

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