Un Sì diverso, per una giustizia senza slogan - Partito Socialista Italiano

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di Enzo Maraio

Il nostro è un Sì ragionato. Lo è stato dall’inizio e lo resta oggi, mentre il clima attorno al referendum si è fatto sempre più confuso, acceso, a tratti persino irresponsabile. Siamo partiti con un Sì diverso dagli altri e chiudiamo questa campagna con la consapevolezza di esserlo ancora di più. Avevamo auspicato un intervento del Presidente Sergio Mattarella per abbassare i toni e riportare il confronto sul terreno del merito. Quell’intervento c’è stato. Ma è rimasto inascoltato da chi ha preferito continuare a usare parole forti, evocazioni improprie e paure costruite. Il centrodestra, su questo referendum, sembra essersi impegnato in un’opera di sabotaggio di sé stesso. Prima gli attacchi continui alla magistratura, poi Giorgia Meloni che evoca “stupratori liberi” e bambini sottratti alle famiglie; quindi dichiarazioni che rivendicano apertamente pratiche clientelari; infine Antonio Tajani che arriva a chiamare in causa perfino il fascismo. Una sequenza di slogan allarmistici e uscite gravi che nulla hanno a che vedere con la complessità della riforma. Invece di discutere seriamente del merito, si è scelto di trasformare una scelta delicata in propaganda. Più che convincere gli elettori, sembra si stia facendo di tutto per allontanarli. E’ qui che si misura la nostra differenza. Il nostro è un Sì che non nasce contro qualcuno, e tanto meno contro le toghe. Non partecipiamo a una guerra contro la magistratura, che riteniamo un pilastro dello Stato di diritto. Allo stesso modo, non ignoriamo gli errori della destra: attaccare le toghe è stato sbagliato, così come lo è stato alimentare paure e semplificazioni. Il nostro è un Sì socialista, coerente con la nostra storia. Un Sì che non segue il governo, ma che prova ad aprire uno spazio politico e culturale nel centrosinistra. Un Sì che guarda avanti e prova ad allargare il campo, costruendo un’area garantista capace di tenere insieme diritti, equilibrio tra poteri e rispetto delle istituzioni. Sappiamo bene che i problemi della giustizia non si risolveranno con gli slogan, né con questa riforma da sola. Ma proprio per questo crediamo sia necessario affrontarli con serietà, senza scorciatoie, senza propaganda, senza trasformare tutto in uno scontro ideologico. Più passa il tempo, più diventa evidente: il nostro non è semplicemente un Sì. E’ un Sì diverso. Più difficile, forse meno rumoroso, ma più responsabile. Ed è esattamente per questo che oggi serve.

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