Sanità e appalti: depositate le proposte di legge di iniziativa popolare - SPI CGIL Veneto

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L’iniziativa della Cgil e di altre associazioni, impegnate da anni nella difesa del Servizio Sanitario Nazionale

Lanciamo una raccolta di firme sulla sanità e sugli appalti e vogliamo depositare le nostre proposte nel mese di settembre, prima che venga presentata la legge di bilancio”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, alla conferenza stampa di lunedì 27 aprile, dopo aver depositato le proposte di legge in Corte di Cassazione a Roma.

Per la Cgil si tratta di “una scelta che si colloca nel solco delle recenti esperienze referendarie, che hanno registrato un livello di partecipazione democratica che va alimentato, affinché il diritto universale alla salute e il diritto al lavoro dignitoso e in sicurezza ritornino protagonisti del dibattito parlamentare e civile”.

La raccolta firme partirà il 15 e 16 maggio con due giornate straordinarie di mobilitazione.

Sanità

La prima proposta, promossa da una rete ampia che riunisce Cgil e altre realtà associative impegnate da anni nella difesa del Servizio sanitario nazionale e nel rilancio del welfare, mira a rafforzare un sistema pubblico sotto pressione, tra sottofinanziamento e disuguaglianze crescenti nell’accesso alle cure.

La proposta di legge – spiega la segretaria confederale Cgil Daniela Barbaresi – vuole rilanciare, rafforzare e rendere efficiente quella che è la più grande infrastruttura sociale del Paese, che oggi sta vivendo una crisi senza precedenti per mancanza di risorse e di personale”.

Se parliamo di diritto alla salute, il primo punto è l’aumento delle risorse pubbliche: in questi anni c’è stato un taglio secco. Noi indichiamo anche dove andare a prendere le risorse, perché nel nostro Paese c’è un’evasione fiscale senza precedenti. È aumentata la tassazione sul lavoro dipendenti e sui pensionati, mentre è calata la tassazione sugli extra profitti, sulle rendite finanziarie e immobiliari”.

Appalti

La seconda iniziativa, sostenuta dalla Cgil, punta a intervenire sul sistema degli appalti, segnato da precarietà, dumping contrattuale e rischi per la sicurezza. Un ambito in cui qualità del lavoro e qualità dei servizi s’intrecciano in modo decisivo.

Vogliamo affermare il principio – spiega il responsabile Area contrattazione e appalti Cgil nazionale Alessandro Genovesi – per cui l’attività che si svolge determina le tutele economiche e normative dei lavoratori impiegati negli appalti, le stesse riconosciute ai lavoratori dipendenti del committente”.

Recapiti
SPI Ufficio Stampa